Antico persiano

La lingua persiana antica è una delle antiche lingue iraniche attestate (oltre all’avestico). Il persiano antico appare in primo luogo nelle iscrizioni, nelle tavolette di argilla e nei sigilli dell’era achemenide (c. dal 600 a.C. al 300 a.C.). Esempi di persiano antico sono stati trovati in quelli che sono oggi i territori dell’Iran, dell’Iraq, della Turchia e dell’Egitto.[1] L’attestazione di gran lunga più importante è il contenuto delle iscrizioni di Bisotun (datate al 525 a.C.).

Classificazione

L’antico persiano è un’antica lingua iranica e fa parte del gruppo linguistico iranico sud-occidentale.[2] In qualità di lingua iranica, il persiano antico è anche membro del ramo indoiranico della famiglia linguistica indoeuropea. L’avestico, l’unica altra antica lingua iranica attestata, non appartiene alla stessa divisione geografica del persiano antico ed è tipologicamente distinta.

Evoluzione linguistica

Verso il IV secolo, il tardo periodo achemenide, le iscrizioni di Artaserse II e di Artaserse III differivano abbastanza dalla lingua delle iscrizioni di Dario, tanto da essere definite “persiano pre-medio” o “persiano post-antico”.[3] Il persiano antico successivamente si evolse nel medio persiano, che è a sua volta l’antenato nominale del neo-persiano.
L’iranologo Gilbert Lazard afferma, nella sua Persian Grammar, che:

«la lingua conosciuta come nuovo persiano, che di solito è chiamata in questo periodo [primi tempi islamici] con il nome di parsi-dari, può essere classificata linguisticamente come una continuazione del medio persiano, la lingua religiosa e letteraria ufficiale dell’Iran sasanide, essa stessa una continuazione dell’antico persiano, la lingua degli Achemenidi. Diversamente dalle altre lingue e dialetti, antichi e moderni, del gruppo iranico come l’avestico, il partico, il sogdiano, il curdo, il pashto, ecc., l’antico, il medio ed il neopersiano rappresentano una sola lingua in tre stadi della sua storia. Essa ha origine nella regione di Fars e si differenzia per caratteristiche dialettali, ancora facilmente riconoscibili, dal dialetto prevalente nell’Iran nord-occidentale ed orientale.»
(Lazard, pp. 595-632)

Il medio persiano, a volte chiamato anche pahlavi, è una diretta continuazione dell’antico persiano, ed era usato come lingua ufficiale scritta del paese.[4][5] Conseguentemente, il persiano moderno è una delle poche lingue indoeuropee che abbia una scrittura ancora esistente nella sua forma antica, media e moderna. Il confronto dell’evoluzione in ciascuno stadio della lingua mostra una grande semplificazione nella grammatica e nella sintassi. In realtà, secondo i documenti disponibili, la lingua persiana è una lingua iranica i cui tre stadi (antico, medio e nuovo) si sa che rappresentano tutti una sola lingua; in altre parole il neopersiano è un diretto discendente del medio e dell’antico persiano.[6]

Sostrati

L’antico persiano “presumibilmente”[3] ha un sostrato di lingua medica. L’elemento medico è immediatamente identificabile perché non fu interessato dagli sviluppi che furono peculiari dell’antico persiano. Le forme mediche “si trovano solo in nomi personali o geografici […] e alcune sono tipicamente del vocabolario religioso e così potrebbero, in linea di principio, essere influenzate dall’avestico.” “Talvolta, si trovano sia forme mediche che antico persiane, il che dà all’antico persiano un aspetto piuttosto ambiguo ed incoerente: ‘cavallo’, ad esempio, è [attestato nell’antico persiano] sia asa (a. pers.) che aspa (med.).”[3]

Scrittura

Il persiano antico era scritto da sinistra a destra nell’antica scrittura cuneiforme persiana di tipo sillabico. L’antico cuneiforme persiano contiene 36 segni che rappresentano vocali e consonanti, 8 logogrammi e 3 segni che si possono combinare per rappresentare qualsiasi numerale, anche se solo alcuni numeri sono effettivamente attestati nelle iscrizioni.

Fonologia

Nella scrittura persiana antica sono espressi i seguenti fonemi:

Vocali

Consonanti

 LabialeDentale/
Alveolare
PalataleVelareGlottidale
Occlusiva/p//b//t//d//c//ɟ//k//ɡ/  
Nasale /m/ /n/      
Fricativa/f/ θ /θ/ ç /ç//x/ /h/ 
Sibilante  /s//z/š /ʃ/     
Rotica   /r/      
Approssimante /ʋ/ /l/ /j/    

Grammatica

Sostantivi

Temi dell’antico persiano:

  • temi in -a (-a, -am, -ā)
  • temi in -i (-iš, iy)
  • temi in -u (e in -au) (-uš, -uv)
  • temi consonantici (n, r, h)
-a-am
SingolareDualePluraleSingolareDualePluraleSingolareDualePlurale
Nominativo-a-ā, -āha-am
Vocativo-am
Accusativo-am-am-ām
Strumentale-aibiyā-aibiš-aibiyā-aibiš-āyā-ābiyā-ābiš
Dativo-ahyā, -ahya-aibiyā-aibiš-ahyā, -ahya-aibiyā-aibiš-āyā-ābiyā-ābiš
Ablativo-aibiyā-aibiš-aibiyā-aibiš-āyā-ābiyā-ābiš
Genitivo-ahyā, -ahya-āyā-ānām-ahyā, -ahya-āyā-ānām-āyā-āyā-ānām
Locativo-aiy-āyā-aišuvā-aiy-āyā-aišuvā-āyā-āyā-āšuvā
-iš-iy-uš-uv
SingolareDualePluraleSingolareDualePluraleSingolareDualePluraleSingolareDualePlurale
Nominativo-iš-īy-iya-iy-in-īn-uš-ūv-uva-uv-un-ūn
Vocativo-i-īy-iya-iy-in-īn-u-ūv-uva-uv-un-ūn
Accusativo-im-īy-iš-iy-in-īn-um-ūv-ūn-uv-un-ūn
Strumentale-auš-ībiyā-ībiš-auš-ībiyā-ībiš-auv-ūbiyā-ūbiš-auv-ūbiyā-ūbiš
Dativo-aiš-ībiyā-ībiš-aiš-ībiyā-ībiš-auš-ūbiyā-ūbiš-auš-ūbiyā-ūbiš
Ablativo-auš-ībiyā-ībiš-auš-ībiyā-ībiš-auv-ūbiyā-ūbiš-auv-ūbiyā-ūbiš
Genitivo-aiš-īyā-īnām-aiš-īyā-īnām-auš-ūvā-ūnām-auš-ūvā-ūnām
Locativo-auv-īyā-išuvā-auv-īyā-išuvā-āvā-ūvā-ušuvā-āvā-ūvā-ušuvā

Gli aggettivi sono declinabili in modo simile.

Verbi

Voci
Attiva, Media (pres. tem. –aiy-, –ataiy-), Passiva (-ya-).

Sono attestate la maggior parte delle forme delle prime e terze persone. L’unica forma duale preservata è ajīvatam ‘entrambi vissero’.

AtematicoTematico
‘essere’‘portare’
Sg.1ª pers.miybarāmiy
3ª pers.astiybaratiy
Pl.1ª pers.mahiybarāmahiy
3ª pers.hatiybaratiy
AtematicoTematico
‘fare’‘essere, diventare’
Sg.1ª pers.akunavamabavam
3ª pers.akunaušabava
Pl.1ª pers.akuabavāmā
3ª pers.akunavaabava
AttivoMedio
nt-amna-
ta-
tanaiy

Lessico

Proto-indoiranicoPersiano anticoPersiano medioPersiano modernosignificato
*AhuramazdaOhrmazdOrmazd ارمزدAhura Mazdā
*açvaaspaaspasp اسبcavallo
*kāmakāmakāmkām کامdesiderio
*daivadaivadivdiv دیوDiavolo
drayahdrayādaryā دریاmare
dastadastdast دستmano
*bhāgībājibājbāj باج/باژtributo
*bhrātr-brātarbrādarbarādar برادرfratello
*bhūmībūmibūmbūm بومregione, terra
*martyamartyamardmard مردuomo
*māsamāhamāhmāh ماهluna, mese
*vāsaravāharaBahārbahār بهارprimavera
stūpāstūnāstūnsotūn ستونcolonna (collegato a stare)
šiyātašādšād شادfelice
*artaartaardord اُردordine
*draugh-draugadrōghdorōgh دروغBugia

Note

  1. ^ Kent.
  2. ^ Old Persian – MultiTree, su multitree.linguistlist.orgURL consultato il 3 dicembre 2012 (archiviato dall’url originale il 3 giugno 2013).
  3. ^ Salta a:a b c Skjærvø, An Introduction to Old Persian.
  4. ^«Il medio persiano, chiamato anche pahlavi, è una diretta continuazione dell’antico persiano, ed era usato come lingua ufficiale scritta del Paese. […] Tuttavia, dopo la conquista musulmana ed il crollo dei Sasanidi, l’arabo divenne la lingua dominante del Paese e il pahlavi, perdendo la sua importanza, fu gradualmente sostituito dal dari, una varietà di medio-persiano caratterizzata da considerevoli prestiti dall’arabo e dal partico.»(Ammon, p. 1912)
  5. ^«Come già menzionato, non è probabile che gli scribi delle cancellerie sasanidi ignorassero la scrittura cuneiforme persiana antica e la lingua in essa espressa. Ancora, la lingua medio persiana che apparve nel III secolo d.C. può essere vista come una continuazione dell’antico persiano.»(Utas, p. 71)
  6. ^ Skjærvø, Iranian languages and scripts.

Bibliografia

  • Wilhelm Brandenstein, Handbuch des Altpersischen, Wiesbaden, O. Harrassowitz, 1964.
  • Walther Hinz, Altpersischer Wortschatz, Nendeln, Liechtenstein, Kraus, 1966.
  • Roland G. Kent, Old Persian: Grammar, Texts, Lexicon, New Haven, American Oriental Society, 1953.
  • Nicholas Sims-Williams, Iranian languages, in Encyclopedia Iranica, vol. 7, Costa Mesa, Mazda, 1996, pp. 238-245.
  • Rüdiger Schmitt, Altpersisch, in R. Schmitt (a cura di), Compendium linguarum Iranicarum, Wiesbaden, Reichert, 1989, pp. 56-85.
  • Herbert Cushing Tolman, Ancient Persian Lexicon and the Texts of the Achaemenidan Inscriptions Transliterated and Translated with Special Reference to Their Recent Re-examination, New York/Cincinnati, American Book Company, 1908.
  • Prods Oktor Skjærvø, An Introduction to Old Persian (PDF), 2ª ed., Cambridge, Harvard, 2005.
  • Gernot L. Windfuhr, Cases, in Encyclopedia Iranica, vol. 5, Costa Mesa, Mazda, 1995, pp. 25–37.
  • Prods Oktor Skjærvø, Iranian languages and scripts, in Encyclopedia Iranica, vol. 13, Costa Mesa, Mazda, 2006.
  • Matthew W. Stolper, Jan Tavernier, An Old Persian Administrative Tablet from the Persepolis Fortification (PDF), in Arta, 2007:1, Parigi, Achemenet.com, 1995.
  • Gilbert Lazard, The Rise of the New Persian Language, in R. N. Frye (a cura di), The Cambridge History of Iran, vol. 4, Cambridge, Cambridge University Press, 1975, pp. 595-632.
  • Ulrich Ammon, Norbert Dittmar, Klaus J. Mattheier, Peter Trudgill, Sociolinguistics Hsk 3/3 Series Volume 3 of Sociolinguistics: An International Handbook of the Science of Language and Society, 2ª ed., Walter de Gruyter, 2006.
  • Bo Utas, Semitic on Iranian, in Éva Ágnes Csató, Bo Isaksson, Carina Jahani (a cura di), Linguistic convergence and areal diffusion: case studies from Iranian, Semitic and Turkic, Routledge, 2005.

Fonte: Wikipedia



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