Segnalazioni testi: Che cos’è la semiotica visiva

CHE COS’E’ LA SEMIOTICA VISIVA

di Piero Polidoro, Carocci, Roma 2008, pp. 128, 10 euro

La semiotica visiva è una branca della semiotica, la disciplina che studia da un punto di vista teorico e applicativo i linguaggi e i testi. Il compito della semiotica visiva è fornire gli strumenti per l’analisi delle immagini (fotografie, dipinti, disegni).

Le domande a cui risponde sono diverse. Per esempio mette in evidenza come il processo di riconoscimento per cui consideriamo un insieme di linee e colori come rappresentazioni di un oggetto tridimensionale non è così “naturale” e immediato come solitamente si pensa, ma deve tener conto anche di una serie di regole che variano da cultura a cultura.

Ma la semiotica visiva si interessa anche di problemi che riguardano i livelli più complessi di elaborazione del contenuto: quali convenzioni ci permettono di riconoscere i personaggi e le situazioni descritte in un quadro? Come fanno le immagini a raccontare storie e a rappresentare lo scorrere del tempo? In che modo un testo visivo può creare effetti di coinvolgimento o di distanziamento dello spettatore attraverso i giochi di sguardi o le posizioni dei personaggi?

Una parte importante della semiotica visiva si interessa del modo in cui le linee, i colori e le configurazioni visive in generale possono avere un significato indipendentemente da quello che rappresentano. Possono cioè creare effetti di dinamismo, di tensione, di equilibrio visivo. Ma le configurazioni visive producono anche contenuti più complessi e articolati, facendo emergere sulla superficie di un’immagine il suo significato profondo.

Questo libro è un’introduzione alle teorie e ai principali strumenti applicativi della semiotica visiva e mostra l’utilità per l’analisi delle immagini anche di altre discipline, come l’iconografia e la psicologia della percezione.

È destinato sia a un pubblico universitario sia al vasto mondo dei professionisti delle immagini o di chi sia appassionato o comunque incuriosito dalla comunicazione visiva. I concetti usati, infatti, vengono sempre spiegati e può essere quindi letto anche da chi non ha una precedente formazione semiotica.

acquista il libro sul sito Carocci
(se non arrivate direttamente alla pagina dedicata al libro, chiudete la finestra che si è aperta e cliccate di nuovo sul link)

INDICE

Introduzione

Capitolo 1. I segni iconici e la rappresentazione della realtà

1.1 La semiotica figurativa
1.1.1. Il problema del riconoscimento e il dibattito sull’iconismo
1.1.2. I tipi cognitivi
1.1.3. Le ipoicone: “naturalità” e convenzionalità
1.1.4. Greimas e il “mondo naturale”


1.2. La rappresentazione del tempo
1.2.1. Movimenti e azioni
1.2.2. Il racconto iconico


Per riassumere…

Capitolo 2. Dare un significato alle immagini

2.1. Iconografia, iconologia e semiotica
2.1.1. Iconografia
2.1.2. Iconologia
2.1.3. I rapporti con la semiotica


2.2. La connotazione
2.2.1. L’ancoraggio

2.3. Testi visivi e meccanismi retorici
2.3.1. La metonimia
2.3.2. La metafora


Per riassumere…

Capitolo 3. Le strutture narrative nelle immagini

3.1. Lo schema narrativo canonico
3.1.1. Esempi visivi

3.2. Il percorso generativo
3.2.1. Le strutture semio-narrative profonde
3.2.2. Il quadrato semiotico
3.2.3. Le strutture semio-narrative superficiali
3.2.4. Le strutture discorsive


3.3. Le filosofie pubblicitarie e le immagini

Per riassumere…

Capitolo 4. L’enunciazione visiva

4.1. La teoria dell’enunciazione
4.1.1. Dèbrayage enunciativo e débrayage enunciazionale
4.1.2. Il débrayage nei testi visivi
4.1.3. Lo sguardo e il ritratto


4.2. Il punto di vista
4.2.1. Posizione dello spettatore
4.2.2. Osservatore
4.2.3. Astanti


4.3. Il discorso sull’enunciazione
4.3.1. Trasparenza e opacità
4.3.2. Cornici, finestre, nicchie e porte
4.3.3. La rappresentazione dell’enunciatore
4.3.4. Un esempio: l’enunciazione negli affreschi di Signorelli a Orvieto


Per riassumere…

Capitolo 5. La psicologia della percezione e gli effetti di base del linguaggio plastico

5.1. Il linguaggio plastico
5.1.1. Da Hogarth a Greimas
5.1.2. Due modi di considerare il plastico


5.2. La psicologia della percezione e la Gestalt
5.2.1. Le leggi di unificazione figurale
5.2.2. Figura/sfondo
5.2.3. Un’applicazione delle leggi gestaltiste
5.2.4. La pregnanza


5.3. L’equilibrio visivo
5.3.1. I vettori
5.3.2. Un’analisi dell’equilibrio visivo


5.4. La direzione di lettura delle immagini
5.4.1. Le spiegazioni
5.4.2. Le immagini giapponesi


Per riassumere…

Capitolo 6. Il linguaggio plastico e l’analisi strutturalista

6.1. Le categorie plastiche
6.1.1. Categorie eidetiche
6.1.2. Categorie cromatiche
6.1.3. Categorie topologiche
6.1.4. Altre categorie plastiche


6.2. L’analisi del contenuto plastico
6.2.1. Il simbolismo plastico
6.2.2. Descrizione e primi significati
6.2.3. La comparazione

6.3. I sistemi semisimbolici
6.3.1. Tipi di sistemi semisimbolici
6.3.2. Il semisimbolico nell’analisi di un testo
6.3.3. Aspetti teorici
6.3.4 Il semisimbolico e la struttura mitica dei testi visivi


Per riassumere…

Bibliografia ragionata

Riferimenti bibliografici



Categorie:040.02-Semiotica dell'arte visiva

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: