Musica concreta (Musique concrète)

Musica concreta (Musique concrète)

Musica concreta è una denominazione coniata nel 1948 dal compositore e teorico francese P. Schaeffer per designare una nuova corrente musicale (di cui è stato ideatore e primo realizzatore) basata sulla registrazione su nastro magnetico di suoni e rumori ambientali da usarsi come materiale creativo. Questo materiale viene poi modificato e rielaborato dal compositore attraverso processi di montaggio e mixaggio analoghi a quelli cinematografici (taglio e riassemblaggio del nastro, scorrimento a velocità variabile, ripetizione e inversione di frammenti).

“Noi abbiamo chiamato la nostra musica concreta, poiché essa è costituita da elementi preesistenti, presi in prestito da un qualsiasi materiale sonoro, sia rumore o musica tradizionale. Questi elementi sono poi composti in modo sperimentale mediante una costruzione diretta che tende a realizzare una volontà di composizione senza l’aiuto, divenuto impossibile, di una notazione musicale tradizionale”.

E’ questo il manifesto teorico della cosiddetta Musica Concreta, così come esposto nelle parole del suo capostipite Pierre Schaeffer nel “Trattato degli oggetti musicali”, del 1966.

La musica concreta  nasce in contrasto con quella che Schaeffer chiama “musica astratta”, ovvero quella tradizionale, che vincola il compositore alla scrittura musicale su partitura e all’esecuzione dell’interprete. Appoggiandosi alle nuove tecnologie di registrazione sonora su nastro messe a disposizione dalla RTF (Radiodiffusion-télévision française), Schaeffer ha fondato nel 1951 il Groupe de Recherche de Musique Concrète, cui hanno collaborato a vario titolo compositori di levatura internazionale come P. Henry, I. Xenakis, O. Messiaen, P. Boulez, J. Cage, L. Berio e K. Stockhausen; attorno agli studi della RTF si è formato inoltre un vivaio di compositori francesi attivo fino alla metà degli anni Settanta (F. Bayle, M. Chion, L. Ferrari, B. Parmegiani, A. Savouret).

L’Étude aux chemins de fer (Schaeffer, 1948) può considerarsi come l’atto di nascita di questa corrente, mentre la Symphonie pour un homme seul (Schaeffer e Henry, 1949) ne resta la realizzazione più nota (rielaborata anche come balletto dal coreografo M. Béjart). Negli anni Cinquanta e Sessanta la musica concreta ha conosciuto il suo picco di notorietà ed è stata utilizzata anche in campi quali la cinematografia (da M. de Haas, J. Gremillon, E. Fulchignoni) e le produzioni multimediali (Poème électronique di E. Varèse). La sua eredità oggi si ritrova principalmente nella musica elettroacustica e nella musica elettronica, che sfruttano ampiamente le possibilità di alterazione e modifica (non più analogica ma digitale) di materiale sonoro preesistente, estrapolato dal contesto di origine e dalla fonte sonora da cui è prodotto (secondo il concetto di “musica acusmatica” particolarmente caro a Schaeffer).

Fra i musicisti più significativi della musica concreta vi furono Pierre Henry, Francois Bayle, Luc Ferrari e Bernard Parmegiani.

 

Pierre Schaeffer (1910 – 1995) è stato un compositore, musicologo e teorico musicale francese.

È stato tecnico e dirigente presso l’ente radiofonico francese, dove svolgeva attività di ricerca assieme al G.R.M.C.(gruppo di ricerca sulla musica concreta) nell’ambito della musica concreta, da lui teorizzata, praticata e illustrata nel suo trattato sugli oggetti musicali del 1966. Tra il 1949 e il 1950 Schaeffer compone la Musica concreta (Musique concrète), in collaborazione con Pierre Henry (una sorta di poema concreto sulla giornata di un uomo, con respiri, passi, porte sbattute), nel primitivo Studio d’Essai, dove la rudimentalità delle apparecchiature (tre giradischi) non permette di de-naturare i rumori che mantengono così tutta la loro originaria pregnanza semantica.

Nella musica concreta allo stato puro il materiale di base è sempre precostituito: i suoni e rumori provenienti da qualsiasi contesto, cioè ricavati dalla quotidianità, dalla natura, nonché da voci e strumenti tradizionali, vengono registrati con il magnetofono (registratore a nastro), immagazzinati e successivamente elaborati e denaturati mediante varie tecniche di montaggio. Al contrario la musica elettronica pura si avvale soltanto di suoni generati direttamente dalle apparecchiature elettroacustiche, nelle quali le vibrazioni elettriche divengono vibrazioni sonore. I suoni che ne derivano sono dunque totalmente nuovi, sintetici.

ASCOLTO

Symphonie pour un homme seul (Schaeffer e Henry, 1949

Pierre Henry (1927). Ha studiato al conservatorio di Parigi con N. Boulanger e O. Messiaen. Compositore e percussionista, è noto soprattutto per il contributo dato agli esperimenti di musica concreta  accostati agli strumenti tradizionali. Da ricordare Symphonie pour un homme seul (1950) e l’opera Orphée (1951), che hanno influenzato la sua produzione successiva.

ASCOLTO

“Variations pour une porte et un soupir”  (Philips, 1964)

Luc Ferrari (1929 – 2005) è stato un compositore francese.

Ferrari è nato a Parigi e ha studiato pianoforte con Alfred Cortot, analisi musicale con Olivier Messiaen e composizione con Arthur Honegger. I suoi primi lavori sono liberamente atonali.

Nel 1954 Ferrari va negli Stati Uniti dove incontra Edgard Varèse, del quale aveva sentito alla radio Déserts, opera che lo aveva notevolmente impressionato. Fu infatti questa composizione ad ispirare Ferrari nell’uso del nastro magnetico per le proprie musiche.

Nel 1958 fonda con Pierre Schaeffer e François-Bernard Mâche il Groupe des Recherche Musicales. Ha insegnato presso svariate istituzioni in tutto il mondo, lavorando anche per il cinema, il teatro, la radio.

Nei primi anni Sessanta Ferrari inizia a lavorare sul suo Hétérozygote, un pezzo per nastro magnetico. L’uso di suoni ambientali è finalizzato a suggerire una drammatizzazione narrativa. L’impiego di registrazioni ambientali divenne tratto distintivo del linguaggio musicale di Ferrari. In quegli anni teorizza la musica aneddotica: ponendo le sue radici nella musica concreta, Ferrari mette in risalto l’aspetto aneddotico e narrativo dei suoni registrati.

Una delle composizioni di Ferrari, Presque rien No. 1 “Le Lever du jour au bord de la mer” (1970) è considerato un classico del suo genere. Per questo lavoro Ferrari registra una giornata di suoni ambientali su una spiaggia jugoslava, da cui trae un pezzo di ventuno minuti. È stato visto come un’affermazione del pensiero di John Cage, secondo il quale la musica è sempre attorno a noi, e se solo ci fermiamo ad ascoltarla possiamo capirlo.

Nel 1982 collabora con Piotr Kamler per la colonna sonora del film surrealista Chronopolis.

Ferrari ha continuato a scrivere musica strumentale oltre a quella per nastro magnetico. Ha realizzato numerosi documentari su compositori contemporanei, inclusi Olivier Messiaen e Karlheinz Stockhausen.

ASCOLTO

Ferrari, Luc – Hétérozygote – 1963-64 (1/2)

Discografia essenziale

Oltre a l’ “Œuvre Musicale” (INA-GRM 1990) di Pierre Schaeffer, ascolto fondamentale per chi voglia approfondire lo studio della musica concreta, sono da conoscere alcune opere capitali del suo collaboratore Pierre Henry (1927-). Almeno: “Variations pour une porte et un soupir”  (Philips, 1964), “Symphonie Pour Un Homme Seu”l (Philips, 1972), scritta a quattro mani con Schaeffer, “Messe pour le temp present / Reine Verte” (Philips, 1978).

Della sterminata discografia di Karlheinz Stockhausen (1928-), “Konkrete Und Elektronische Musik” (Stockhausen German) potrebbe costituire un buon punto di partenza, mentre per la fase elettronica fondamentali sono gli “Hymnem” (1969).

Un altro autore da cui non si può prescindere quando si parla di musica concreta è Edgar Varese (1883- 1965), di cui la Decca ha di recente pubblicato una opera omnia (“Edgard Varèse : The Complete Works”, 1998).

Nel 2002 l’etichetta Sub Rosa ha dato alle stampe un doppio cd intitolato “An Anthology of Noise & Electronic Music: First A Chronology, Vol. 1” (Sub Rosa, 2002), che ripercorre le tappe storiche fondamentali dell’utilizzo del rumore e dell’elettronica nella storia della musica. I due estremi cronologici sono gli intonarumori di Antonio e Luigi Russolo e il rock commisto all’avanguardia di Sonic Youth ed Einsturzende Neubauten.

Nel volume secondo invece (“An Anthology of Noise & Electronic Music, Vol.2” Sub Rosa, 2003), si da maggiore attenzione agli sviluppi contemporanei della musica elettronica. Le note del libretto sono curate da Karlheinz Stockhausen, a conferma di come la musica concreta abbia contribuito massicciamente ad abbattere le barriere tra musica colta e musica cosiddetta “popolare”.



Categorie:P06- Musica del secolo breve- Elettronica

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