Il ritratto della Basilicata del crimine nell’apertura dell’anno giudiziario

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Il ritratto della Basilicata del crimine nell’apertura dell’anno giudiziario 2014

Nel distretto di Potenza la durata media dei tre gradi dei processi civili è di 3.598 giorni, rispetto a una media nazionale di 3.449 giorni: nel settore penale, invece, ”c’è un’obiettiva difficoltà a fronteggiare il flusso sopraggiunto”, con una durata media nei tribunali di circa 1.059 giorni. I dati sono stati forniti, a Potenza, nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, dal presidente della Corte d’Appello, Giuseppe Pellegrino.

“La Basilicata può collocarsi tra le regioni meno a rischio per criminalità paramafiosa”. Questa la valutazione dell’Amministrazione della giustizia nel Distretto di Potenza fatta dal Procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Potenza, Massimo Lucianetti nel corso della cerimonia.

La crisi economica, ha proseguito  Lucianetti, fa sentire la sua voce e si “materializza” con l’aumento dei reati legati all’usura (“che portano questa terra tra quelle a più alto rischio”) ai furti in abitazione, alle rapine e alle estorsioni.  Dal 2010 (anno di insediamento di Lucianetti) a oggi si è verificato un “eccezionale abbattimento di un terzo dei procedimenti pendenti”: tutto ciò “senza protagonismi di sorta – ha evidenziato il Procuratore – nella convinzione che, come una pattuglia acrobatica, si vola bene tutti insieme, pur alzandosi in volo a rotazione un solista”.

Se ‘il termometro della criminalità non evidenzia una febbre d’allarme’ il quadro è dettagliato e complesso e presenta alcune spie da monitorare: le iscrizioni per associazione a delinquere di stampo mafioso sono aumentate del 28% e preoccupante è anche l’aumento dei furti in abitazione. Anche i fenomeni di usura e di estorsione richiedono un’attenzione particolare: se infatti le iscrizioni sono diminuite, i dati delle denunce non descrivono l’autenticità del fenomeno, di cui sono eventi spia i danneggiamenti e gli incendi avvenuti sia nella zona di Potenza che di Matera e nel Melfese.

Resta dolente la piaga del traffico e dello spaccio di sostanze stupefacenti e aumentano dell’8, 46% i reati in materia di edilizia ed urbanistica così come i reati in materia ambientale. E in questa Basilicata del crimine, in linea con il resto della nazione, si registrano anche i delitti contro la Pubblica Amministrazione, che tratteggiano un degradante quadro etico e morale. “Sono risultate in notevole aumento dell’80 % le iscrizioni per il delitto di peculato e del 55% quelle per concussione”.

“Tutto lo sdegno – ha detto Lucianetti – per le ignobili pubbliche ruberie e le gravi omissioni di scelte doverose”.

Il procuratore della Repubblica di Potenza, Laura Triassi, ha ricordato successivamente che la Procura potentina è stata la prima ”a opporsi a un uso disinvolto del denaro pubblico”, riferendosi in particolare all’inchiesta sui rimborsi ai consiglieri regionali.

Accanto alla mappa lucana della criminalità, altro tema dolente emerso durante la cerimonia  è la carenza dell’organico, scoperto in diverse unità nei vari reparti di polizia giudiziaria e divenuto insopportabile dopo gli accorpamenti dei tribunali di Melfi a Potenza e di Sala Consilina a Lagonegro. E per protestare contro questa geografia nel corso della cerimonia gli avvocati hanno abbandonato l’aula. “L’auspicio – ha detto Giuseppe Pellegrino, Presidente della Corte di Appello di Potenza – è quello di coprire le mancanze e di ascoltare le esigenze della classe forense nell’interesse dei cittdini che sono i destinatari del nostro servizio giudiziario”.

“La Basilicata può collocarsi tra le regioni meno a rischio per criminalità paramafiosa”. Questa la valutazione dell’Amministrazione della giustizia nel Distretto di Potenza fatta dal Procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Potenza, Massimo Lucianetti, stamani, nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario.© 2006-2014 Trm Radiotelevisione del Mezzogiorno.

Articolo completo: http://www.trmtv.it/home/primo-piano/2014_01_25/65182.html

“La Basilicata può collocarsi tra le regioni meno a rischio per criminalità paramafiosa”. Questa la valutazione dell’Amministrazione della giustizia nel Distretto di Potenza fatta dal Procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Potenza, Massimo Lucianetti, stamani, nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario. Se ‘il termometro della criminalità non evidenzia una febbre d’allarme’ il quadro è dettagliato e complesso e presenta alcune spie da monitorare: le iscrizioni per associazione a delinquere di stampo mafioso sono aumentate del 28% e preoccupante è anche l’aumento dei furti in abitazione. Anche i fenomeni di usura e di estorsione richiedono un’attenzione particolare: se infatti le iscrizioni sono diminuite, i dati delle denunce non descrivono l’autenticità del fenomeno, di cui sono eventi spia i danneggiamenti e gli incendi avvenuti sia nella zona di Potenza che di Matera e nel Melfese. Resta dolente la piaga del traffico e dello spaccio di sostanze stupefacenti e aumentano dell’8, 46% i reati in materia di edilizia ed urbanistica così come i reati in materia ambientale. E in questa Basilicata del crimine, in linea con il resto della nazione, si registrano anche i delitti contro la Pubblica Amministrazione, che tratteggiano un degradante quadro etico e morale. “Sono risultate in notevole aumento dell’80 % le iscrizioni per il delitto di peculato e del 55% quelle per concussione”. “Tutto lo sdegno – ha detto Lucianetti – per le ignobili pubbliche ruberie e le gravi omissioni di scelte doverose”. Mentre, il procuratore della Repubblica di Potenza, Laura Triassi, ha ricordato successivamente che la Procura potentina è stata la prima ”a opporsi a un uso disinvolto del denaro pubblico”, riferendosi in particolare all’inchiesta sui rimborsi ai consiglieri regionali. Accanto alla mappa lucana della criminalità, altro tema dolente emerso durante la cerimonia di stamane è la carenza dell’organico, scoperto in diverse unità nei vari reparti di polizia giudiziaria e divenuto insopportabile dopo gli accorpamenti dei tribunali di Melfi a Potenza e di Sala Consilina a Lagonegro. E per protestare contro questa geografia nel corso della cerimonia gli avvocati hanno abbandonato l’aula. “L’auspicio – ha detto Giuseppe Pellegrino, Presidente della Corte di Appello di Potenza – è quello di coprire le mancanze e di ascoltare le esigenze della classe forense nell’interesse dei cittdini che sono i destinatari del nostro servizio giudiziario”

© 2006-2014 Trm Radiotelevisione del Mezzogiorno.



Categorie:A02- Storia giudiziaria dell'Italia unita, E07- Storia del Sud

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