Il paradosso dell’amico di Wigner e il problema mente-corpo nella fisica quantistica

Il paradosso dell’amico di Wigner e il problema mente-corpo nella fisica quantistica

Il paradosso dell’amico di Wigner è un esperimento mentale proposto dal fisico Eugene Wigner come estensione del paradosso del gatto di Schrödinger a partire dal quale introdurre il problema mente-corpo in meccanica quantistica.

In questo esperimento mentale, Wigner immagina che, in sua assenza, un amico compia l’esperimento del gatto di Schrödinger; Wigner, poi, verrà a sapere se il gatto sia vivo o morto solo al proprio ritorno al laboratorio.

Ci sono, dunque, due sistemi differenti: il sistema “scatola”, che contiene il gatto di Schrödinger e la fiala di veleno, e il sistema “laboratorio”, all’interno del quale c’è l’amico di Wigner.

Il punto cruciale dell’esperimento mentale è nella seguente domanda: al ritorno di Wigner, lo stato del sistema “laboratorio” sarà di sovrapposizione tra «gatto morto/amico triste» e «gatto vivo/amico felice» e si determinerà su una delle due possibilità solo quando il fisico verrà a conoscenza del risultato (diventando, quindi, un osservatore), oppure Wigner troverà che la sovrapposizione è stata dissolta già da prima a causa della presenza dell’amico?

Nel celebre paradosso del gatto, si afferma che la scatola non si trovi in uno stato definito, almeno dal punto di vista di un osservatore esterno, finché non viene aperta. Analogamente dovrebbe essere per il laboratorio (osservatore esterno del quale, è Wigner), visto che, concettualmente, non c’è alcun motivo per supporre diversamente; questo vuol dire che, finché Wigner è lontano, deve valere la sovrapposizione tra i due stati del laboratorio, quelli di cui sopra si è fatto menzione: “gatto vivo/amico felice” e “gatto morto/amico triste”. Il punto è che nel laboratorio c’è l’amico del fisico, che, aprendo la scatola mentre quest’ultimo è lontano, svolge il ruolo di osservatore del sistema “scatola” e fa “collassare” lo stato di quest’ultima su uno dei due possibili (“gatto vivo” e “gatto morto”); per logica, allora, poiché l’indeterminazione dello stato del sistema “laboratorio” è dovuta solo all’indeterminazione del sistema “scatola”, si ha che anche lo stato del sistema “laboratorio” dovrebbe collassare già prima che Wigner ritorni, in contraddizione con quanto appena affermato. Qui sta il paradosso.

Wigner ideò questo esperimento mentale per illustrare la sua convinzione che la coscienza sia necessaria per il processo di misurazione in meccanica quantistica. Se si sostituisce alla coscienza dell’amico uno strumento materiale, la linearità della funzione d’onda implica che lo stato del sistema sia in una somma lineare di stati possibili. È in sostanza un sistema indeterminato più ampio. Wigner presentò questo paradosso in un suo articolo riguardante il problema mente-corpo alla luce della meccanica quantistica, e lo integrò successivamente nel suo libro Simmetrie e riflessioni, del 1967. Attualmente questa sua interpretazione della meccanica quantistica è nota come «coscienza causa del collasso».

Eugene Paul Wigner, nato Jenő Pál Wigner ( 1902 – 1995), è stato un fisico e matematico ungherese naturalizzato statunitense, vincitore del Premio Nobel per la fisica nel 1963.

Appartiene al gruppo di studiosi che negli anni venti ha rifondato il mondo della fisica. I primi di questa generazione (Werner Karl Heisenberg, Erwin Schrödinger, Paul Dirac e Max Born, per citarne solo alcuni) hanno creato la meccanica quantistica. Egli ha fatto parte della seconda ondata di questi fisici ed ha proposto e risolto alcune delle questioni più profonde della fisica del XX secolo. Ha posto le fondamenta della teoria delle simmetrie nella meccanica quantistica e, sul finire degli anni trenta, ha esteso al nucleo atomico le sue ricerche, per le quali ha vinto il Premio Nobel nel 1963.

Ha avuto un importante ruolo anche nel gruppo che, tra il 1939 e il 1945, si è impegnato in un’altra impresa che ha cambiato la storia dei popoli: la costruzione della prima bomba atomica.

Bibliografia

Eugene Wigner, Simmetrie e riflessioni, 1967

Roger Penrose, La strada che porta alla realtà. Le leggi fondamentali dell’universo, 2006

Fonte: Wikipedia



Categorie:K03- I concetti della Fisica - The Concepts of Physics

Tag:,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

SCIENZA E CULTURA - SCIENCE AND CULTURE

Lo stato dell'arte tra storia e ricerche contemporanee - State of the art: history and contemporary research

ORIENTALIA

Studi orientali - Études Orientales - Oriental Studies

NUOVA STORIA CULTURALE / NETWORK PHILOSOPHY

NUOVA STORIA CULTURALE / NEW CULTURAL HISTORY

TEATRO E RICERCA - THEATRE AND RESEARCH

Sito della Compagnia Lost Orpheus Teatro

LOST ORPHEUS ENSEMBLE

Modern Music Live BaND

Il Nautilus

Viaggio nella blogosfera della V As del Galilei di Potenza

Sonus- Materiali per la musica moderna e contemporanea

Aggiornamenti della Rivista "Sonus"- Updating Sonus Journal

The WordPress.com Blog

The latest news on WordPress.com and the WordPress community.

Antonio De Lisa - Scritture / Writings

Teatro Musica Poesia / Theater Music Poetry

In Poesia - Filosofia delle poetiche e dei linguaggi

Blog Journal and Archive diretto da Antonio De Lisa

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: