Letteratura israeliana: David Grossman, Vedi alla voce: amore (Ayen erekh—ahavah), 1986

Letteratura israeliana contemporanea: David Grossman, Vedi alla voce: amore  (Ayen erekh—ahavah), 1986

David Grossman, Vedi alla voce: amore, tr. it. di G. Sciloni, prefazione di Paolo Mauri, 1988 (1986, Ayen erekh—ahavah), Einaudi, Torino 1999, 2003 e 2007

Il libro

«L’arbitrio di una forza esterna che irrompe con violenza nella vita di un uomo, di un’anima, è il tema ricorrente in quasi ogni mio libro. In Vedi alla voce: amore era il nazismo». Con queste parole David Grossman fornisce la chiave di lettura di un romanzo complesso, di rara intensità, che ha come argomento l’olocausto. Nella prefazione, Paolo Mauri scrive: «L’enorme letteratura sull’Olocausto si può dividere, molto approssimativamente, in due grandi filoni: quello che mostra la Cosa e quello che, la Cosa, la interroga. Nel primo caso l’esibizione (ben diversa dalla fredda documentazione che, per esempio, si può vedere oggi in quelli che furono i lager) è simile alla pornografia. Si mostra l’orrore come si mostra la carne e il lettore si trasforma in un voyeur dell’orrore. […] Il secondo filone, [è] quello che la Cosa la interroga, senza tacerne i dettagli significativi, ma senza sentire il bisogno di mostrarla». In questo filone «la Cosa viene esplorata nella facce della gente, nelle parole: anch’esse così normali da far più orrore di un mostro vero e proprio; viene ricostruita nei ricordi dei superstiti (vittime e assassini), anch’essi così comuni e pieni – parlo delle vittime – di dolore e di lacrime da far pensare: ma come è potuto accadere così normalmente

Vedi alla voce: amore appartiene certamente a questo secondo filone. Il romanzo è articolato in quattro grandi sezioni: nella prima si approfondisce il rapporto fra l’olocausto, come vissuto dai superstiti, e l’infanzia, i “figli dell’olocausto”. Nelle sezioni successive, il protagonista della prima sezione, il bambino Shlomo-Momik, cresciuto ricostruisce il pensiero di un grande scrittore ebreo da lui particolarmente ammirato-amato, Bruno Schulz, e poi, attraverso i racconti del nonno, a sua volta scrittore di fiabe per l’infanzia, si interroga sul senso e lo svolgersi dell’arbitrio della forza esterna rappresentata dal nazismo che, nel suo irrompere con violenza, condiziona e corrompe la vita dell’uomo: dell’uomo vittima, dell’uomo assassino, dell’uomo testimone, dell’uomo come espressione vivente dell’anima: l’olocausto.

Il romanzo è un un viaggio fantastico nell’immane tragedia dell’Olocausto rivissuta attraverso la sensibilità dei protagonisti. Un mondo segnato dal dolore e dalla distruzione che cerca di reinventare con la forza dell’immaginazione la realtà della vita. “Vedi alla voce: amore racconta di una storia perduta, andata in frantumi. Molti personaggi sono alla ricerca di un racconto, spesso di una fiaba, perché, raccontandola ancora, possano tornare alla vita. Non vogliono raccontare una storia da bambini per ingenuità – in loro non c’è più innocenza – bensì per mantenere la propria umanità e forse un pizzico di nobiltà. Per credere nella possibilità di essere bambini in questo mondo e porsi così di fronte al cinismo assoluto. Raccontando quella storia con gli occhi di un bambino possono raccogliere brandelli di identità e ricomporre i cocci di un mondo distrutto…” (David Grossman)

L’autore

David Grossman, (Gerusalemme, 1954), è uno scrittore e saggista israeliano. È autore di romanzi, saggi e letteratura per bambini, ragazzi e adulti, i cui libri sono stati tradotti in numerose lingue.

Grossman ha studiato filosofia e teatro all’Università Ebraica di Gerusalemme. Ha lavorato come corrispondente e come attore radiofonico per la radio Kol Israel, il servizio radiofonico di stato israeliano ed è stato uno dei presentatori del programma hatul be-saq, “Gatto nel sacco”), un programma per bambini trasmesso dal 1970 al 1984. Nello stesso programma fu trasmesso, sotto forma di dramma radiofonico, il suo libro Il duello. Insieme a Dani Eldar, ha condotto la popolare serie radiofonica Stutz (in Yiddish: “che può accadere”). Nel 1984 ha vinto il Premio del Primo Ministro per il Lavoro Creativo.

David Grossman è considerato tra i più grandi scrittori e romanzieri contemporanei, noto per il suo stile semplice ed avvincente. Il vento giallo, il suo efficace saggio sulla popolazione palestinese nei territori occupati dagli israeliani in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, è stato accolto con calore all’estero e ha innescato dibattiti e polemiche nel suo paese.

Tra i suoi libri di maggior successo vanno ricordati Qualcuno con cui correre e Ci sono bambini a zig zag, storie che se lette superficialmente possono sembrare destinate ad un pubblico di giovanissimi, sebbene tocchino temi profondi e universali.

Di forma decisamente più sperimentale sono invece altri romanzi, come Che tu sia per me il coltello o Vedi alla voce: amore; quest’ultimo in particolare, considerato il suo capolavoro, è un’opera dalla complessa architettura e dalla grande originalità stilistica, che attraverso mezzi espressivi inusuali, salti temporali, viaggi fantastici e personaggi singolari, racconta la Shoah vista dagli occhi e dalla fantasia di un bambino figlio di sopravvissuti.

Come gran parte degli israeliani, Grossman ha sostenuto Israele durante la guerra israelo-libanese del 2006, ma il 10 agosto 2006, insieme agli autori Amos Oz e Abraham Yehoshua, ha parlato durante una conferenza stampa chiedendo al governo di trovare un accordo per un cessate il fuoco come base per negoziati che portassero a una soluzione concordata, definendo ulteriori azioni militari come “pericolose e controproducenti” ed esprimendo preoccupazione per il governo libanese.

Due giorni dopo, suo figlio Uri, di 20 anni, militare di leva nella guerra in questione, è stato ucciso da un missile anticarro durante un’operazione delle Forze di Difesa Israeliane nel sud del Libano volta a massimizzare quanto ottenuto contro Hezbollah poco prima del cessate il fuoco imposto dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

 

Bibliografia

Narrativa

Il duello, tr. it. di Daria Merlo, illustrazioni di Alessandro Sanna, a cura di Mirella Zocchi, 2001 (1982, Du-krav)

Il sorriso dell’agnello, tr. it. di Gaio Sciloni, 1994 (Hiyukh ha-gedi)

Vedi alla voce: amore, tr. it. di G. Sciloni, prefazione di Paolo Mauri, 1988 (1986, Ayen erekh—ahavah)

Il giardino d’infanzia di Riki, tr. it. di Gabriella Steindler Moscati, 1990 (1988, teatro)

Il libro della grammatica interiore, tr. it. di Sarah Kaminski e Elena Loewenthal, 1992 (Sefer ha-dikduk ha-penimi)

Ci sono bambini a zig-zag, tr. it. di S. Kaminski e E. Loewenthal, 1996 (Yesh yeladim zigzag)

Che tu sia per me il coltello, tr. it. di Alessandra Shomroni, 1999 (She-tihyi li ha-sakin)

Qualcuno con cui correre, tr. it. di A. Shomroni, 2002 (Mishehu laruts ito)

L’uomo che corre, tr. it. di Alessandro Guetta, Milano: Leonardo, 1994 poi Mondadori 2002 (1983, Ratz)

Col corpo capisco, tr. it. di A. Shomroni, 2004 (2003 Ba-guf ani mevinah: tsemed novelot)

A un cerbiatto somiglia il mio amore, tr. it. di A. Shomroni, 2009 (2008, Isha borachat mibsora)

Libri per bambini

Le avventure di Itamar, tr. it. di Giorgio Voghera, illustrazioni di Federico Maggioni, 1991

Un milione di anni fa, tr. it. di Angela Ragusa, illustrazioni di Lee Joung Mee, 1998 e illustrazioni di Giulia Orecchia, 2010

Un bambino e il suo papà, tr. it. di E. Loewenthal e G. Voghera, illustrazioni di Barbara Nascimbeni, 1999

Buonanotte giraffa, tr. it. di Daria Merlo, illustrazioni di Katja Gehrmann, 2001

Itamar va a caccia di sogni, tr. it. di E. Loewenthal, illustrazioni di Manuela Santini, 2001 (1990, Itamar Tzayad Hachalomot)

Itamar passeggia sulle pareti, tr. it. di E. Loewenthal, 2001 (1986)

Itamar e il cappello magico, tr. it. di E. Loewenthal, illustrazioni di Barbara Nascimbeni, 2005 (1992, Itamar Ve-Kova Ha-Ksamim Ha-Shahor)

Itamar il grande, a cura di Monica Floreale, Torino: Einaudi, 2007

La lingua speciale di Uri, tr. it. e adattamento di Bianca Pitzorno, illustrazioni di Manuela Santini, 2007 (1990, Ha-Safah Ha-Miuhedet Shel Uri)

Ruti vuole dormire e altre storie, tr. it. di Alessandro Shomroni, Milano: Mondadori 2010

Saggi

La guerra che non si può vincere: cronache dal conflitto tra israeliani e palestinesi, a cura di Efrat Lev, tr. it. di A. Shomroni, 1984

Il vento giallo, tr. it. di G. Sciloni, 1988 (1987, Zeman ha-tsahov)

Un popolo invisibile. I palestinesi d’Israele, tr. it. di Sarah Kaminski e Elena Loewenthal, 1993 (1992, Nokhehim Nifkadim)

Non possiamo ancora parlare di conciliazione, per il cinquantenario della liberazione di Auschwitz: che cosa significa questa giornata per i successori delle vittime e per gli eredi dei colpevoli?, 1995 tradotto dalla prima pagina di die Zeit, n. 5, 27 gennaio 1995

La memoria della Shoah (intervista di Mattero Bellinelli), Bellinzona: Casagrande, 2000

Il miele del leone: il mito di Sansone, tr. it. di A. Shomroni, Rizzoli, 2005 (2005, Dvash arayiot)

L’anima di Israele, spunti per una riflessione: eulogia funebre per il figlio Uri, Milano: Ponte azzurro, 2006

Con gli occhi del nemico. Raccontare la pace in un paese in guerra, tr. it. di Elena Loewenthal e Alessandra Shomroni, 2007

Costruire ponti per la pace: una conversazione con Gad Lerner e un’antologia di testi, Casale Monferrato: Sonda,

Il linguaggio del singolo e il linguaggio della massa: in apertura del “Festival internazionale di letteratura” di Berlino, Firenze: Regione Toscana, 2008



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