Liceo Galilei (Pz)- Il NO della VAs ai test di ammissione universitaria ad aprile

IL NO DELLA V As AI TEST DI AMMISSIONE AD APRILE

Noi siamo la V As, ultima classe del Liceo Scientifico “Galileo Galilei” di Potenza. Siamo un gruppo di ventidue studenti nel pieno processo della propria maturazione individuale; i nostri interessi sono certamente rivolti al di fuori della sfera prettamente scolastica, come espressione variegata delle nostre intelligenze vivaci ed eterogenee, ma riteniamo che lo studio delle materie curriculari, con tutti i percorsi e progetti ad esse legati e che da esse derivano, sia una tappa fondamentale nel processo di formazione delle nostre culture singole e del nostro senso civico.
Con questa mozione, che nasce dallo spirito profondamente critico che solo un’educazione volta alla formazione di una cultura indipendente può plausibilmente fornire, intendiamo esprimere il nostro dissenso circa le modalità ed i tempi di svolgimento dei test di ammissione all’università e vogliamo con forza affermare l’importanza del quinto anno di studi, e quanto la privazione della tranquillità e concentrazione necessaria per comprendere i passaggi decisivi di questo processo conclusivo possa arrecare danni notevoli alla formazione di uno studente, di un cittadino, di un uomo.
Con i test di ammissione a numerose facoltà universitarie aventi luogo tra la seconda metà di marzo e l’inizio di aprile, uno studente è posto di fronte a un bivio, pur essendo costretto a percorrere entrambe le strade che gli si presentano: infatti, da una parte il suo impegno deve rivolgersi verso tali test, indispensabili per l’accesso alla successiva esperienza di vita; dall’altra lo studente è consapevole che tralasciando lo studio delle discipline del quinto anno egli mancherà di quei tasselli fondamentali che un’esperienza di tale portata come quella degli anni universitari richiede.
Tale dicotomia comporta di conseguenza  un rischio non sottovalutabile, ovvero l’impossibilità di sviluppare appieno entrambi questi percorsi, che porta in alcuni casi all’abbandono di uno di questi, così da concentrare pienamente i propri sforzi sull’altro, col resto degli studenti che, cercando di barcamenarsi tra entrambe le situazioni, finiscono con il fallire completamente, naufragando rovinosamente nel mare dell’inconcludenza, dell’insicurezza, dell’insoddisfazione. Mare dal quale, per un giovane che vi si trovi impelagato, risulta al quanto problematico risalire in superficie.
Non esiste solo una dicotomia temporale, bensì anche un’incongruenza di base tra i programmi dell’ultimo anno di scuola e le materie che sono argomento dei test, aprendo uno scisma ancora più ampio, uno squarcio incolmabile nel panorama di formazione dello studente, che si ritrova impegnato su troppi fronti. È anche la struttura stessa dei test ad essere oggetto della nostra critica: la vera capacità valutativa di queste prove è dubbia. Non viene infatti testata la conoscenza reale e la capacità espositiva degli argomenti, segno di un’assimilazione coerente e completa, ma si basa sul principio di marcare il maggior numero di risposte corrette nel più breve tempo possibile.
Da ciò deriva anche un impoverimento dell’istituzione della scuola stessa, ed è questo che maggiormente ci preoccupa, portandoci a produrre tale mozione. La scuola si sta sostanzialmente appiattendo, portando gli studenti ad essere sempre più solamente delle macchine da prestazione, infallibili  nel proprio rispettivo ambito tecnico, ma incapaci di cogliere qualsivoglia meccanismo generale e privi di comprendere la miriade di situazioni differenti e di sfide che la vita necessariamente li porterà ad affrontare.
I pilastri culturali su cui si reggeva il glorioso edificio della scuola italiana, fautrice e madre di personalità ed intelligenze che hanno eccelso nei campi più diversi, presentano vistose crepe. A un’istruzione di base ampia ed articolata si sta preferendo un’impostazione europeizzata che denatura fortemente lo spirito identificativo della scuola italiana.
Non la critica distruttiva, ma la proposta concreta, costruttiva, pragmatica ed originale è l’oggetto della nostra presa di posizione. Essendo noi una delle prime generazioni di studenti che deve fare i conti con questa soluzione e quindi consci delle problematiche ad essa correlate, sentiamo il dovere di proporre una risoluzione alternativa nell’interesse degli alunni più giovani e della scuola stessa. Suggeriamo pertanto che tali test di ammissione debbano tenersi nel mese di settembre, e comunque in data successiva all’esame di stato, nella consapevolezza di esso come tappa conclusiva di un processo formativo che lo studente aveva intrapreso entusiasticamente cinque anni addietro. Tale soluzione a nostro avviso permette la giusta assimilazione dei sostanziali concetti scientifici e umanistici trattati durante il quinto anno e il sereno svolgimento della maturità; e insieme dà la possibilità al singolo di preparare in maniera adeguata e approfondita il test di ammissione. Cogliamo l’occasione per sottolineare ancora una volta, da studenti che si apprestano a concludere il ciclo di studi superiore, l’importanza topica che la scuola riveste, scuola che deve essere difesa e tutelata da qualsiasi ingerenza e interesse perché, come sostenuto in precedenza,  svolge un ruolo chiave ed edificante  nella crescita dell’individuo e di conseguenza della società in toto.

DOCUMENTO PUBBLICATO SUL BLOG DELLA CLASSE:

IL NAUTILUS

wpid-wp-1393679581462

http://nautilussperimentale.wordpress.com/il-no-della-v-as-ai-test-di-ammissione-ad-aprile/



Categorie:W03- La meglio gioventù - La Scuola che non molla

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