Storia dell’Islàm- I musulmani in Europa nel Medio Evo

Storia dell’Islàm- I musulmani in Europa nel Medio Evo

Tra VIII e X secolo, partendo dalla Spagna ma soprattutto da Nord Africa, i musulmani cominciarono a razziare le isole e le coste dei paesi cristiani europei: nelle isole greche, in Sicilia, in Sardegna e nelle Baleari queste incursioni furono la rovina per gli insediamenti costieri che vennero spesso abbandonati in favore dei più impervi insediamenti centrali. Le razzie erano spesso di durata fulminea, con il prelievo di gente per alimentare il mercato degli schiavi o, talvolta, per la riscossione di riscatti e tributi; più raramente gli arabi si impiantavano stabilmente in un “nido” (piccola colonia commerciale e militare), come accadde in maniera duratura a Creta, a Malta, in Sicilia e sulle Isole Baleari.

Spesso la storiografia di matrice cristiana ha rappresentato questi insediamenti come di corsari o pirati, ma in verità essi avevano molto in comune con le esperienze di poco posteriori delle repubbliche marinare italiche, con i quali gli scontri e i colpi di mano si alternarono spesso a rapporti di buon vicinato commerciale. Se fino al X secolo gli insediamenti arabi erano decisamente più attivi, solo a partire dall’XI si ebbe un miglioramento dinamico di quelli cristiani. Uno degli insediamenti musulmani più fiorenti fu Almeria, specializzata nel commercio dei pregiati schiavi bianchi (i saqaliba), che venivano castrati dagli ebrei della vicina Pechina.

In Oriente gli insediamenti vennero maggiormente osteggiati dai bizantini, che nella seconda metà del X secolo si ripresero Cipro e Creta. I commerci, dopo una fase critica durante il picco dell’espansione, ripresero gradualmente, anche se l’Europa occidentale non era il mercato più interessante per i musulmani. Nel Libro delle rotte e dei regni di Ibn Khordadhbeh dell’846 si parla di mercanti occidentali nei porti arabi, anche se non erano cristiani, ma ebrei “rodaniti” (forse del Rodano?) che commerciavano pellicce, schiavi ed armi nei porti del delta del Nilo, spedendole via Mar Rosso alle rotte verso India e Cina, in cambio di muschio, aloe, canfora e cardamomo, che venivano smerciati in Egitto, a Costantinopoli ed alle “rozze” (in confronto) corti dell’Europa occidentale. Erano prodotti europei particolarmente apprezzati le spade “franche” di ferro e il legname, che scarseggiava nel mondo arabo ed era necessario per costruire le imbarcazioni.

Erano invece praticamente assenti i contatti con l’Italia centro*settentrionale, che rimase inizialmente anche all’oscuro delle conquiste tecnico-scientifiche musulmane. È alquanto isolato il viaggio di Harun ibn Yahya che vistò Costantinopoli e poi, lungo la Francigena, Pavia, capitale dei Longobardi, e Roma narrato nel X secolo dal geografo Ibn Rusta. Dal X secolo i veneziani stabilirono più volte dei divieti di commercio con i saraceni, che indicano d’altronde come, se di divieto ci fosse bisogno, che essi dovevano essere ben fiorenti, se fosse necessario reiterare più volte tale leggi. Nel 992 però il doge Pietro II Orseolo stabilì la celebre crisobolla per regolare rapporti mercantili sia con Costantinopoli sia con il Cairo fatimide. Ritrovamenti di archeologia subacquea, di monete musulmane nell’alto Tirreno e di documentazione scritta (anche se piuttosto rarefatta, nonostante il notevole archivio della Geniza degli ebrei-palestinesi del Cairo) provano comunque una discreta circolazione di merci e persone tra mondo “franco” e mondo arabo tra i secoli IX e X.

Il grande storico belga Henri Pirenne sostenne nei suoi libri che la nascita della potenza navale musulmana aveva rotto l’unità mediterranea, spostando il baricentro europeo verso nord e creando quella frattura che avrebbe allontanato definitivamente tutto il Nordafrica e il Vicino Oriente dalla vita culturale europea. La perdita delle millenarie strutture economiche e dell’omogeneità tra tutte le popolazioni che si affacciavano sul mare averebbe poi portato al ripiegarsi dell’Europa su sé stessa, aggravando i processi di recessione e di ruralizzazione. Ciò significherebbe l’origine del cosiddetto Medioevo non tanto con la caduta dell’Impero Romano del V secolo, ma con l’espansione araba dei secoli VII ed VIII.

In realtà la storiografia contemporanea sembra dare più peso ai processi già in atto che inesorabilmente causarono la crisi economica europea fino al X secolo, che non possono essere ricondotti alla sola pressione della corsareria saracena. Pur registrando una flessione delle attività nautiche, un ridimensionamento e talvolta la scomparsa di porti e centri costieri cristiani, non deve essere considerato come automatico il rapporto tra guerra e sospensione dei commerci, che anche se presente, con un generale impoverimento, la contrazione dell’economia monetaria e l’ansia e la paura diffusa, non fu mai assoluta, ma piuttosto debole e intermittente. Sulla valutazione del grande storico può aver infatti in parte pesato l’esperienza traumatica per la sua generazione della prima guerra mondiale, con un peso psicologico che si rifletté nelle sue tesi.

 

 



Categorie:F01- Storia dell'Islam - History of Islam

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