Officina Galilei – I progetti e il percorso di ricerca

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Officina Galilei – I progetti e il percorso di ricerca

Scuola 2- Ritocco

Non sono molte in Italia le rassegne di spettacoli di teatro studentesco. Ma quelle che ci sono rinnovano ogni anno l’ entusiasmo di allievi e insegnanti che credono ancora nella fatica e nel valore del fare teatro a scuola, insieme a quella passione che spinge i giovani attori a dare il meglio di sé per presentare con orgoglio, ma non senza qualche timore, il prodotto di  laboratori durati spesso un intero anno scolastico.

Più frequenti sono all’estero, specie nei paesi di tradizione anglosassone. Non è raro vedere in molti istituti superiori americani e canadesi veri e propri teatri attrezzati di tutto punto. Non intendono avviare tutti a una carriera teatrale o musicale, forniscono la base culturale necessaria per un lavoro di comunità, educano a condividere sfide comuni.

Il concetto di  teatro studentesco è  una forma di espressione culturale che si basa su una forte convinzione: che si può cambiare il nostro ambiente e il mondo attraverso attività artistiche. Proprio per questo motivo è interessante vedere spettacoli che arrivano da diverse parti del mondo. Ciascuno mostra  il suo specifico punto di vista nell’espressione artistica.

Manifesto

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Il tratto comune è il protagonismo di tutti i soggetti coinvolti. Gli spettacoli risultano molto godibili per gli spettatori, grazie al ritmo, all’alternanza di tragico e comico che vi si realizza (e che in fondo costituisce l’essenza stessa dell’azione teatrale), all’entusiamo e alla bravura con cui i giovani attori interpretano i loro ruoli, danno vita ai personaggi, restituiscono al pubblico le loro emozioni. Non vi è niente di falso o raffazzonato, in questi lavori, che è curato nei particolari – luci, dialoghi, musiche – e privi di cadute di tensione o di tempi morti.

Le interpretazioni degli studenti e delle studentesse, la sicurezza con la quale affrontano il difficile esame della scena teatrale e del pubblico confermano la validità formativa di questa attività.

 


Il lavoro sui testi

La rielaborazione di testi classici e moderni o la scrittura di nuovi testi  non dovrebbe  consistere mai nella semplice messa in scena di un copione, ma costituisce soprattutto un’attività di scoperta, di ricerca, di riscrittura, di acquisizione critica dello spirito e delle problematiche di fondo di una sceneggiatura o di un autore.

Un primo esempio possiamo riferirlo al lavoro messo in scena dell’Officina Galilei e intitolato “Tu, Candido”, tratto liberamente dal “Candido” di Voltaire. Si trattava di un’occasione particolare, ma la scelta del testo di un filosofo o che riguarda una tematica filosofica costituisce un’indicazione di percorso fondamentale. Il testo è una produzione interamente originale. La prima preoccupazione, nella fase a tavolino, è stata quella di indagarne il ritmo drammatico e i risvolti contenutistici.

Il soggetto messo in scena nel 2014-15 è lo spettacolo “Invisibile Orfeo”. Orfeo in questa trasposizione del mito classico è un giovane chitarrista affermato che sta rinunciando alla musica. In un pub rumoroso e affumicato incontra Euridice, una giovane ribelle. I due si innamorano e scorazzano in moto per le vie notturne della città, suscitando le ire e le proteste della madre di Orfeo, una signora dell’alta società. A un certo punto Orfeo ed Euridice incontrano un gruppo di teppisti che li coinvolge in una rissa. Orfeo rimane solo leggermente ferito nella caduta dalla moto, Euridice molto più seriamente. Nella scena succesiva, che si svolge in una clinica per malattie mentali che si chiama “Clinica Ade”, la direttrice mostra ad Orfeo lo spettacolo dell’umanità che vi si assiepa, la cui malattia si chiama “rimpianto”. Orfeo osserva gli alienati che raccontano il proprio passato. La Direttrice promette la liberazione di Euridice purché Orfeo non si volti prima di uscire dal recinto della clinica. Poi quest’ultimo si apparta con Euridice nel folto del parco. I due si confessano la loro delusione della vita e si propongono di farvi fronte in qualche modo. Un gruppo di Baccanti scopre un cadavere nel parco e sembra trattarsi di Euridice. Ma poi veniamo a sapere che i due sono stati visti in un ristorante di fronte al mare. Sembra proprio che siano loro, ma la Narratrice che racconta questo episodio può darsi che si riferisca a un sogno. Non lo sapremo mai.

 


Le teniche di recitazione

L’attività dovrebbe mirare alla promozione della crescita individuale di ciascuno studente (consapevolezza di sé, capacità di ascolto, riflessione, rapporto col proprio corpo, superamento di blocchi emotivi e difficoltà, capacità di confronto e collaborazione, responsabilizzazione) e allo sviluppo di competenze e interessi più strettamente culturali e inerenti al percorso di studi.

 

 


La musica di scena

Per musiche di scena (o musica incidentale) si intende l’insieme dei brani musicali che, in uno spettacolo di teatro di parola, contribuiscono, come la scenografia, i costumi e l’illuminotecnica a vivificare emotivamente l’espressione drammaturgica, integrandosi fra loro e con la recitazione degli attori.

Per “Invisibile Orfeo” abbiamo costituito un sestetto musicale composto da Daniela Moles (voce), Noemi Franco (tastiere), Antonio De Lisa (sax soprano e tenore), Francesco Laguardia, Samuele Gianissi (chitarre), Fabrizio Lisanti (basso), Martin Francesco Picerni (batteria).

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Studio 2- Ritocco


Laboratorio scenografico

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Il laboratorio scenografico è parte integrante del progetto. Integra con la creatività e la manualità le tecniche legate alla messa in scena. Fornisce gli strumenti per impadronirsi dei segreti dell’arte scenica

 

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Realizzazione della scenografia

 

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Illuminotecnica

Le nozioni base di Illuminotecnica teatrale sono: Fisica della luce e Cromotologia, che permette un approfondimento dei colori e del loro simbolismo che interagisce sulla mente e sul psiche. Si tratta di imparare a dipingere con la luce, per servirsene sulla scena del Teatro, con le sue luci, il suo spazio, le sue attrezzature e le sue procedure d’allestimento: dal rapporto luci-materiali-scenografia, al controllo delle ombre, all’atmosfera che la luce può donare se usata sapientemente. L’ultima parte comprende note di elettronica e di tecnica digitale.

Impianto luci

 


Costumi e trucco

Il trucco teatrale presenta caratteristiche diverse e più pesanti del trucco di tutti i giorni. E’ necessario capire le caratteristiche e la struttura del viso dell’attore per accentuare ed ombreggiarne i tratti  in modo corretto. L’ideale è quello di rendere visibili le espressioni facciali, ma in alcuni casi le indicazioni di regia possono fare del trucco un vero e proprio ritratto del personaggio in scena.

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I materiali da maneggiare sono numerosi: fondotinta cipria (traslucido), matita per le sopracciglia (nera o marrone), eyeliner (liquido o matita, nero), highlighter matita (bianca), ombretto per gli occhi, nero, marrone, ed una selezione di colori diversi, mascara, ciglia finte, e colla, fard di colore scuro ed uno di colore più agile per dare luci e ombre, rossetto, qualsiasi (rosso o rosso/mattone), spugna per applicare il fondotinta, set di pennelli, per gli occhi e le guance, temperino per le matite, struccante (qualsiasi struccante che non lasci la pelle troppo secca dopo l’uso), cotone, ovatta.

Ci siamo divertiti a farne un elenco per mostrare quante cose si possono fare sul volto di un attore e di un’attrice.

 


Officina Galilei

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Laroratorio teatrale

a cura di Antonio De Lisa

 



Categorie:T13- OFFICINA GALILEI- I PROGETTI

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