Ibn Sīnā (Avicenna)

Ibn Sīnā (Avicenna).

Ibn Sīnā (Avicenna).

Ibn Sīnā (Avicenna)

Ibn Sinā, alias Abū ʿAlī al-Ḥusayn ibn ʿAbd Allāh ibn Sīnā o Pur-Sina più noto in occidente come Avicenna ( ابن سينا) nacque nel 980 e morì nel 1037. Fu filosofo e medico di grande rilievo nell’Islam medievale. I suoi interessi attraversano svariati campi del sapere filosofico (metafisica, cosmologia, logica, gnoseologia) e scientifico (medicina, matematica, mineralogia, musica, farmacologia) e si rivolgono altresì alla politica, alla poesia, alla mistica. Le sue opere più importanti, il Libro della guarigione e il Sistema della medicina fuono note al medioevo latino dove influenzarono sia la metafisica scolastica, sia l’agostinismo (Gilson 1929), sia gli studi scientifici e farmacologici. Altra importante opera è il Libro degli accenni e degli avvertimenti, in cui Avicenna annuncia di occuparsi della sua “filosofia orientale”, dopo aver esposto, chiarito e completato concetti di origine greca. La storiografia avicenniana si è interrogata sul senso di questa promessa non mantenuta, ritenendo generalmente che quella filosofia dovesse rappresentare un punto di vista più strettamente avicenniano rispetto alle fonti greche da lui utilizzate, oppure un tipo di conoscenza fondata sulla intuizione piuttosto che sul ragionamento discorsivo (Gutas 1989). Studi recenti hanno tuttavia incoraggiato un approccio unitario al pensiero avicenniano (Hasnawi 1992); effettivamente l’influsso orientale che permea le opere composte e tramandateci è stato chiaramente messo in luce dagli studi di Corbin (Corbin 1973, pp. 172-179) che hanno sottolineato, tra l’altro, le tendenze ismailite del filosofo.

La cosmologia. Il processo di amalgama tra fonti greche (soprattutto neoplatoniche e aristoteliche) e teologia islamica iniziato dai suoi predecessori al-Kindi e al-Farabi raggiunge con lui massima compiutezza. Utilizzando l’identificazione Dio-grado supremo dell’essere compiuta già nel neoplatonismo arabo (Discorso sulla esposizione del bene puro, Pseudo-teologia di Aristotele, Epistola sulla scienza divina) egli elabora: 1. una metafisica unitaria fondata sulla distinzione tra l’essere possibile e l’essere necessario; 2. una cosmologia che vede in Dio la prima causa della gerarchia degli esseri che sono all’origine del cosmo e della natura intera. Essere necessario è definito quello la cui esistenza è interna e fa parte della sua stessa essenza. Tale è soltanto Dio, essere semplicissimo che non ammette al suo interno distinzione alcuna, e necessario in quanto causa prima. Tutti gli altri esseri, ricevendo la propria esistenza da altra causa, sono possibili. Ciò non toglie, tuttavia, che poiché il processo di causazione di tutti gli esseri del Pleroma è necessario, gli esseri possibili non sono per questo contingenti. La causa prima, fonte dell’intero cosmo, è identificata con Dio, essere supremo da cui sgorga, attraverso un atto di autocontemplazione, un primo intelletto. Dal carattere necessario di questa e delle altre emanazioni consegue la dottrina della eternità del mondo, che Avicenna non ritiene contraddittoria con la teologia islamica. Al contrario il filosofo crede che ammettere il carattere necessario ed eterno della azione di Dio sia l’unico modo per salvaguardare l’assoluta immutabilità della sua natura, che non sopporterebbe l’innovazione implicata dal volontarismo creativo. La creazione si esprime pertanto nella priorità ontologica di Dio sul mondo, dovuta alla sua prerogativa di essere necessario. Pensando se stesso come contingente in sé il primo intelletto genera il corpo del primo cielo, pensandosi come necessario rispetto alla sua causa esso genera la seconda sostanza intellettuale associata al primo cielo. Questa, a sua volta, pensandosi come contingente in se stessa genera il corpo del secondo cielo (cielo delle stelle fisse), pensandosi come necessaria rispetto alla causa da cui proviene genera la terza intelligenza, associata a quel cielo. Lo stesso processo governa la formazione delle sfere sopralunari (di Saturno, Giove, Marte, Sole, Venere, Mercurio e Luna) e delle rispettive intelligenze, nelle quali Corbin ha visto le gerarchie angeliche delle cosmologie iraniche. L’ultima delle intelligenze, associata alla Luna, è l’Intelletto Agente, identificato con l’angelo Gabriele della tradizione coranica. Sede delle forme intelligibili esso governa i processi che avvengono nel mondo sublunare. Dallo stesso provengono, inoltre, i singoli intelletti e la materia dei corpi. La modalità di quest’ultima derivazione pone dei problemi interpretativi che Corbin risolve in tal modo: “La decima intelligenza non ha più la forza di produrre anche essa un’altra intelligenza unica e un’altra anima unica. A cominciare da lei l’emanazione esplode, per così dire, nella moltitudine delle anime umane, mentre dalla sua dimensione d’ombra procede la materia sublunare. Essa viene designata come intelligenza agente o attiva (‘Aql fa’‘al), dalla quale emanano le nostre anime, e la cui illuminazione (ishraq) proietta le idee o forme della conoscenza sulle anime che hanno acquistato la capacità di rivolgersi ad essa. L’intelletto umano non ha né il ruolo, né la capacità per astrarre l’intellegibile dal sensibile. Ogni conoscenza e ogni reminiscenza non è che un’emanazione e un’illuminazione proveniente dall’Angelo” (Corbin 1973 p. 176).

La gnoseologia. L’origine del processo conoscitivo nell’uomo è il congiungimento (senza fusione) dell’intelletto umano con l’Intelletto Agente, separato e unico per tutti gli uomini. Come il Sole agisce sia sulle cose sia sulla vista, illuminando entrambe, così l’Intelletto Agente, opera sia sugli intelligibili (rendendoli visibili) sia sull’intelletto umano (rendendolo atto a riceverli). Riprendendo le dottrine di al-Kindi e di al-Farabi sull’intelletto (Davidson 1972), Avicenna distingue diverse facoltà nell’intelletto umano: 1. l’intelletto materiale, che è la pura potenzialità di conoscere data a ciascun uomo; 2. l’intelletto possibile, che conosce i primi intelligibili; 3. l’intelletto acquisito, che rappresenta l’insieme delle conoscenze acquisite dalla unione con l’Intelletto Agente. L’intelletto santo, proprio del profeta, è quello capace di unirsi in maniera immediata con l’Intelletto Agente: prescindendo cioè dalla percezione sensibile e dai gradi della conoscenza razionale (sensazione, immaginazione, estimazione), nonché dagli altri tipi di intelletto. La conoscenza realizzata dall’intelletto santo è di tipo intuitivo ed è interamente fondata sulla facoltà della immaginazione che (oltre a rappresentare uno stadio della conoscenza discorsiva) è una facoltà conoscitiva che si attiva nei momenti di indipendenza dall’esistenza sensibile (durante il sonno, nei sogni, nelle visioni)” (Zambelli 1984). Colui che ha raggiunto il massimo grado della conoscenza è, secondo Avicenna, la più adeguata guida della comunità politica e religiosa. (PT)

Bibliografia

Testi in traduzione italiana
Metafisica, a c. di O. Lizzini, Rizzoli, Milano 2002

Studi
C. Baffioni, Storia della filosofia islamica, Milano 1991
H. Corbin, Storia della filosofia islamica, Paris 1964, Milano 1973
M. Cruz Hernandez, Historia de la filosofia hispano-musulmana, Madrid 1957
H. Davidson, Alfarabi and Avicenna on the Active Intellect, “Viator” 3 (1972), pp. 109-178
L. Gauthier, Antécédents gréco-arabes de la psycho-physique, Beirut 1939
E. Gilson, Les sources gréco-arabes de l’augustinisme avicennisant, “Archives d’Histoire Doctrinale et Littéraire du Moyen Age” 4 (1929), pp. 5-158
D. Gutas, Avicenna and the Aristotelian tradition, Leiden 1989
A. Hasnawi, Avicenne, in L’Encyclopèdie philosophique universelle, vol. III (Les Œuvres philosophique), ed. J.-F. Mattéi, Paris 1992
P. Zambelli, L’immaginazione e il suo potere (Da al-Kindi, al-Farabi e Avicenna al Medioevo latino e al Rinascimento), in Orientalische Kultur und europäische Mittelalter, “Miscellanea Medievalia” 17, Köln 1984

Risorse on-line
http://classes.bnf.fr/dossitsm/b-avicen.htm
http://www.muslimphilosophy.com/sina/
http://www.kuleuven.ac.be/upers/ibnsina.htm
http://www.islamische-akademie.de/falaturi/avicenna.htm
http://www.bautz.de/bbkl/a/avicenna.shtml
http://www.avicenne.org/avicenne.htm
http://classes.bnf.fr/dossitsm/b-avicen.htm
http://lexicorient.com/cgi-bin/eo-direct-frame.pl?http://i-cias.com/e.o/ibn_khal.htm
http://www.muslimphilosophy.com/ei/sina.htm
http://www.philosophypages.com/dy/i.htm#ibnr
http://www.trincoll.edu/depts/phil/philo/phils/muslim/sina.html
http://www.ucalgary.ca/applied_history/tutor/islam/learning/ibnsina.html

Fonte: Università di Siena – Facoltà di lettere e filosofia
Manuale di Filosofia Medievale on-line



Categorie:H09- Filosofia arabo-islamica - Arabic-Islamic Philosophy

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