Non chiederti chi era veramente Lou Reed, ascolta la sua musica

Lou Reed

Non chiederti chi era veramente

Lou Reed, ascolta le sue canzoni

“Portare la sensibilità della letteratura nella musica rock”

“I miei dischi si possono leggere come il Grande Racconto Americano, ogni album un capitolo, in ordine cronologico”, così ha scritto una volta Lou Reed, che ci ha lasciato, a 71 anni. La notizia della sua morte  è riportata sul sito della rivista Rolling Stone. Non è ancora stata resa nota la causa della morte, ma a maggio il rocker era stato sottoposto a un trapianto di fegato. Lou Reed ha inventato – con la fondamentale collaborazione di John Cale – un nuovo mondo musicale facendo collidere rock ed avanguardia in piena era “flower power”. Se musicalmente è partito dal doo -wop e dal Rock and roll, nei suoi testi la prima e più duratura influenza è quella del poeta Delmore Schwartz. A metà degli anni Sessanta incontrò il musicista gallese John Cale, violista di formazione classica che studiava col compositore minimalista La Monte Young. Nacquero i Primitives, nucleo essenziale di quelli che diventeranno poi i Velvet Underground. Era il 1967, gli altri inneggiavano a peace & love, lui recitava la sua ode all’eroina («it’s my wife and it’s my life», Heroin) e allo spacciatore («Ìm waiting for my man, got 26 dollars in my hand», Waitin for the man).

La sua “Walk on the Wild Side” fu il manifesto di una generazione. Il Wild Side era praticamente un inferno:

Holly viene da Miami (Florida)
In autostop attraverso gli USA
Sfoltendo le sue sopracciglia per strada
Depilandosi le gambe lui diventò lei
Lei dice, Hey bambino
Fatti un giro nella zona selvaggia
Lei disse, hei dolcezza
Fatti un giro nella zona selvaggia

[ …]

Jackie é completamente fatta
Per un giorno pensava di essere James Dean
Allora ho capito che presto si sarebbe schiantata
Il Valium l’avrebbe aiutata
Diceva, Hey bambino
Fatti un giro nella zona selvaggia
Dicevo, Hey dolcezza
Fatti un giro nella zona selvaggia
E le ragazze di colore fanno do doo do doo..

Tra gli altri classici di Lou Reed,  “Perfect Day” e “Sunday Morning”.

L’elettroshock per curare la bisessualità

Louis Allen Reed, questo il suo vero nome, nasce il 2 marzo del 1942 a Brooklyn. Una vita difficile: c’è la musica ma anche la droga. Non solo. Nel 1956, ancora adolescente, Reed viene sottoposto a una terapia di elettroshock per “curare” la sua bisessualità. Una esperienza sconvolgente che l’icona del rock racconterà nella canzone Kill Your Sons (1974). Alla fine del 1960 Reed iniziò a frequentare la Syracuse University, studiando giornalismo, regia cinematografica, e scrittura creativa. Nel 1961 iniziò a condurre un programma radiofonico notturno alla stazione radio Waer, chiamato “Excursions On A Wobbly Rail.” Nel corso della trasmissione, Reed trasmetteva doo wop, rhythm and blues e jazz, in particolare brani free jazz. Si laureò nel 1964. “Portare la sensibilità della letteratura nella musica rock” diventa il suo obiettivo.

La Pop Music diventa Pop Art

Andy Warhol and Lou Reed

Andy Warhol e Lou Reed

Il suo ingresso tra i pilastri del rock avviene con la fondazione dei Velvet Underground nel 1966, insieme ad Andy Warhol.

Il famoso album con la banana in copertina arriva nel 1967, si chiama The Velvet Underground & Nico, ed è prodotto da Andy Warhol. Nel ‘68 esce White Light/White Heat.

Nel 1966, l’anno in cui iniziano a lavorare a questo album, i Velvet Underground si guadagnano fama di band tra le più oltraggiose della scena newyorkese. Le loro sonorità cupe e avanguardistiche, quasi al limite della sopportabilità acustica, sono indigeribili per l’industria discografica dell’epoca e a Lou Reed, Sterling Morrison, John Cale, Maureen Tucker non resta che l’attività “underground”. Si esibiscono al Café Bizarre, nel Greenwich Village, ma i loro testi vengono giudicati troppo scandalosi.

Una sera, nonostante un esplicito divieto, eseguono il pezzo “Black Angel’s Death Song” e vengono immediatamente licenziati.Quella notte, però, troveranno tra il pubblico un nuovo fan: Andy Warhol. Sarà proprio il maestro della pop-art a lanciarli in una performance multimediale intitolata “The Exploding Plastic Inevitable“. Naturale evoluzione dell'”Andy Warhol Up-Tight“, l'”Exploding Plastic Inevitable” ha un impatto sonoro e visivo devastante: i testi associano sadomasochismo e immagini in libera associazione. I protagonisti (un’équipe di dodici persone) sfilano sul palco con fruste e stivali di pelle, enormi torce elettriche, siringhe ipodermiche, bilanceri e croci di legno. Filtri di gelatina di differenti colori sopra le lenti trasformano le immagini di vecchi film in una diabolica giostra colorata.

Tutto viene fuso insieme in un’estasi di isteria collettiva, in un rituale edonistico in cui i fantasmi della droga, dell’emarginazione, dell’alienazione, del crimine e della paranoia vengono trasfigurati in arte ed esorcizzati. Questi surreali show diventano la principale attrazione della scena underground della Grande Mela. I tempi sono maturi per l’album “The Velvet Underground & Nico“.

Registrato nella seconda metà del 1966 e pubblicato nel 1967, il disco si avvaleva della supervisione “estetica” di Warhol, autore della celebre banana in copertina (che nelle edizioni originali dell’album poteva anche essere sbucciata, essendo la buccia una pellicola adesiva). Fu Warhol a imporre ai Velvet Underground la sua pupilla Nico, bionda valchiria tedesca dal registro vocale spettrale e con un passato di modella e attrice (un’apparizione nella “Dolce Vita”), che avrebbe poi intrapreso una magica carriera solista sponsorizzata da John Cale.

The Velvet Underground & Nico” è il primo album che riesce a mescolare insieme rock e blues, psichedelia e avanguardia. Un lavoro che trae lezione dal passato per proiettarsi idealmente nel futuro entrando a pieno titolo tra le pietre miliari del rock. La reale decomposizione del rock, le sinestesie artistico-musicali, le storie violentemente urbane e letterarie dei testi ne fanno un’opera unica.

Ma è a Londra che nel 1970 incide il suo primo album solista Lou Reed, anche se i Velvet Undergroud si riuniranno poi nel 1993 per un grande tour mondiale. A Londra nei primi anni ‘70 incontra David Bowie e nasce la loro collaborazione. Con Bowie inizia anche la trasformazione con il look glam del 1972, da cui nasce Transformer che lo lancia facendolo diventare un idolo.

Una continua reinvenzione

Del 1973 è il suo capolavoro maledetto, Berlin, che parla di una coppia di tossicodipendenti. Nella sua lunga carriera, fatta di colpi di scena, nel 2000 esce con Ecstasy che ricorda il Lou Reed degli anni Settanta.

Tra gli ultimi lavori The Raven, del 2003, tratto dalle poesie di Edgar Alla Poe. Nell’aprile 2008 si è sposato con una cerimonia privata in Colorado con la compagna Laurie Anderson. La sua carriera, proseguita come solista a partire dagli anni Settanta, ha imboccato diverse strade. Il suo ultimo album, Lulu, in collaborazione con i Metallica, è uscito nell’ottobre 2011.

Il 1 luglio 2013, stando a quanto riferito dal New York Post, Lou Reed è stato ricoverato d’urgenza in un ospedale di Long Island, a New York, il Southampton Hospital, per una acuta forma di disidratazione. Nel maggio precedente, Reed si era sottoposto ad un trapianto di fegato.

Metal Machine Music

Lou Reed si è raccontato nelle interviste di Legs McNeil e Gillian McCain nel libro “Please Kill Me”, caratterizzandosi soprattutto per l’(ab)uso di droghe e alcol. Non è un caso che uno dei critici più osannati, ovvero Lester Bangs, parlando di “Metal Machine Music”, album del 1975 che spiazzò tutti per la sua elettronica, l’uso di synth e distorsioni e la totale assenza di cantato scriva: “Quando ti svegli al mattino con la peggiore sbronza della tua vita, “Metal Machine Music” è la medicina migliore. Perché appena apri gli occhi sei così distrutto (ancora ubriaco) che non ti fa neanche ancora male, quindi potete mettere immediatamente su quest’album, non solo per pulire la vostra testa da tutta quella merda, ma per prepararvi a tutto quello che v’aspetta per il resto del giorno”.

A.DeL.



Categorie:P07- Musica del secolo breve- Dal blues al rock e oltre, R09- Popular Culture, Y01- Corsivi Fatti e Opinioni

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