Storia delle idee e neostoricismo

La Storia delle idee, intesa come una parte e uno strumento della storia intellettuale, può esercitare una benefica influenza sulla storia della filosofia. Essa insegna infatti a non ridurre la storia della filosofia a una semplice interpretazione di testi, ma a ricercare i collegamenti tra le dottrine filosofiche e il più ampio contesto culturale in cui sorgono. Si pensi per esempio al caso della storia della scienza, in cui è necessario studiare anche i presupposti metafisici, i condizionamenti religiosi, gli interessi politici che hanno influenzato lo sviluppo scientifico, o a quello dell’estetica in cui le teorie sono spesso frutto anche di orientamenti di gusto, precettistiche artistiche, convinzioni di artisti, che debbono essere tenute in conto.

Qualche cenno su quelli che sono i presupposti teorici che intendono guidare queste ricerche: la Storia delle idee e il Neostoricismo. La Storia delle Idee nasce con il volume dello storico americano Arthur Lovejoy del 1936, La grande catena dell’essere. L’introduzione premessa al volume da Lovejoy può essere considerata una sorta di manifesto dei principi sui quali si basa il nuovo orientamento. Assieme al saggio del 1938, The History of Ideas,  costituisce una buona sintesi del metodo da lui propugnato. La storia delle idee nella concezione di Lovejoy “è qualcosa che è nello stesso tempo più specifico e meno limitato di quanto non sia la storia della filosofia” (Lovejoy 1936, p. 11). È più specifica in quanto concentra la sua analisi sulle singole idee e non si occupa dei sistemi filosofici in cui esse entrano a far parte; è meno settoriale in quanto mira a ricostruire il cammino di tali idee non solo nelle opere dei filosofi, ma anche nella storia letteraria, in quella scientifica, nella storia delle religioni, delle arti, in quella politica e sociale.

In termini generalissimi, l’obiettivo del Neostoricismoè l’individuazione ed esplicazione delle diverse forme di energia sociale circolanti nei testi di una determinata epoca o di un determinato luogo storico, in quanto realtà decisive per la costruzione di qualsiasi discorso culturale, artistico, critico o filosofico. Per energia sociale si intende, in questo caso, la massa effettivamente circolante delle concezioni tradizionali, ereditate o, comunque, condivise da un tempo e un luogo, e costantemente presente in ogni momento dell’articolazione del discorso culturale generato da quel tempo e da quel luogo stessi.

L’oggetto dell’indagine neostoricista è qualsiasi reperto testuale – in quanto trasfigurazione estetica o concettuale dell’energia sociale che in essa confluisce – trovandovi espressione simbolica. Ciò implica che la prassi analitica neostoricista coinvolga un gran numero di testi provenienti da ambiti  diversissimi, concepisca lo studio della storia come parte di una più generale indagine delle forme d’espressione di una data cultura e, soprattutto, aspiri non tanto alla comprensione della realtà e della storia nel testo, quanto all’attingimento della vita dietro il testo, a cogliere – come ha scritto ancora Greenblatt – il tocco del reale oltre e al di là dell’opera d’arte (Greenblatt, Gallagher 2000). Ciò significa – come il neostoricismo ha appreso dall’antropologia di Clifford Geertz – ancorare l’indagine delle forme di espressione di una cultura alle superfici dure dell’esistenza, alla concreta immanenza della politica, della religione, dell’economia nella realtà da cui ogni testo si genera.

A.DeL.



Categorie:003- Storia della Storiografia - History of Historiography

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: