Shirley Jackson, la signora della ghost story

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Shirley Jackson, la signora della ghost story

Shirley Jackson (San Francisco, 14 dicembre 1916 – Bennington, 8 agosto 1965) è stata una scrittrice e giornalista statunitense. Alcuni famosi scrittori come Stephen King, Nigel Kneale e Richard Matheson dicono di essersi ispirati a lei.

Particolarmente nota come autrice de L’incubo di Hill House del 1959 e La lotteria, ha esordito scrivendo per la prestigiosa testata The New Yorker nel 1948. Nella sua carriera ha scritto anche opere per bambini, come Nine Magic Wishes, e persino un adattamento teatrale di Hansel e Gretel, dal nome The Bad Children.

Nel 1965 la Jackson muore per infarto durante il sonno, all’età di 48 anni. Si pensa che la cura a base di psicofarmaci che stava facendo possa aver contribuito.

L’incubo di Hill House (The Haunting of Hill House)

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L’incubo di Hill House (The Haunting of Hill House, 1959, noto in Italia anche come La casa degli invasati) è il più celebre romanzo di Shirley Jackson, e uno dei più famosi racconti di fantasmi della letteratura del XX secolo. Travalicando i confini del genere horror, il romanzo della Jackson si avvicina per eleganza a capolavori della ghost story come Il giro di vite di Henry James. Autori come Ray Bradbury e Stephen King hanno riconosciuto la sua influenza.

Protagonista del romanzo è Eleanor Vance, una ragazza che da bambina è stata protagonista di un fenomeno di poltergeist, e che per questo è stata chiamata da un certo professor Montague – un antropologo interessato ai fenomeni paranormali – a trascorrere l’estate a Hill House, una casa che si suppone infestata. Montague pensa infatti che la presenza di alcuni sensitivi possa catalizzare meglio le presenze soprannaturali della casa, e per questo ha convocato diverse persone protagoniste a vario titolo di eventi paranormali: all’appuntamento, tuttavia, si presentano solo Eleanor, e una ragazza spregiudicata e anticonformista – Theodora, un’artista di cui la Jackson suggerisce tra le righe un orientamento omosessuale – che ha manifestato poteri ESP. Completa il quartetto Luke Sanderson, ultimo erede dei proprietari di Hill House, un giovanotto spensierato e attraente che ha il compito di vigilare sulla proprietà.

Eleanor ha trascorso la giovinezza ad accudire la madre inferma: ora che la madre è morta (una morte di cui Eleanor tende a colpevolizzarsi, avendola forse inconsciamente causata per non essersi svegliata la notte in cui la madre era morta) vive con la sorella e il cognato, una coppia gretta e piccolo-borghese che non le lascia alcuna autonomia. Per Eleanor, l’invito del professor Montague rappresenta la prima possibilità di andarsene di casa dopo una giovinezza infelice: per questo ruba la macchina della sorella, e si dirige a Hill House. Eleanor ha un carattere tenero e dolce, e una natura sognante: incapace di confrontarsi col prossimo, e con forti problemi di relazioni, tende tuttavia a racchiudersi in un mondo suo, inventando menzogne su di sé e sul proprio passato. Così, quando incontra Theodora e Luke, mentre crede da un lato di aver trovato finalmente degli amici e la possibilità di vivere una vita normale, dall’altro sviluppa con loro una relazione gelosa e piena di fobie, a cui non è forse estranea un’attrazione erotica (parzialmente ricambiata) nei confronti di Theodora.

Intanto, Hill House – sotto l’apparenza di normalità – si svela un luogo da incubo: la casa è costruita in modo strano, con impercettibili scarti nelle proporzioni e nelle inclinazioni di piani e angoli da generare fenomeni bizzarri, dalle porte che si chiudono senza che nessuno le tocchi a vaghi sentimenti di spaesamento e malessere generati da giochi ottici. Parallelamente, iniziano a verificarsi fenomeni paranormali: poltergeist, scritte sui muri che chiamano Eleanor, voci, presenze, apparizioni spettrali. La Jackson non ricorre mai a facili effetti splatter o horror: i fenomeni di Hill House generano un’inquietudine sottile, che conduce gradatamente i protagonisti ad esasperare le loro tensioni, ed Eleanor alla pazzia.

Infine, una notte, Eleanor impazzisce definitivamente: inizia a battere colpi sulle porte, e rischia anche di morire. Montague, Luke e Theodora decidono dunque di allontanarla: Eleanor, tuttavia, sente che ormai la casa è sua, che la casa la vuole, e – del resto – non ha altro posto dove andare, dato che ha rubato l’auto della sorella e non ha più una casa sua. Come trascinata da una determinazione soprannaturale, Eleanor prende la macchina e si schianta intenzionalmente, morendo, contro un albero, e il romanzo si conclude con le stesse parole con cui si era aperto: se non c’era un fantasma prima c’è ora, ed è la stessa Eleanor che si aggira sola per le stanze di Hill House.

L’incubo di Hill House è un’opera di horror elegante e raffinato, costruita con uno stile allusivo e mai esplicito: in particolare, il finale è aperto a diverse interpretazioni. Si può pensare, infatti, che i fenomeni di Hill House siano frutto della suggestione derivata dal luogo: Eleanor, già prostrata psicologicamente, impazzisce e si uccide, mentre i fenomeni verificatisi in precedenza non sarebbero altro che allucinazioni collettive generate dall’atmosfera tetra della casa e dalle sue proporzioni distorte. Costruito – come Il giro di vite – sulla scia dei racconti fantastici ottocenteschi analizzati da Cvetan Todorov, L’incubo di Hill House lascia dunque aperto uno spiraglio a un’interpretazione “razionale” degli eventi inspiegabili. Viceversa, se si accetta l’interpretazione soprannaturale, è possibile che le “presenze” di Hill House abbiano chiamato a sé Eleanor, fra i quattro la più suggestionabile: è possibile tuttavia una lettura ulteriore dell’opera, e cioè che la casa ed Eleanor siano inestricabilmente legate, e che Eleanor sia fin dall’inizio – in una logica spazio-temporale che esclude il “prima” e il “dopo”, la causa e l’effetto – il fantasma di Hill House. Nella notte in cui impazzisce, Eleanor produce – nella sua follia – gli stessi fenomeni che gli altri, ed Eleanor stessa, avevano avvertito nelle notti precedenti: la precedente proprietaria aveva udito qualcuno muoversi per la casa, la notte, facendo ciò che Eleanor stessa avrebbe fatto decenni dopo. La casa chiama dunque a sé Eleanor perché Eleanor è già sua: Eleanor infesta da secoli Hill House, inestricabilmente avvinta alla casa in una dimensione a-temporale.

L’incubo di Hill House è unanimemente considerato un capolavoro della narrativa horror e non solo, ed è stato spesso avvicinato al Giro di vite di Henry James per affinità di temi e di soluzioni narrative. Nel suo saggio Danse macabre, Stephen King ha trattato diffusamente del romanzo, dichiarandolo come una delle sue maggiori influenze. Il libro ha avuto due adattamenti cinematografici, nel 1963 e nel 1999, entrambi col titolo di The Haunting: il secondo, in particolare, si discosta notevolmente dal testo della Jackson, accentuando la componente omoerotica della figura di Theodora nei suoi rapporti con Eleanor. A lungo noto in Italia come La casa degli invasati, L’incubo di Hill House è stato restituito al suo titolo originale (per quanto “Haunting” non significhi letteralmente “incubo”, bensì “infestazione”) dalla nuova edizione realizzata nel 2004 dalla casa editrice Adelphi.

Romanzi

  • The Road Through the Wall (1948)
  • Hangsaman (1951)
  • The Bird’s Nest (1954)
  • The Sundial (1958)
  • La casa degli invasati o L’incubo di Hill House (The Haunting of Hill House) (1959)
  • Così dolce, così innocente o Abbiamo sempre vissuto nel castello (We Have Always Lived in the Castle) (1962)

Bibliografia italiana (essenziale)

La casa degli invasati – (Siad 1979; Mondadori 1989,1993,1998) – prima edizione di The Haunting of Hill House

L’incubo di Hill House – (Adelphi 2004) – nuova edizione di The Haunting of Hill House

Così dolce, così innocente (Mondadori 1991) – prima edizione di We’ve always lived in the castle

Abbiamo sempre vissuto nel castello (Adelphi 2009) – nuova edizione di We’ve always lived in the castle

Demoni amanti (Mondadori – Mystbook n.11 – 1991)

La lotteria (Adelphi 2007)

Hypnos – rivista di letteratura e fantastico n. 8 (contiene l’articolo di Andrea Giusto “Shirley Jackson.Ossessione e orrore e i racconti Bollettino e L’autobus –Edizioni Hypnos Milano 2011)



Categorie:R06- Letteratura dell'orrore - Horror

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