Antonio De Lisa- La Russia in bilico – Tra Mosca e San Pietroburgo (con cronoalbum) – 2019

Le mille luci di Mosca

28 luglio- Di Lenin a Mosca é rimasta solo l’immagine in una metropolitana

28 luglio- Nella stessa posizione di una foto nella Piazza Rossa di 47 anni fa

Per uno strano effetto di luce l’icona sembra illuminarsi (San Basilio)

Le mille luci di Mosca – Non è un caso se come titolo uso quello di un romanzo ambientato New York. Quando si arriva a Mosca di notte sembra di essere a New York. La città risplende di luci. Le luci sono l’immagine della prosperità e della potenza.

Pirosky e Pelmeni

Galleria Tret’jakov

E questo è Karl (Galleria Tret’jakov)

La cosa che sto notando in questo mio terzo viaggio moscovita è l’aumento dei prezzi. Facendo un giro in un supermercato ho notato che uno shampoo costava 1.800 rubli (circa 25 euro). E’ possibile trovarci anche il vino bianco della Nuova Zelanda, ma col prezzo in proporzione. La gente dice che gli stipendi sono bassi. Prezzi italiani e stipendi russi.

Nello stesso supermercato volevo comprare una bottiglia di vino bianco, ma non è stato possibile: era passata mezzanotte. Dopo mezzanotte niente alcool. Supermercati aperti ore 24 ma non possono vendere bevande alcoliche. Dove è finita la vecchia Russia del caviale e della vodka?

Icona bellissima, sembra dipinta in bianco e nero (Galleria Tretyakov, Mosca)

29 luglio 2109

A Mosca tutti i giri cominciano dalla metropolitana (gigantesca)

Fa un po’ strano vedere in una città ormai completamente postmoderna i simboli del suo passato: immagini che galleggiano su marmi e mosaici (e per questo incancellabili), ma completamente straniati e stranianti rispetto alla realtà circostante.

E’ raro vedere nella sola vita di una persona un cambiamento così epocale e radicale come quello cui ho assistito nella vita dell’Unione sovietica-Russia. La vita di questo paese è totalmente irriconoscibile. Le ragazze vestono con décolleté neri e tacchi alti, non con foularini fiorati e impermeabilini color crema. Non hanno bisogno di avvicinarsi agli stranieri per entrare nei negozi esclusivi. Non ci sono altro che negozi esclusivi. Era già così sette anni fa, ora il fenomeno è esploso.

La prima sorpresa uscendo da casa stamattina è stato il freddo. C’è una temperatura novembre, con vento e cielo incerto. Fortuna che avevo qualcosa di più pesante in valigia

Sergiev Posad

In partenza per Serghiev Posad, a visitare una chiesa considerata molto importante dagli ortodossi.

Il monastero della Trinità di San Sergio è il più importante monastero e lavra, ovvero centro spirituale, della Chiesa ortodossa russa. È situato nella città di Sergiev Posad, circa 70 km a nord-est di Mosca, sulla strada che collega la capitale russa con Jaroslavl’. Il monastero fa parte dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Serghiev Posad è a circa 40 km da Mosca. In treno il paesaggio culturale è più simile a quello della vecchia Unione Sovietica.
In un locale di Serghiev Posad dove servono dei ravioli tradizionali (vareniki) ai muri vecchie e nuove immagini.

Lingua bella ma difficile
Una cosa è ordinare in russo un pasto o fare un prelievo al Bankomat (cose già di una certa sofisticatezza), altra cosa è capire un notiziario. Da quel poco che ho capito ci sono ancora tensioni con i dimostranti che hanno inscenato manifestazioni nei giorni scorsi. Un manifestante arrestato sembra sia in gravi condizioni per qualche motivo.

In un certo senso quella che si combatte nella Russia odierna è una lotta delle immagini: quelle sovietiche, scadute, quelle della rinata Chiesa ortodossa, quelle luccicanti delle concessionarie di auto di lusso.

Ecco, questa è Russia (con simpatia)

Mosca si svuota e io torno in città.

Ecco un’altra differenza: una volta nella metro di Mosca La gente aveva la testa abbassata a leggere un libro, ora ce l’ha sul cellulare.

30 luglio 2019

Questo è il cielo di Mosca oggi: 11 gradi.

Sono sull’Arbat e questa è la statua di Puskin. Il docente di russo all’Orientale diceva che nella poesia di Puskin ci sono tutte le sfumature del russo.

Al Sokol caffè sull’Arbat prendi un caffè e ti fanno un ritratto. Ecco il mio.
Al Sokol caffè sull’Arbat prendi un caffè e ti fanno un ritratto. Ecco il mio.

Ci sono lunghe file ovunque, al Cremlino, al Museo Puskin… E non è simpatico stare in piedi al freddo, col vento della Moskova che ti penetra sotto la maglietta estiva … ma va bene lo stesso

File per entrare al Museo Puskin

Kachiapuri

Con questi mezzi la Russia ha fatto la Prima guerra mondiale.

Nel mercato delle pulci di Mosca (Ismailovo) si compra di tutto.

31 luglio 2019

A Mosca stamattina piove, con vento gelido, 9 gradi.

Il Cremlino è più interessante con la pioggia.

Le icone russe sono dipinte su tavola con una imprimitura di gesso e colori a tempera. La cosa che mi colpisce è come sono assemblati i pezzi di tavola, grossolanamente piallati ( si vede ancora la curvatura del tronco) e accostati tagl8ando solo la superficie del tronco, perciò sono molti pezzi.
Il problema sarà stato incollarli. Perciò sono incastonati nella cornice che è parte integrante del dipinto.

La cosa che stavo notando nella tecnica dell’affresco nelle chiese del Cremlino e di Mosca è legata allo stile dello sfondo dorato, molto scrostato dal passare del tempo. Non parlo della primitività del tratto ( per esempio nel rappresentare le vesti), mi interessa ora solo la problematica tecnico-materica.

Una o due cose che posso dire di Lenin, della Russia e del suo pAssato sovietico.
Intanto sono riuscito vedere la salma imbalsamata di Lenin, conservata in una cripta dall’atmosfera sacrale.
Poi mi hanno colpito i russi che nominavano ad alta voce e con rispetto i nomi dei leader Comunisti le cui lapidi scandiscono le mura del Cremllino. In particolare un Signore che ha voluto fotografare il figlio davanti al sepolcro di Yuri Gagarin.

Questa è la statua di Breznev. Mi sono fermato un attimo per ricordare che proprio Breznev governava l’unione sovietica quando ci sono venuto la prima volta nel 1972. La storia si cristallizza nel marmo, seppellendo il suo stesso passato e gli eroi della Rivoluzione che fanno ala ai leader.

Per mangiare nel posto più “sovietico” del Gum si fa una vera fila sovietica: interminabile. Nei negozi intorno tutto un tripudio di griffe europee. Ho chiesto il costo di una felpa (Ho freddo): 42.000 rubli ( 600 euro).

Fila alla Stolovaia N.57

Langue de boef, Lingua di bue

Museo Puskin. E’ migliorato anche un po’ il tempo.

Ho una domanda che mi porto dietro dall’Egitto: perché i piedi delle figure nei sarcofagi sono così lunghi?

In realtà anche nelle pale d’altare dei pittori italiani del ”400 la tavola è assemblata con più pezzi, ma molto più levigata, per far risaltare la superficie dei colori (Museo Puskin).

Questo Re Mago di un pittore tedesco del 500 non ha niente di realistico, a parte forse il colore della pelle. In particolare le calze hanno dei fregi femminei. Tutto sembra reale ma è tutto fantastico. La visione pittorica in realtà interpretazione.

Ok, Matisse

Picasso è un maestro nell’eliminare lo sfondo senza fartelo rimpiangere, il contrario di Matisse.

Matisse è tutto sfondo. Lo sfondo come ornamento?

Matisse mi piace quando carica molto il colore.

Nessuno riesce a gestire il giallo come Gaugin

E il rosa …

Ritorno a casa nell’ultima sera moscovita, domani si parte per San Pietroburgo.

Mosca con una tonalità aristocratica- Stavo notando che l’eleganza femminile nei musei moscoviti sta assumendo una tonalità aristocratica, in uno svolazzo di pizzi e merletti.

Autoritratto di fortuna con felpa

1 agosto 2019

Sto per lasciare una Mosca piovosa e fredda. Prendo il treno veloce per San Pietroburgo (Sapsan) alla stazione Kursky, che è una delle nove stazioni di mosca . Anche nelle stazioni c’è un controllo di polizia strettissimo. Mi aspettano 4 ore di viaggio verso nord. Sui giornali impressionanti immagini dell’incendio siberiano.

Vecchia e nuova Russia

L’arrivo a San Pietroburgo, che pensavo più fredda di Mosca, mi fa ricredere subito. Il tempo è più mite, l’atmosfera più nordica le conferisce un aspetto sospeso, la gente veste in maniera ancora più europea di Mosca. E’ una città veramente interessante, specie per chi ha letto “Notti bianche” di Dostoevkij.

In un ristorante georgiano si beve il vino migliore che si può trovare in Russia ( Khvanchkara). Quello che beveva Stalin, che se lo faceva portare dalla Georgia. In questo momento quella zona è un po’ a rischio, ma sarebbe interessante farsi un giro nel Caucaso.

Kinkali

La torta al miele russa (Medovik) è di una bontà infinita. Racconta la leggenda che è stata creata per fare impressione sulla regina Elisabeta Petrovna.

Arte di strada sulla Prospettiva Nevsky.

Battello sulla Neva (freddo e tutto).

San Pietroburgo di notte è bellissima ( maledetto Dostoevsky).

Solo un megalomane come Pietro il Grande poteva concepire di fondare una città dal nulla, sulle acque e gli affluenti della Neva. L’obiettivo era quello di avvicinare la Russia all’Europa, staccandola dalle steppe asiatiche.

L’ossessione per lo sbocco a mare della Russia portò Caterina II a fondare Odessa sul Mar Nero. Il viaggio nell’ossessione russa l’ho cominciato a dicembre proprio da Odessa e lo sto completando ad agosto.

Festa sul battello. Le bottiglie sono dentro, fuori ci sono quelli che ballano in maniche di camicia.

Casino permanente sulla Prospettiva Nievsky.

Una questione importante nella storia russa è quella della capitale. La Russia è nata a sud, con Kiev come capitale (La Rus’ di Kiev), poi si è spostata verso Novgorod prima di stabilizzarsi a Mosca. San Pietroburgo è un’invenzione di Pietro il Grande. E’ stato Lenin a spostarla di nuovo a Mosca, per paura di una invasione via mare dal nord.

Questo è la famosa schi, niente altro che una zuppa di cavolo.

Quelle che sto percorrendo, da dicembre a oggi sono la Russia europea e l’Ucraina che vorrebbe diventarlo. La Russia asiatica comincia dopo Ekaterinburg, dopo gli Urali ed è lì che bisogna andare per capire qualcosa del mistero russo.

Stravinsky è nato in una città vicino San Pietroburgo ed è emigrato nel 1910. Sono riuscito a procurarmi i biglietti per “L’uccello di fuoco” domani sera al Teatro Marinsky. Sono curioso di ascoltare Stravinsky da un’orchestra russa.

2 agosto 2019

San Pietroburgo – Dunque, questa sera Stravinsky (a sentire il suo “Uccello di fuoco” al Teatro Marinsky) che ha segnato gran parte della musica del primo Novecento. Non ho mai condiviso la posizione di Adorno, che ha voluto contrapporlo a Schoenberg. Aveva senso quella contrapposizione, ma solo su un piano molto astratto: la nuova musica doveva rompere col passato. In questo modo, però, si tagliavano di netto le radici popolari della sua musica e di quella della musica russa, che ho riscoperto in seguito interessandomi alle maschere.

La scuola musicale di San Pietroburgo è veramente notevole, ha visto passare tutti i maggiori musicisti e compositori russi, da Glinka a Schostakovich. La città è piena di musica.

Museo di arte contemporanea di San Pietroburgo. Mostre di Mostra di Alexsey Talasciuck, Vladimir Sokolov, Latif Kasbekov.
Le opere di Kasbekov sono degli acquarelli su carta preparata dall’autore.
Questa è la casa dove Dostoevsky ha ambientato l’assassinio della vecchia in ‘Delitto e castigo’.

Al Teatro Marinsky.

Teatro Marinsky, San Pietroburgo. Sedie, imbottite ma sedie, in platea. Come si fa a sentire Wagner ( che dire tre o quattro ore), così?

Con l’uccello di fuoco completo la trilogia dei primi importanti balletti di Stravinsky. Petruska e Primavera alla Scala (dir. Metha).

Non conoscendolo bene, non sapevo che Prokofiev fosse un così abile orchestratore. Ascoltando il suo “Figliol prodigo” al Marinsky me ne sto accorgendo.

Michael Glinka è l’iniziatore della musica moderna russa.

Il compositore russo Rimsky-Korsakov è stato maestro e mentore per Igor Stravinsky.

La musica russa ha subito gli stessi contraccolpi della storia politica del paese: slavofili (Gruppo dei cinque) contro occidentalisti (Rimsky-Korsakov). Le due correnti si sono intrecciate mantenendosi però separate. Anche Stravinsky ha fatto ricorso alla cultura popolare slava ma con uno spirito molto diverso.

3 agosto 2019

Giornata piovosa a San Pietroburgo

Raduno delle Harley Davidson davanti all’Ermitage

Sto salendo le scale di ingresso del Palazzo d’inverno, quelle che si vedono prese d’assalto dai rivoluzionari bolscevichi nel film “Ottobre”, di Sergej Eisenstein.

Corsi e ricorsi storici. Nella facciata A del quadro è rappresentato lo zar Nicola II, dietro c’è Lenin. Ora penso che in Russia sia tornata una figura come la facciata A.

Come viveva un Imperatore.

Perché i pittori del sei-settecento smorzavano tutti i colori? Una risposta non convenzionale è perché avevano una concezione modulante del cromatismo tonale. Nessun contrasto violento. Ogni tono doveva essere preparato e risolto. Che lo sfondo sia scuro e uno stilema luministico, lo fanno anche francesi e inglesi che non hanno problematiche controriformistiche. E’ una questione di decoro.

Canova all’Ermitage.

I colpi di genio del pittore tedesco Friedrich mi sembrano due, tutte e due relativi al rapporto tra uomo e natura: prima gira di spalle le figure, poi le elimina.

La pittura di Monet acquista il suo vero significato quando la si vede per quello che è: una pittura da grandi dimensioni che va vista a distanza.

La perfezione della tecnica. Prendiamo questo quadro di Cézanne: usa colori diluitissimi per la strada in basso e per il cielo in alto. In mezzo traccia due ideali linee mediane: dipinge con addensamenti materici i cespugli che tagliano il quadro sopra la strada e con sovrapposizioni coloristiche il profilo della montagna Saint Victoir che le fa da pendant.

Mentre mi sto rifacendo gli occhi con gli impressionisti all’Ermitage apprendo di altri scontri a Mosca.

L’Ermitage di San Pietroburgo, che è uno dei più grandi musei del mondo, è veramente gigantesco. Sconsiglierei di visitarlo in un solo giorno, come ho fatto in questa circostanza; ce ne vogliono almeno tre. Poi bisogna fare delle scelte, a me per esempio interessa la pittura moderna e contemporanea: di conseguenza avrei dovuto fermarmi di più sugli impressionisti, ma a quel punto il museo stava chiudendo. La pittura è una forma di meditazione sull’essenza delle cose, sia per chi la fa sia per chi la vede. Bisogna concedersi tutto il tempo necessario.

4 agosto 2019

Sono entrato in un ristorante mongolo, dove fanno un ottimo buuza, il loro piatto tradizionale. E’ lunga la storia dei rapporti tra russi e mongoli.

A un banchetto lungo la strada vendono un giornale con Stalin in prima pagina.
Ecco, tutto finisce, anche la permanenza in Russia.

www.storiografia.org

www.visualhistory.eu

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