Cronologia degli Stati Uniti d’America

1497-1498 G. Caboto scopre l’America Settentrionale e ne percorre le coste.

1513 J. Ponce de León scopre la Florida che viene colonizzata dagli spagnoli.

1524 G. da Verrazzano, al servizio della Francia, esplora la costa atlantica dell’America Settentrionale.

1584 Sir W. Raleigh fonda la Virginia, prima colonia inglese in America.

1620 I “padri pellegrini ” sbarcano dal Mayflower sulla costa del Massachusetts.

1624 Colonia olandese di Nuova Olanda col centro di Nuova Amsterdam (1626).

1628-1634 I puritani fondano Boston e Salem. E’ fondata la colonia del Maryland (1634).

1664 Gli inglesi occupano Nuova Olanda e ribattezzano Nuova Amsterdam in Nuova York.

1672 La Gran Bretagna promuove la tratta degli schiavi in America.

1681 Il quacchero inglese W. Penn fonda la colonia della Pennsylvania.

1713 Trattato di Utrecht: la Francia cede all’Inghilterra Terranova, Nuova Scozia e le terre della baia di Hudson.

1732 Gli inglesi fondano la colonia della Georgia.

1756-1763 Guerra dei sette anni: l’Inghilterra ottiene dalla Francia il Québec, Montréal e la Louisiana orientale, e dalla Spagna la Florida.

1764-1765 Le nuove tasse sullo zucchero (Sugar Act) e sul bollo (Stamp Act) imposte alle colonie dalla madrepatria inglese creano malcontento e provocano il boicottaggio delle merci inglesi.

1770 “Strage di Boston”: degli operai, nel corso di una protesta, sono uccisi dai soldati inglesi.

1773 Protesta dei commercianti americani contro il monopolio della vendita del tè concesso alla Compagnia Inglese delle Indie Orientali (Boston Tea Party).

1774 Primo Congresso continentale a Filadelfia: i delegati delle 13 colonie redigono una Dichiarazione dei diritti e organizzano la resistenza armata.

1775-1783 Rivoluzione americana: si apre con le battaglie di Lexington e Concord; il secondo Congresso, affidato a G. Washington il comando delle operazioni militari, proclama la Dichiarazione d’indipendenza (4 luglio 1776). Le truppe inglesi del generale Cornwallis occupano New York e Filadelfia; svolta decisiva del conflitto con la vittoria americana di Saratoga Springs. La Francia si allea con la Confederazione degli Stati americani, seguita da Spagna e Province Unite. A Yorktown le truppe franco-americane costringono il generale Cornwallis alla resa, ponendo così fine alla guerra; la pace di Parigi riconosce l’indipendenza e la sovranità degli Stati Uniti d’America.

1787 La Convenzione di Filadelfia approva la costituzione federale, con l’Ordinanza del Nord-Ovest, il Congresso regola l’erezione a Stato dei territori di nuova acquisizione.

1789 G. Washington, eletto primo presidente degli USA, si insedia a New York.

1791 Contrasto tra i democratico-repubblicani di Th. Jefferson e i federalisti di A. Hamilton.

1794 Gli agricoltori della Pennsylvania si rivoltano contro la tassa federale di fabbricazione sul whisky (whisky rebellion).

1797-1801 Presidenza del federalista J. Adams: colonizzazione dell’Ovest e rafforzamento del potere centrale.

1801-1809 Presidenza di Th. Jefferson: spostamento della capitale a Washington e politica di decentramento governativo. Acquisto della Louisiana dalla Francia (1803). Legge contro la tratta degli schiavi (1808).

1812-1814 Guerra con la Gran Bretagna per l’occupazione dell’Alto Canada.

1817-1825 Presidenza del democratico-repubblicano J. Monroe: prosegue la colonizzazione dell’Ovest con scontri continui con le popolazioni indiane; acquisto della Florida dalla Spagna (1819).

1820 Compromesso del Missouri: il Missouri viene annesso all’Unione nonostante ammetta la schiavitù.

1823 “Dottrina Monroe”: gli USA si oppongono a qualsiasi ingerenza europea nel continente americano e si disinteressano degli affari europei.

1825-1829 Presidenza di J. Q. Adams, leader dei repubblicani nazionali.

1829-1837 Presidenza del democratico-repubblicano A. Jackson: i democratici-repubblicani danno vita al Partito Democratico.

1830 Il Congresso approva l’Indian Removal Act, che stabilisce la deportazione delle popolazioni indiane a ovest del Mississippi.

1835-1842 Guerra con gli indiani Seminole, che resistono alla deportazione.

1838 Il Texas si proclama indipendente dal Messico.

1845-1848 Guerra con il Messico: gli USA ottengono Texas, parte del Colorado, Nuovo Messico, Arizona, Nevada, Utah e California.

1848 Corsa all’oro in California.

1854 Approvazione del Kansas-Nebraska Act (totale libertà agli Stati omonimi di adottare o meno il regime schiavistico). Fondazione del Partito Repubblicano, antischiavista, rappresentante degli interessi commerciali e industriali del Nord e dei piccoli coltivatori dell’Ovest.

1859 Insurrezione di schiavi in Virginia; impiccagione del leader antischiavista J. Brown.

1860 Elezione alla presidenza del repubblicano A. Lincoln (entra in carica nel 1861).

1861 11 Stati del Sud si distaccano dall’Unione e creano la Confederazione degli Stati d’America, che ha come presidente J. Davis e come capitale prima Montgomery, poi Richmond.

1861-1865 Guerra civile o di secessione.

1865-1869 Presidenza di A. Johnson in seguito all’assassinio di Lincoln: il XIII emendamento alla costituzione abolisce la schiavitù (1865).

1867 Acquisto dell’Alaska dalla Russia.

1869-1877 Presidenza di U. S. Grant: Virginia, Georgia, Texas, Mississippi sono riammessi al Congresso.

1876 Annessione del Colorado.

1877-1881 Presidenza del repubblicano R. B. Hayes: ritiro delle ultime truppe federali dal Sud.

1885-1889 Presidenza del democratico G. Cleveland. In seguito a uno sciopero generale (1886) a Chicago per la giornata lavorativa di 8 ore, vengono impiccati i “martiri di Chicago”.

1889-1893 Presidenza del repubblicano B. Harrison: forti incentivi ai settori privati dell’economia.

1890 Tariffa McKinley, fortemente protezionistica. Legge antitrust (Sherman Act).

1892 Creazione del Partito Populista, formato dal movimento degli agricoltori.

1893-1897 Seconda presidenza Cleveland: recessione economica conseguente alla crisi agricola.

1897-1901 Presidenza del repubblicano W. McKinley; inizia l’era dell’imperialismo americano.

1898 Annessione delle Hawaii. Guerra ispano-americana, per l’appoggio statunitense alla rivolta antispagnola di Cuba: con il trattato di Parigi gli USA ottengono Puerto Rico, Guam, le Filippine; Cuba diviene una sorta di protettorato.

1901 Assassinio di McKinley; subentra alla presidenza Th. Roosevelt.

1903 Riconosciuta l’indipendenza della Repubblica di Panamá, gli USA si garantiscono il controllo perpetuo del territorio lungo il canale in costruzione (aperto nell’agosto 1914).

1905-1909 Seconda presidenza di Th. Roosevelt: riforme in campo economico, sociale, sanitario; politica estera di potenza nei riguardi dell’America Latina (politica del big stick, grande bastone).

1907 Annessione dell’Oklahoma.

1909-1913 Presidenza del repubblicano W. H. Taft e “diplomazia del dollaro”.

1912 Annessione del Nuovo Messico.

1913-1921 Presidenza del democratico Th. W. Wilson.

1913 Riorganizzazione del sistema bancario, monetario e creditizio contro gli interessi speculativi (Federal Reserve Act).

1914 Neutralità allo scoppio della I guerra mondiale. Intervento militare in Messico in appoggio ai controrivoluzionari.

1917 Dichiarazione di guerra alla Germania e invio di truppe sul fronte francese.

1918 Enunciazione dei “Quattordici punti” di Wilson; vittoria sul fronte occidentale europeo; firma dell’armistizio.

1919 Wilson firma la pace di Versailles con la Germania, ma il Senato non ratifica il trattato, poiché contiene lo statuto della Società delle Nazioni. Entra in vigore il “proibizionismo” (divieto di produrre e commerciare bevande alcoliche).

1920 Le donne ottengono la parità dei diritti civili.

1921-1923 Presidenza del repubblicano W. G. Harding: il Senato ratifica le paci separate con Germania, Austria, Ungheria (1921); protezionismo doganale, blocco delle immigrazioni, isolazionismo.

1923-1929 Presidenza del repubblicano C. Coolidge: ripresa dell’economia e dello sviluppo industriale in un contesto di radicale liberismo.

1929-1933 Presidenza del repubblicano H. C. Hoover: il crollo della Borsa di New York (1929) segna l’inizio della crisi economica mondiale.

1933-1945 Presidenza del democratico F. D. Roosevelt che lancia la politica del New Deal. Riconoscimento del governo dell’URSS; politica di “buon vicinato” con i paesi dell’America Latina.

1939-1945 II guerra mondiale. Gli USA si dichiarano neutrali. Sostengono di fatto gli alleati antinazisti (Legge affitti e prestiti, 1941). L’attacco giapponese a Pearl Harbor provoca l’entrata in guerra degli USA. Nella seconda metà del 1942 svolta nella guerra del Pacifico e sbarco di truppe in Algeria. Nel 1943 conferenza tra W. Churchill e Roosevelt a Casablanca, offensiva nel Pacifico sudorientale e sbarco in Sicilia. Segue lo sbarco in Normandia (1944). Nel 1945 conferenza di Jalta tra Churchill, Stalin, Roosevelt; invasione della Germania e vittoria della guerra. Morte di Roosevelt. Conferenza interalleata di Postdam. Bombardamento atomico di Hiroshima e di Nagasaki e resa del Giappone.

1945-1952 Presidenza di H. S. Truman.

1947 Inizio della “guerra fredda” con l’URSS; appoggio ai governi autoritari di Grecia e Turchia in accordo con la “dottrina Truman” per il contenimento del comunismo. Piano Marshall per la ricostruzione dell’Europa occidentale.

1949 Firma del Patto atlantico, da cui trae origine l’organizzazione politico-militare della NATO.

1950-1953 Guerra di Corea. Campagna anticomunista e antiprogressista condotta dal senatore J. R. McCarthy (maccartismo).

1953-1961 Presidenza del repubblicano D. D. Eisenhower.

1954 Trattato per la difesa collettiva dell’Asia sudorientale a Manila (SEATO).

1955 Conferenza di Ginevra: inizio della politica di distensione fra Occidente e URSS.

1958-1959 Alaska e Hawaii diventano Stati.

1961-1963 Presidenza del democratico J. F. Kennedy.

1962 Crisi dei missili a Cuba.

1963 Accordo con l’URSS per la sospensione parziale degli esperimenti nucleari (trattato di Mosca). Assassinio di Kennedy; gli succede il vicepresidente L. B. Johnson.

1964 Legge sui diritti civili dei neri. Inizio dell’escalation militare nel Vietnam. Primi movimenti studenteschi a Berkeley (California).

1965 Rivolta del quartiere nero di Watts a Los Angeles; movimento delle Pantere Nere; assassinio del leader dei Musulmani Neri, Malcolm X.

1968 Sospensione dei bombardamenti americani sul Vietnam del Nord. Assassinio di M. L. King, leader del movimento per i diritti civili dei neri e del senatore R. Kennedy, candidato democratico alla presidenza.

1969-1974 Presidenza di R. Nixon: avvio della politica di distensione con l’URSS.

1971 Sospensione della convertibilità del dollaro e fine del sistema monetario di Bretton Woods.

1972 Incontro a Pechino tra Nixon e Mao Tse-tung. Ripresa dei bombardamenti sul Vietnam del Nord. Scandalo del Watergate (spionaggio operato dallo staff presidenziale ai danni dei democratici). Accordi SALT a Helsinki con l’URSS per la limitazione degli armamenti strategici.

1973 Disimpegno militare nel Vietnam.

1974 Dimissioni di Nixon, accusato di aver ostacolato la giustizia per lo scandalo Watergate; lo sostituisce il vicepresidente G. R. Ford.

1975 Conclusa la guerra nel Vietnam: abbandono americano dell’intera Indocina.

1977-1981 Presidenza del democratico J. E. Carter: ulteriore indebolimento del dollaro; accordi di pace di Camp David (1978) fra il premier egiziano Sadat e il premier israeliano Begin.

1979 Ripresa delle relazioni diplomatiche con la Cina. L’ex scià di Persia Reza Pahlavi ripara negli USA: tensione con il governo islamico iraniano, sequestro del personale dell’ambasciata americana a Teheran; firma a Vienna degli accordi SALT II con l’URSS.

1980 Embargo economico degli USA all’URSS in seguito all’invasione sovietica dell’Afghanistan (1979). Fallito blitz americano in Iran per il recupero degli ostaggi.

1981-1989 Presidenza del repubblicano R. Reagan: politica economica liberista e smantellamento dello Stato sociale; recupero del primato internazionale statunitense e vasto programma di rafforzamento militare; intervento militare a Grenada (1983), scontro col governo sandinista del Nicaragua e con quello libico di Gheddafi (1986).

1987 Invio di navi da guerra nel Golfo Persico per proteggere il traffico mercantile minacciato dalla guerra Iran-Iraq. Svolta nel rapporto con l’URSS: Reagan e Gorbaciov a Washington firmano l’accordo sulla limitazione delle testate missilistiche nucleari in Europa.

1988-1993 Presidenza del repubblicano G. Bush.

1989 Intervento militare in Panamá per catturare il presidente M. Noriega, accusato di traffico internazionale di droga.

1991 Alla testa di una coalizione di Stati arabi ed europei, su mandato dell’ONU, gli USA muovono guerra all’Iraq , che aveva invaso il Kuwait, e lo sconfiggono.

1992 Elezione del democratico Bill Clinton.

1993 Firma del trattato START con la Russia per la riduzione dei grandi arsenali strategici. Clinton non riesce a far passare il suo progetto di riforma sanitaria. Clinton è garante degli accordi di pace Israele-Olp.

1994 Entrata in vigore del NAFTA e rilancio della cooperazione commerciale (nuovo accordo GATT e vertice dell’APEC). Intervento militare ad Haiti e progetto di ritiro dei caschi blu americani dalla Somalia.

1995 Ristabilimento delle relazioni economiche con la Cina interrotte dopo i fatti di Tien An Men. L’impegno diplomatico-militare degli USA porta alla fine della guerra in Bosnia (accordi di Dayton). Un membro di un’organizzazione razzista bianca effettua un attentato contro un ufficio federale di Oklahoma City, causando 186 morti e centinaia di feriti.

1996 Accordo con la Russia per l’allargamento della NATO a Est. Rielezione di Clinton.

1997 Clinton ripropone un vasto programma di rilancio dello Stato sociale, ma non dispone di una sufficiente maggioranza nei due rami del Congresso, entrambi dominati dai repubblicani. Forte ripresa dell’economia e dell’occupazione.

1998 Per tutto l’anno il Sexgate, uno scandalo a sfondo sessuale che coinvolge Clinton, domina la scena politica. I repubblicani chiedono l’impeachment per spergiuro e ostruzione della giustizia, ma l’elettorato reagisce attribuendo ai democratici una vittoria nelle votazioni del mid term. Clinton minaccia nuovi bombardamenti sull’Iraq.

1999 Il Senato assolve Clinton dalle accuse. In seguito ai drammatici sviluppi del conflitto tra serbi e albanesi in Kosovo, gli Stati Uniti prendono parte ai negoziati di Rambouillet rivolti a raggiungere un accordo che garantisca l’autonomia della provincia e la sicurezza dei suoi cittadini. Dopo il fallimento dei negoziati, guidano l’intervento armato dell’”Allied Force” (Forza Alleata), una coalizione formata da alcuni paesi della NATO, tra cui l’Italia.

2000 George W. Bush, candidato del Partito repubblicano, viene eletto alla presidenza degli Stati Uniti dopo un controverso scrutinio. Bush assume ufficialmente il mandato il 20 gennaio 2001, dopo l’ufficializzazione da parte del Congresso del voto dei Grandi elettori.

2001 Bush imprime un repentino cambiamento di rotta alla politica estera del Paese. Dopo aver annunciato lo sblocco della vendita di armi a Taiwan, Washington espelle 50 diplomatici russi. L’aviazione militare cinese intercetta e sequestra un aereo-spia statunitense. Lo scontro diplomatico che ne consegue precede di poco l’annuncio di Washington del rilancio del progetto del cosiddetto “Scudo spaziale”, avviato dal presidente Reagan, e dell’uscita da importanti trattati internazionali in attesa di ratifica: sull’ambiente, sulle armi batteriologiche, sulle armi leggere, sulle mine antiuomo. L’11 settembre gli Stati Uniti sono colpiti da un gravissimo attacco terroristico; un commando suicida sequestra quattro aerei di linea e ne dirige due contro le torri del World Trade Center di New York, che crollano entrambe, e uno contro gli edifici del Pentagono a Washington, mentre il quarto si schianta al suolo in una zona disabitata della Pennsylvania. Le vittime sono migliaia. Gli Stati Uniti chiamano alla lotta al terrorismo, ottenendo un vasto sostegno internazionale. Il rifiuto opposto dal regime afghano dei talibani alla richiesta di estradare Osama Bin Laden, considerato il mandante degli attentati, provoca l’inizio dell’offensiva militare sull’Afghanistan. Il 7 ottobre gli Stati Uniti lanciano l’operazione “Enduring Freedom” contro le basi terroristiche di Al Qaida, organizzazione che fa a capo a Osama Bin Laden, e contro le forze dei talibani.

2002 Nel discorso sullo stato dell’Unione, Bush rivolge un monito ai paesi che sostengono le organizzazioni terroristiche. Iran, Iraq e Corea del Nord sono accomunati sotto l’etichetta di “asse del male”. Lo scandalo della Enron investe la Casa Bianca; il rifiuto dell’amministrazione di consegnare i documenti relativi al suo rapporto con la società fallita provoca la reazione del Congresso, che avvia una formale causa contro il governo. Con l’approvazione di una mozione degli Stati Uniti il Consiglio di sicurezza dell’ONU riapre la strada al riconoscimento dello stato palestinese. Si aggrava la crisi con l’Iraq. Gli Stati Uniti spingono il Consiglio di Sicurezza dell’ONU a votare una nuova risoluzione, la 1441, in cui si intima al regime di Baghdad il disarmo, pena gravi conseguenze.

2003 Precipita la crisi con il regime iracheno, accusato dall’amministrazione Bush di non avere eliminato le armi di distruzione di massa, così come da accordi successivi alla guerra del 1991. Si apre una fase difficilissima che porta a una spaccatura in seno al Consiglio di Sicurezza dell’ONU sulla necessità o meno di procedere al disarmo dell’Iraq tramite intervento bellico. Gli Stati Uniti, determinati a imporre un cambio di regime a Baghdad, scatenano l’offensiva, che si conclude dopo circa un mese e mezzo di guerra, con la conquista da parte angloamericana delle principali città irachene e con la conseguente caduta del regime di Saddam Hussein. L’esercito americano rimane in Iraq per aiutare la ricostruzione del Paese e garantirne la sicurezza, senza riuscire a contenere l’escalation di violenza e di attentati.

2004 In gennaio il responsabile dell’Iraq survey group, missione incaricata di individuare le armi di distruzione di massa, si dimette dall’incarico, annunciando di non aver trovato prove della loro esistenza. Contestato sia dal suo partito sia dall’opposizione, il presidente G. W. Bush decideva di creare una nuova commissione per verificare la correttezza delle informazioni e della gestione dell’emergenza terrorismo da parte dei principali organismi preposti alla sicurezza del Paese, tra cui la CIA. Ricandidatosi alle elezioni, in novembre Bush batte il candidato avversario del Partito democratico John Kerry, diventando il presidente più votato nella storia degli Stati Uniti.

2005 In settembre un uragano si abbatte sul Golfo del Messico causando ingenti danni; tra questi la situazione più grave si registra a New Orleans, dove si contano migliaia di morti causati da un’inondazione che sommerge completamente la città.

Fonte: https://www.homolaicus.com/storia/moderna/rivoluzione_americana/cronologia.htm



Categorie:F40.01- Gli Stati Uniti

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