Letteratura distopica

Se l’utopia è la prospettiva ideale, un mondo ipotetico troppo perfetto per potersi realizzare, la distopia è il suo contrario: la proiezione negativa portata all’estremo. L’ambientazione dei romanzi distopici è sempre un futuro in cui vengono esasperate le problematicità della società attuale. Spesso infatti dietro a questi romanzi si cela una critica nei confronti del mondo in cui viviamo. La letteratura distopica si può dividere in due filoni: quello post-apocalittico e quello fantapolitico.

Il genere post apocalittico si identifica con una catastrofe planetaria che ha retrocesso la società a uno stato primitivo e ridotto la popolazione quasi all’estinzione. Emblematici sono i romanzi Sulla Strada di Cormac McCarthy, Io sono leggenda di Richard Matheson e Il cacciatore di androidi di Philip K. Dick. 

Tematiche

Per quanto riguarda il primo filone (dei “totalitarismi”):

Il filone è quello fantapolitico, in cui la popolazione si ritrova schiava di regimi totalitari, spesso ispirati a quello nazista o stalinista. In alcuni romanzi, come ad esempio in La svastica sul sole di Philip K. Dick e in Fatherland di Harris, grazie all’espediente ucronico, si crea una storia alternativa che vede la Germania nazista vincere la Seconda Guerra Mondiale e imporsi come potenza mondiale. 

  • è presente una società gerarchica, in cui le divisioni fra le classi sociali (o caste) sono rigide e insormontabili;
  • la propaganda del regime e i sistemi educativi costringono la popolazione al culto dello Stato e del suo governo, convincendola che il suo stile di vita è l’unico (o il migliore) possibile;
  • il dissenso e l’individualità sono visti come valori negativi, in opposizione al conformismo dominante. Si assiste a una depersonalizzazione dell’individuo.
  • lo Stato (oppure le corporazioni hi-tech, o una congregazione religiosa) sono spesso rappresentati da un leader carismatico adorato dalla gente e oggetto di culto della personalità;
  • il mondo al di fuori dello Stato è visto con paura e ribrezzo;
  • il sistema penale comprende spesso la tortura fisica o psicologica;
  • agenzie governative o paramilitari (come una polizia segreta) sono impegnate nella sorveglianza continua dei cittadini. Essa può essere svolta anche da potenti e avanzate reti tecnologiche;
  • il legame con il mondo naturale non appartiene più alla vita quotidiana.

Per quanto riguarda il secondo filone (post apocalittico):

  • la popolazione umana è ridotta ai minimi termini. Pochissime persone sono riuscite a salvarsi dal cataclisma;
  • la società così come concepita dall’uomo attuale non esiste più. Le relazioni umane sono dettate esclusivamente dal dogma della sopravvivenza individuale in un mondo scarsissimo di risorse;
  • i raggruppamenti umani esistono, ma soltanto in forme primitive e degradate. Esistono organizzazioni di persone che fanno uso della forza fisica o per accaparrarsi le risorse di altre comunità o per cercare di restaurare un ordine morale e legale;
  • il livello tecnologico è primitivo, spesso precedente alla rivoluzione industriale. Ovunque vi sono tracce della tecnologia e della scienza umana di prima della catastrofe;
  • la vegetazione è ridotta al minimo. Perfino l’acqua può essere non potabile, perché contaminata o radioattiva. Gli animali, eccetto pochissime specie adattate, in linea di massima si sono estinti;
  • tra gli esseri umani e alcuni tipi di animali, possono esserci individui mutati geneticamente, sfigurati dalle sofferenze e ostili alla vita. Le mutazioni hanno un’accezione negativa perché causate dall’intervento dell’uomo sulla natura tramite esperimenti scientifici o l’uso di armi chimiche, biologiche o nucleari.

Elementi fondamentali delle dittature ritratte nei romanzi distopici sono la propaganda e la censura. Quest’ultima viene esasperata in 1984 di Orwell, in cui il regime totalitarista pretende di controllare ogni aspetto della vita umana. Da qui il celebre slogan “Big Brother watching you”. Il governo inoltre pone particolare attenzione alla scrittura poiché vede in essa un’arma di rivolta e di insurrezione. In Fahrenheit 451 di Bradbury la parola scritta è bandita e i libri vengono bruciati dai pompieri incendiari, mentre in 1984 il regime ha forgiato la “Neolingua”, lingua artificiale purificata da ogni aspetto che il governo considera eretico.  

Nella letteratura distopica spesso la popolazione è divisa in “caste”, come accade in Il nuovo mondo di Huxley, nella saga Divergent di Veronica Roth e in Flatlandia di Edwin Abbott Abbott . L’individualismo è osteggiato da chi governa, che tenta di conformare l’uomo in categorie preconfezionate e spersonalizzarlo fino all’automatismo. Basti pensare alla produzione in serie in Il nuovo mondo che esalta la mercificazione dell’uomo. Nei romanzi distopici le relazioni e l’intimità vengono combattute dal governo, in quanto il piano emozionale deve tendere a zero nella logica della automazione. Questa caratteristica la ritroviamo in 1984 ma soprattutto in Noi (1924), romanzo russo dello scrittore Zamjatin. 


Infine l’elemento tecnologico è sempre molto presente, spesso in una accezione negativa, in quanto controlla e assoggetta l’individuo. Pervasiva e invasiva, la tecnologia tende a sostituire il reale, in un mondo in cui l’inorganico si fa organico grazie all’ibridazione, alla clonazione (Non lasciami di Ishiguro) e all’ingegneria genetica (Il nuovo mondo). La tendenza esasperata all’uso e abuso della tecnologia si concretizza nella corrente del Cyberpunk e soprattutto con il romanzo Neuromante di Gibson, in cui il cyberspazio sostituisce la vita reale.


Per la filmografia distopica clicca qui

1984/ George Orwell

L’azione si svolge in un futuro prossimo del mondo (l’anno 1984) in cui il potere si concentra in tre immensi superstati: Oceania, Eurasia ed Estasia. Al vertice del potere politico in Oceania c’è il Grande Fratello, onnisciente e infallibile, che nessuno ha visto di persona ma di cui ovunque sono visibili grandi manifesti. Il Ministero della Verità, nel quale lavora il personaggio principale, Smith, ha il compito di censurare libri e giornali non in linea con la politica ufficiale, di alterare la storia e di ridurre le possibilità espressive della lingua. Per quanto sia tenuto sotto controllo da telecamere, Smith comincia a condurre un’esistenza “sovversiva”. Scritto nel 1949, il libro è considerato una delle più lucide rappresentazioni del totalitarismo.

Metro 2035/ Dmitry Glukhovsky

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2084 : la fine del mondo/ Boualem Sansal

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Il mondo nuovo ; Ritorno al mondo nuovo/ Aldous Huxley

Scritto nel 1932, “Il mondo nuovo” è un romanzo dall’inesausta forza profetica ambientato in un immaginario stato totalitario del futuro, nel quale ogni aspetto della vita viene pianificato in nome del razionalismo produttivistico e tutto è sacrificabile a un malinteso mito del progresso. I cittadini di questa società non sono oppressi da fame, guerra, malattie e possono accedere liberamente a ogni piacere materiale. In cambio del benessere fisico, però, devono rinunciare a ogni emozione, a ogni sentimento, a ogni manifestazione della propria individualità. Al romanzo seguono la prefazione all’edizione 1946 del “Mondo nuovo” e la raccolta di saggi “Ritorno al mondo nuovo” (1958), nelle quali Huxley tornò a esaminare le proprie intuizioni alla luce degli avvenimenti dei decenni centrali del Novecento.

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Il racconto dell’ancella: romanzo / Margaret Atwood

In un mondo devastato dalle radiazioni atomiche, gli Stati Uniti sono divenuti uno Stato totalitario, basato sul controllo del corpo femminile. Difred, la donna che appartiene a Fred, ha solo un compito nella neonata Repubblica di Galaad: garantire una discendenza alla élite dominante. Il regime monoteocratico di questa società del futuro, infatti, è fondato sullo sfruttamento delle cosiddette ancelle, le uniche donne che dopo la catastrofe sono ancora in grado di procreare. Ma anche lo Stato più repressivo non riesce a schiacciare i desideri e da questo dipenderà la possibilità e, forse, il successo di una ribellione. Mito, metafora e storia si fondono per sferrare una satira energica contro i regimi totalitari. Ma non solo: c’è anche la volontà di colpire, con tagliente ironia, il cuore di una società meschinamente puritana che, dietro il paravento di tabù istituzionali, fonda la sua legge brutale sull’intreccio tra sessualità e politica. Quello che l’ancella racconta sta in un tempo di là da venire, ma interpella fortemente il presente. [biblioteche.leggere.it]

Fahrenheit 451/ Ray Bradbury

In un’allucinante società del futuro si cercano, per bruciarli, gli ultimi libri scampati a una dis…[Dettaglio…]

I reietti dell’altro pianeta/ Ursula K. Le Guin. – Milano : Nord, c1976. – 333 p.

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Fahrenheit 451/ Ray Bradbury

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Fonte: http://www.miracubi.it/easyne2/percorsi-di-lettura/la-letteratura-distopica/



Categorie:Q02- Utopie e distopie

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