Roberto Bolaño- 2666

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Roberto Bolaño, 2666

gli Adelphi (prima edizione in questa collana),  Adelphi, Milano 2008, pp. 963.

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2666 è l’ultimo romanzo dello scrittore cileno Roberto Bolaño scomparso a cinquant’anni nel 2003 a Barcellona, dove da parecchio tempo risiedeva. Il romanzo è articolato in cinque diverse parti: La parte dei critici, La parte di Amalfitano, La parte di Fate, La parte dei delitti e La parte di Arcimboldi.

La prima cosa che non possiamo spiegare è il titolo: un mistero. Una cabala che prima o poi verrà fuori. Una gematria ancora sommersa. Quindi si entra in questo romanzo babelico e colossale senza un preciso orientamento, né lo si trova strada facendo. E’ un’avventura totale del lettore. Un’iniziazione al mistero assoluto della scrittura.

Uno dei temi che mi ha colpito di più è quello della ricerca del genio scomparso, che si tratti di uno scrittore tedesco o di un pittore. I protagonisti acquistano la loro consistenza nella ricerca dell’artista scomparso.

Poi entrano in gioco i giornalisti. La storia si fa storia del male, esplorando le vite anonime delle donne di Ciudad Juárez (“Santa Teresa” nel romanzo), in Messico, vittime di un a violenza insensata.

A.DeL.

TRAMA

Le cinque parti che compongono 2666 sono state immaginate dall’autore come libri distinti da pubblicare separatamente. Dopo la morte dell’autore nel 2003, gli eredi hanno deciso di pubblicare le cinque parti in un unico volume. Rispetto alla sequenza della trama, le connessioni tra le parti non sono sostanziali, ma riguardano il solo luogo (Santa Teresa, Messico) e tempo (la fine degli anni novanta) in cui tutte e cinque le storie vanno a ricongiungersi.

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La parte dei critici

Descrive un gruppo di quattro critici letterari europei che hanno fatto carriera attorno alla figura di un elusivo scrittore tedesco, Benno von Arcimboldi. La ricerca di questo autore li porterà, alla fine, nella città messicana di Santa Teresa.

La parte di Amalfitano

Si concentra su Oscar Amalfitano, un professore di filosofia dell’Università di Santa Teresa, mentalmente instabile che teme che la figlia cada preda della violenza della città.

La parte di Fate

Racconta del giornalista americano Oscar Fate, che scrive per una rivista che si occupa di affair afro-americani, che viene inviato a Santa Teresa per fare un servizio su una match di boxe di cui ha scarsa conoscenza. Si occuperà invece di omicidi.

La parte dei delitti

Racconta la tragedia delle morti seriali di donne nel paese messicano di Ciudad Juárez (“Santa Teresa” nel romanzo). Il giornalista Sergio González Rodríguez esiste davvero, e ha scritto un libro che si intitola Ossa nel deserto. Sui delitti che da anni affliggono la città di Juarez, la teoria dello scrittore è la stessa proposta dal giornalista nel libro Ossa nel deserto, e cioè che i vari cartelli di narcos organizzino feste dove il divertimento principale consista nel violentare, torturare e uccidere giovani ragazze povere. L’omertà e l’ignoranza di politici e polizia è ben raffigurata nel romanzo, dove, come nella realtà, tutti sono implicati.

La parte di Arcimboldi

Tre generazioni di una famiglia tedesca dalla fine della Prima Guerra Mondiale al 1999.

A.DeL.

L’AUTORE

Roberto Bolaño visse la sua infanzia a Los Ángeles, Valparaíso, Quilpué, Viña del Mar e Cauquenes. A quindici anni si trasferì con la sua famiglia in Messico. Visse la sua adolescenza concentrato nella lettura, chiuso per ore in una biblioteca pubblica di Città del Messico.

L’autore stesso ha più volte raccontato[1][2], che nel 1973 decise di tornare in Cile, intenzionato ad appoggiare assieme ad un gruppo di trotskisti, il processo di riforme socialiste di Salvador Allende. Alla fine di un lungo viaggio in pullman, autostop e barca (attraversando quasi tutta l’America Latina) arrivò in Cile pochi giorni prima del colpo di stato di Augusto Pinochet. Poco tempo dopo venne incarcerato a Concepción, ma fu liberato dopo otto giorni, grazie all’aiuto di due compagni di studi dei tempi di Cauquenes, che erano tra i poliziotti incaricati di sorvegliarlo. Questo episodio fu lo spunto per il racconto I detective (incluso nella raccolta Chiamate telefoniche). La veridicità del suo racconto è stata sostenuta solo dall’amico Jaime Quezada[3], il quale racconta di averlo ospitato nella sua abitazione in Cile. Al contempo, altri, tra i quali il sociologo e politico Ricardo Pascoe e la scrittrice e poetessa Carmen Boullosa, hanno espresso dubbi sulla reale presenza di Bolaño in Cile al tempo del golpe[4][5][6].

Tornò in Messico alcuni mesi dopo, e insieme al poeta Mario Santiago Papasquiaro (che sarà il modello per Ulises Lima nel romanzo Detective Selvaggi) fondò il movimento poetico d’avanguardia infrarealista, che si formò dopo alcune riunioni nel Café de la Habana di Calle Bucarelli. Tale movimento, definito come Dada alla messicana, si opponeva radicalmente ai poteri dominanti nella poesia messicana e all’establishment letterario messicano, che aveva allora come figura preponderante Octavio Paz. L’infrarealismo aveva come linee guida la rottura con la letteratura ufficiale e la volontà di stabilirsi come avanguardia. Anche se intorno a questo movimento ruotavano all’incirca una quindicina di poeti, Roberto Bolaño e Mario Santiago Papasquiaro furono gli esponenti stilisticamente più solidi, autori di una poesia quotidiana, dissonante e con vari elementi dadaisti.

A causa delle sue caratteristiche e dello spirito contestatore, il movimento infrarealista trovò numerosi nemici e detrattori che lo emarginarono e gli negarono qualsiasi tipo di riconoscimento. La popolarità di Bolaño, però, ha fatto sì che questa emarginazione venisse lentamente superata.

Nel 1977 emigrò in Spagna, precisamente in Catalogna, dove viveva la madre. Lì praticò diversi lavori – vendemmiatore in estate, vigilante notturno in un campeggio a Castelldefels, commesso in un negozio del quartiere – prima di potersi dedicare completamente alla letteratura. Bolaño morì il 15 luglio 2003 all’ospedale Valle de Hebrón di Barcellona, lasciando incompiuto il romanzo 2666 con il quale aveva portato all’estremo la sua inventiva, questa volta attorno a un personaggio che riprende la figura di uno scrittore svanito.

Nel 1998 vinse il Premio Herralde per la sua opera Los detectives salvajes, per la quale ottenne anche il Premio Rómulo Gallegos nel 1999. Nel 2004, un anno dopo la morte, ottenne postumo il premio Salambó alla migliore opera scritta in castigliano, con 2666.

Opere

Romanzi

  • Consigli di un discepolo di Jim Morrison a un fanatico di Joyce (Consejos de un discípulo de Morrison a un fanático de Joyce, Sellerio Editore Palermo, 1984), scritto con la collaborazione di Antoni García Porta.[7][8]
  • Monsieur Pain (Sellerio Editore Palermo, 1999)[9].
  • La pista di ghiaccio (La pista de hielo, Sellerio Editore Palermo, 1993)[10]
  • La letteratura nazista in America (La literatura nazi en América, Sellerio Editore Palermo, 1996)
  • Stella distante (Estrella distante, Sellerio Editore Palermo, 1996; Adelphi, 2013)
  • I detective selvaggi (Los detectives salvajes, Sellerio Editore Palermo, 1998)
  • Amuleto (Mondadori, 2001; Adelphi, 2010)
  • Notturno cileno (Nocturno de Chile, Sellerio Editore Palermo, 2000)
  • Anversa (Amberes, Sellerio Editore Palermo, 2002)
  • Un romanzetto canaglia (Una novelita lumpen, Sellerio Editore Palermo, 2002; Adelphi, 2013 con il titolo Un romanzetto lumpen)
  • 2666: La parte dei critici – La parte di Amalfitano – La parte di Fate (2666, Adelphi, 2007), postumo
  • 2666: La parte dei delitti – La parte di Arcimboldi (2666, Adelphi, 2008), postumo
  • Il terzo Reich (El Tercer Reich, Adelphi, 2010), postumo
  • I dispiaceri del vero poliziotto (Los sinsabores del verdadero policía, Adelphi, 2012), postumo

Raccolte di racconti

  • Chiamate telefoniche (Llamadas telefónicas, Sellerio Editore Palermo, 1997, Adelphi, 2012)
  • Puttane assassine (Putas asesinas, Sellerio Editore Palermo, 2001)
  • Il gaucho insostenibile (El gaucho insufrible, Sellerio Editore Palermo, 2003), postuma
  • El secreto del mal (2007), postuma (inedita in Italia)

Raccolte di poesie

  • Reinventar el amor (1976), inedita in Italia
  • Fragmentos de la Universidad Desconocida (1992), inedita in Italia
  • El último salvaje (1995), inedita in Italia
  • Los perros románticos. Poemas 1980-1998 (1993), inedita in Italia
  • Tres (2000), inedito in Italia
  • La Universidad Desconocida (2007), postuma (inedita in Italia)

Saggistica

  • Tra parentesi (Entre paréntesis, Adelphi, 2009), raccolta di saggi, articoli, discorsi e interviste

Bibliografia su Bolaño

  • Bolaño selvaggio (Bolaño salvaje, 2008), raccolta di saggi (Senza patria, 2012)
  • L’ultima conversazione (Edizioni SUR, 2012), interviste (postumo).

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