Noemi Franco- Teatro e musica intorno a Orfeo. Come nasce uno spettacolo

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Noemi Franco- Teatro e musica intorno a Orfeo. Come nasce uno spettacolo

Chi pensa che a scuola non succeda mai niente di interessante e che la cultura offerta sia solo quella che si impara a forza di sbadigli sui libri di testo, potrebbe ricredersi se passasse un pomeriggio insieme ai ragazzi dell’”Officina Galilei”. L’iniziativa è del prof. Antonio De Lisa, docente di storia e filosofia del Liceo Scientifico G. Galilei, che ha coinvolto ragazzi di differenti classi ed età in un laboratorio che tenta di associare tutte le possibili forme di arte, dal teatro alla musica, dalla danza all’arte vera e propria, tutto visto attraverso gli occhi della poesia, della letteratura e della filosofia. Forte dell’esperienza fatta nello scorso anno scolastico con lo spettacolo “Tu, Candido”, tratto dal romanzo filosofico di Voltaire , l’iniziativa si è estesa ad un numero maggiore di studenti, che si stanno cimentando con entusiasmo nella realizzazione di “Invisibile Orfeo”, che andrà in scena a Febbraio del nuovo anno.

In una trasposizione in chiave moderna del famoso mito greco, Orfeo, sublime cantore e simbolo per eccellenza della musica, si trasforma in una rockstar che ha perso la fiducia nella musica e che ha deciso di affidare i suoi pensieri al silenzio. Vani sono i tentativi di convincerlo a ritornare sul palcoscenico da parte della famiglia e del produttore discografico, protagonisti di un mondo costruito sull’apparire e sul denaro, di cui Orfeo non riesce più a far parte. L’unico contatto che gli rimane è Euridice, una ragazza conosciuta in una via “più dark e rock che mai” con cui condivide la passione per la musica e per la poesia. Orfeo ed Euridice sembrano aver trovato un equilibrio, un angolo di mondo in cui rifugiarsi, ma la ragazza rimane coinvolta in un incidente di moto e viene rinchiusa nella clinica “Ade”. Orfeo scende negli inferi per tentare di salvare la sua musa ed è qui che si trova a dover affrontare i fantasmi del suo passato, incarnati nei pazienti della clinica psichiatrica: la malinconia, il rimpianto, gli obiettivi impossibili che ci si pone per riempire un vuoto incolmabile mettono in luce i punti deboli di un’anima sensibile quanto tormentata. Come nel mito, Orfeo grazie all’incanto della musica convince Persefone, nelle vesti della rigida, ma comprensiva direttrice della clinica, a lasciarlo fuggire con Euridice, a patto che non si volti prima di uscire dall’Ade. Nel parco della clinica avviene l’ultimo, intenso duetto tra i due amanti, a colpi di poesia e musica. Orfeo si apre completamente, lascia intravedere le ragioni del suo rifiuto nei confronti della musica, mentre Euridice tenta di infondere di nuovo nella sua anima lacerata quella passione travolgente che lo aveva condotto sui palchi di tutto il mondo. Il mito vuole che Orfeo ceda alla tentazione e girandosi verso la sua amata faccia svanire ogni possibilità del suo ritorno, ma a volte la realtà è diversa da quella mitica. Forse, ma la maggior parte delle volte non ci è dato saperlo.

Orfeo è la figura che più di ogni altra segna il punto di incontro delle varie arti, emblema dell’ispirazione e del potere, costruttivo o distruttivo, che l’Arte ha sulla nostra mente, prima di tutto nella forma del teatro. La recitazione è una dimensione quanto mai complessa, perché mette in gioco la mente quanto il corpo, il pensiero quanto la gestualità. Porsi di fronte ad un pubblico per rappresentare un personaggio che non coincide con il proprio “io” richiede una grande preparazione individuale nel saper individuare il carattere, percepire i pensieri, anticipare le azioni della nuova identità e soprattutto saper poi applicare questo lavoro “mentale” sul palcoscenico, con tutte le difficoltà connesse alla dizione e alla postura. Non ci sono attori professionisti in questo spettacolo, ma l’impegno da parte di tutti è incredibilmente professionale. La seconda dimensione artistica è la danza, da affiancare alla coreografia rappresentata dal coro che, proprio come nelle tragedie greche, interviene a commentare le scene e le azioni dei protagonisti. I tre ballerini, questa volta tutti professionisti, si cimentano in generi che vanno dal contemporaneo al rock. Ed è proprio la musica l’ultima grande protagonista dello spettacolo. Il ruolo che le viene affidato è talmente importante da aver deciso di definire lo spettacolo un “rock-teatro”. La musica sarà eseguita interamente dal vivo da un gruppo, i “Lost Orpheus”, nato nello spazio teatrale, ma che spera di poter trovare una propria strada indipendente. Sei i componenti, voce, chitarra, basso, sassofono, tastiere e percussioni, tutti ragazzi, più il professore stesso, che hanno fatto della musica la loro vita e che si trovano ad incrociare per la prima volta strade apparentemente diverse, che li hanno condotti allo spettacolo dai generi musicali più disparati. È proprio la commistione di generi il loro punto di forza, la potenza creativa che scaturisce dall’incontro del jazz con il rock, il raggae e la musica contemporanea, il tutto con una sfumatura imprescindibile di blues.

Ogni elemento dallo spettacolo è originale. La musica e il testo sono stati scritti dal prof. De Lisa, che si occupa anche della regia e della scenografia. Il lavoro è naturalmente collettivo e ognuno può apportare miglioramenti con le proprie idee, attivando il proprio senso critico, ma soprattutto il proprio spirito creativo. La scenografia in particolare è stata interamente realizzata a mano con materiali facilmente reperibili, ma utilizzati nei modi più disparati e originali. Minimale per scelta, riesce nella sua semplicità ad evidenziare l’incoerenza e la superficialità del mondo che Orfeo ha deciso di rifiutare.

Un percorso non semplice da affrontare, ma che sta mettendo i ragazzi di fronte ad un nuovo modo di considerare l’arte, stimolandoli a migliorarsi e a scoprire mondi spesso e purtroppo poco conosciuti.

Noemi Franco

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Categorie:P15- Laboratorio del gruppo musicale Lost Orpheus, T13.4- Spettacolo "Invisibile Orfeo. Rock-Teatro"

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