Caucaso: Azerbaigian

Caucaso: Azerbaigian

Azerbaigian

LAzerbaigian (pronuncia con l’accento sull’ultima sillaba: [addzerbai’dʒan]; in azero Azərbaycan, in persiano Azerbāijān [azærbai’dʒaːn], in russo: Азербайджан[?] traslitt. Azerbajdžan [ɐzʲərbɐɪ’dʒan][4]), ufficialmente Repubblica dell’Azerbaigian (in azero Azərbaycan Respublikası), è uno Stato situato nella regione del Caucaso.

Ricco di petrolio, il paese è situato nell’Asia transcaucasica, a sud dello spartiacque montuoso che lo separa convenzionalmente dall’Europa. Confina con il Mar Caspio a est, con la Russia a nord, la Turchia a ovest, la Georgia a nord-ovest, l’Armenia a ovest e l’Iran a sud.

Al pari di Cipro, dal punto di vista geografico lo stato azero non è uno stato europeo, ma spesso viene compreso tra gli Stati europei in ragione di considerazioni storiche e culturali. L’Azerbaigian è membro del Consiglio d’Europa, dell’Unione Europea di Radiodiffusione (EBU) e ha ospitato l’edizione 2012 dell’Eurovision Song Contest.

La Repubblica Autonoma di Nakhchivan (un’exclave dell’Azerbaigian) confina con l’Armenia a Nord e a Est, con l’Iran a Sud e a Ovest e con la Turchia nel Nord-Ovest. La regione del Nagorno-Karabakh, già in precedenza Oblast Autonomo del Nagorno Karabakh, si è dichiarata indipendente nel 1991. Al termine della Guerra del Nagorno-Karabakh nel 1994 sette province dell’Azerbaigian sudoccidentale sono state conquistate delle forze armene e sono rientrate nel territorio della repubblica del Nagorno Karabakh.[5] Il territorio del paese comprende anche alcune isole nel Mar Caspio con l’area totale di trenta chilometri quadrati.

L’Azerbaigian è una repubblica laica; è il paese più grande del Caucaso sia per superficie sia per popolazione. È anche uno dei fondatori della Comunità degli Stati Indipendenti, GUAM ed è membro del Consiglio d’Europa dal 2001. Ha una missione permanente nell’Unione europea e ospita anche una missione della Commissione europea.

La lingua ufficiale è l’azero.

Toponimo

Diverse fonti ipotizzano differenti origini dell’Azerbaigian. Alcuni ipotizzano che in passato fosse chiamato Albania caucasica (nessun riferimento con l’Albania attuale) e fosse popolato da genti di antenati dei Turchi Oguz – un’antica branca turca, cui appartennero anche i Selgiuchidi e gli Ottomani. Questo territorio dopo la conquista di Alessandro Magno venne assegnato al satrapo Atropate, e assunse il nome di Atropatene. Con questo nome fu conosciuto dagli arabi, che però lo pronunciavano Adhurbadhagan.

Il toponimo Azerbaigian è una composizione di 3 parole di origine turca. Oder-bey-can. Od (fuoco)-er(guerriero) indica “guerrieri di fuoco”, bey è un titolo nobile usato ancora oggi tra le popolazioni di origine turca anche come segno di rispetto verso l’interlocutore, equivalente al “signor” in italiano, can significa “anima”. Dunque il significato del nome completo sarebbe “l’anima dei nobili guerrieri del fuoco (sacro)” in quanto in Azerbaigian il fuoco è un culto sacro ereditato dallo zoroastrismo inizialmente nato in Azerbaigian, poi diffuso in altri territori, infine diventato religione ufficiale della Persia. Il culto del fuoco è legato ai fenomeni naturali di petrolio e gas, la ricchezza principale del paese. Ai tempi antichi, gli adoratori del culto del fuoco sacro arrivavano dall’India per visitare i templi di Baku – capitale dell’Azerbaigian. Ad oggi ci sono ancora 2 luoghi considerati sacri per il loro legame col culto del fuoco sacro a Baku: Yanar dag (monte che brucia) dove c’è un fuoco incessante grazie al gas che fuoriesce dal monte. Atesgah – il tempio del fuoco sacro, sempre un luogo costruito su un giacimento di gas col fuoco incessante. Questo incessante culto del fuoco ha portato al soprannome di “Land of fire” (la terra del fuoco).

Storia

Le prime tracce della presenza dell’uomo nel territorio dell’Azerbaigian risalgono all’Età della Pietra e sono legate alla cultura Quruçay della Grotta Azykh. Reperti del Paleolitico Superiore, in particolare di epoca musteriana, sono stati trovati nelle grotte di Tağlar, Damcili, Zar e Yataq-yeri. I ritrovamenti di frammenti di brocche di vino secco nelle necropoli della Leylatepe e Sarytepe testimoniano l’attività agricola dell’Età del Bronzo.

Tutto il Caucaso meridionale fu conquistato dagli Achemenidi intorno al 550 a.C., il che comportò la diffusione dello Zoroastrismo in questa parte dell’Impero dei Medi. Dopo la conquista da parte di Alessandro Magno, i Seleucidi che ereditarono il Caucaso, si ritirarono sotto la pressione di Roma e dei Greci secessionisti in Battria.

Nel I secolo a.C. gli Albanesi caucasici, abitanti autoctoni dell’Azerbaigian, fondarono un loro regno. Il regno rimase indipendente finché i Sasanidi lo resero uno stato vassallo nel 252. Il re albanese caucasico Urnayr ufficialmente dichiarò il Cristianesimo religione di stato nel IV secolo, e l’Albania caucasica rimase un paese cristiano fino all’VIII secolo. La costa del Mar Caspio rimase sotto il controllo romano dal I secolo fino al 387, quando l’Impero dei Sasanidi di Persia stabilì il suo dominio sulla regione. Le iscrizioni romane ritrovate sulle rocce del Gobustan testimoniano la presenza della Legione XII Fulminata presumibilmente ai tempi di Domiziano. Nonostante le numerose conquiste dei Sasanidi e dei Bizantini un piccolo stato albanese indipendente sopravvisse fino al IX secolo.

Dopo la caduta dei Sasanidi per opera degli Arabi, l’Albania caucasica divenne un paese vassallo e dopo la resistenza cristiana guidata dal Principe Javanshir, lo stato fu distrutto nel 667 e gli albanesi convertiti all’islam.

Con il declino del Califfato degli Abbasidi, il territorio dell’Azerbaigian passò sotto il dominio di diverse dinastie come Salaridi, Sagidi, Shaddadidi, Rawandidi e Buyidi.

Localmente i possedimenti del successivo Impero dei Selgiuchidi venivano controllati dagli atabeg, vassalli dei sultani selgiuchidi. Sotto i Selgiuchidi poeti come Nizami Ganjavi e Khagani Shirvani crearono le loro opere ancora oggi apprezzate in Azerbaigian. Successivamente a governare l’Azerbaigian fu lo stato degli Jalayiridi che cadde a seguito della conquista di Tamerlano. La dinastia locale azera degli Shirvanshakh costituì uno stato vassallo dell’Impero di Tamerlano che appoggiò, durante la guerra contro il governatore del Khanato dell’Orda d’Oro, il Tokhtamysh. La morte di Tamerlano diede origine a due Stati: Kara Koyunlu e Ak Koyunlu con i quali iniziò un periodo significativo per l’affermazione dello spirito nazionale ed unione storica di tutti i territori autentici dell’Azerbaigian. Fino alla sua morte il sultano degli Ak Koyunlu, Uzun Hasan, governò tutto il territorio dell’Azerbaigian. Il regno successivamente passò alla dinastia degli Shirvanshakhi che mantennero l’autonomia dall’ 861 fino al 1539.

Gli Shirvanshakhi, combattuti dai Safavidi discendenti di Uzun Hasan Ak koyunlu, imposero l’Islam sciita alla popolazione che prima praticava l’Islam sunnita contrapponendosi all’Impero ottomano.
Dopo la caduta dei Safavidi il paese si spezzò e sul territorio furono creati alcuni khanati indipendenti. Dopo un periodo di frequenti guerre i khanati sono stati occupati dall’Impero Russo. Con l’accordo di Turkmenchay, il territorio dell’Azerbaigian è stato diviso tra la Russia e la Persia. La Persia riconobbe alla Russia i khanati Erivan (oggi capitale dell’Armenia), Nakchivan ed il resto del Talysh. Tabriz, Ardebil ed Urmia divennero parte della Persia (le province dell’Azerbaigian Orientale, Azerbaigian Occidentale ed Ardebil dell’Iran odierno). Dopo il collasso dell’Impero Russo al termine della prima guerra mondiale, l’Azerbaigian insieme con Armenia e Georgia crearono la Repubblica Federativa Democratica di Transcaucasia. Quando la Repubblica venne sciolta nel maggio del 1918, l’Azerbaigian dichiarò la propria indipendenza e fu creata la Repubblica Democratica dell’Azerbaigian. La RDA fu la prima Repubblica parlamentare musulmana nel mondo, ma ebbe termine dopo appena due anni, quando l’Armata Rossa invase Baku nel marzo del 1922. Così l’Azerbaigian, con Armenia e Georgia, divenne parte della RSSF Transcaucasica, uno Stato federato de jure nell’URSS, de facto nuovamente occupati dalla Russia. Nel 1936 la RSSF Transcaucasica fu divisa in tre repubbliche fra le quali anche la RSS Azera.

Durante la seconda guerra mondiale la RSS dell’Azerbaigian fornì la maggior parte del petrolio utilizzato dall’Unione Sovietica nella guerra contro la Germania nazista. I tedeschi tentarono alcune volte l’occupazione di Baku per avere il controllo del petrolio azero (Operazione Edelweiss gestita direttamente da Hitler), ma tutti i tentativi fallirono grazie alla resistenza dell’esercito sovietico.

A seguito della politica di glasnost’ iniziata dal segretario generale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica Michail Gorbačëv, ebbero inizio disordini economici, politici e scontri etnici, in particolare nella Regione del Nagorno-Karabakh. Le manifestazioni per l’indipendenza a Baku furono soffocate nella violenza. Nel gennaio del 1990 l’esercito entrò nella capitale sparando contro i manifestanti. Il numero ufficiale delle vittime fu di 130 morti e 700 feriti, non ufficialmente si parla di migliaia di morti. Il 20 gennaio 1990 entrò nella storia moderna dell’Azerbaigian come il gennaio nero.

Il 30 agosto 1991 il Soviet Supremo azero votò una risoluzione per il distacco dall’Unione Sovietica ed il successivo 18 ottobre l’Azerbaigian dichiarò ufficialmente la propria indipendenza, i cui primi anni furono funestati dall’inizio della Guerra del Nagorno-Karabakh (gennaio 1992) conclusasi con l’Accordo di Bishkek nel 1994. Alla fine della guerra nel 1994 l’Azerbaigian perse un sesto del suo territorio che comprende la Regione del Nagorno-Karabakh ed altre 7 province.[6] Come conseguenza della guerra del Nagorno-Karabakh un azero su otto è diventato un rifugiato.[7]

Il 15 giugno 1993, a seguito delle dimissioni del Presidente Abülfaz Elçibay, l’ex primo segretario del Partito Comunista Azero Heydar Aliyev venne eletto come nuovo presidente. L’andamento negativo del conflitto (che era costato le dimissioni del predecessore Elçibay) spinge Aliyev a concordare un accordo di cessate-il-fuoco che, a fatica, dura fino ad oggi. Nei primi anni del suo governo riuscì anche ad abbassare sostanzialmente il tasso di disoccupazione rimettendo in moto l’economia quasi distrutta dopo la guerra del Nagorno-Karabakh. Nel 1998 Heydar Aliyev fu rieletto per la seconda volta. Nonostante l’esplorazione di nuovi giacimenti petroliferi, il suo governo perde popolarità soprattutto a causa di brogli elettorali, corruzione diffusa e del suo regime autoritario. Le stesse critiche vennero avanzate anche in occasione delle successive elezioni presidenziali quando Ilham Aliyev venne eletto presidente, dopo la morte del padre Heydar nel 2003 e quindi riconfermato nel 2008.

Geografia

Il monte Bazardüzü visto dal monte Shahdagh

Lo stato si estende su una superficie di 86 600 km². È collocato alle pendici del Caucaso Meridionale; la parte più densamente abitata del territorio si estende intorno alla valle del fiume Kuma che sfocia nel Mar Caspio, su cui si affaccia tutta la parte orientale dell’Azerbaigian. Il paese confina a Nord con Russia e Georgia, a Ovest con Armenia e a Sud con l’Iran. La Repubblica Autonoma di Nakhchivan è racchiusa tra Armenia e Iran. La capitale è Baku, mentre un’importante città è Ganja.

Controversa è la questione se l’Azerbaigian possa essere considerato un paese transcontinentale a cavallo tra l’Asia e l’Europa. Considerando la depressione del Kuma-Manych come confine tra Europa ed Asia, tutto il territorio dell’Azerbaigian ricadrebbe infatti nel continente asiatico, mentre nel caso si ponga tale confine lungo lo spartiacque caucasico oppure sulla linea dei fiumi Kura e Rioni, allora parte del territorio azero ricadrebbe anche in Europa.

Lo Stato dell’Azerbaigian è prevalentemente montuoso.

Clima

Gli inverni sono protetti dalle influenze polari dal Grande Caucaso, mentre le estati sono molto calde man mano che ci si allontana dal Mar Caspio. L’autunno invece verso Sud dove c’è la capitale è molto piovoso, mentre il resto del paese ha un clima gradevole.

Popolazione

La popolazione dell’Azerbaigian è di circa 9.164.600 di abitanti (2011).[8]

Etnie

La popolazione è composta principalmente da Azeri (92,2% del totale), con una componente di circa 11.000 Gekad.

Lingue

La lingua ufficiale è l’azero, una lingua turca scritta in Azerbaigian con l’alfabeto latino, che ha sostituito quello cirillico. Vi è una piccola minoranza di madrelingua lingua russa (3,5%), lezgi (1,9%) nel Nord del paese e taliscio (1,8%).

Ovviamente, come eredità del periodo sovietico, gran parte della popolazione azera parla correntemente il russo, considerato anche la lingua delle classi più abbienti.

Politica

La struttura del sistema politico azero è stata ridefinita con l’adozione di una nuova Costituzione il 12 novembre 1995. Ai sensi dell’articolo 23 della Costituzione, i simboli di stato della Repubblica di Azerbaigian sono la bandiera, lo stemma e l’inno nazionale. Il potere statale in Azerbaigian è limitato solo dalla legge per questioni interne, ma per gli affari internazionali è ulteriormente limitato dalle disposizioni di accordi internazionali sottoscritti e ratificati dal Paese.

Il governo dell’Azerbaigian si basa sulla separazione dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario. Il potere legislativo è detenuto dalla Assemblea Nazionale unicamerale. Dato il particolare status di autonomia del Nakchivan, poteri simili all’Assemblea Nazionale sono attribuiti alla sua Assemblea Autonoma della repubblica del Nakhchivan. Le elezioni parlamentari si svolgono ogni cinque anni, la prima domenica del mese di novembre. Il Yeni Azerbaijan Party (partito del Nuovo Azerbaijan), formalmente indipendente ma fedele al Presidente in carica, attualmente occupa quasi tutti i 125 seggi del Parlamento. Durante le elezioni parlamentari del 2010 i partiti di opposizione, Musavat e Partito del Fronte Popolare, non sono riusciti a conquistare nemmeno un seggio. Osservatori europei e la missione dell’OSCE/ODIHR hanno segnalato numerose irregolarità nella campagna elettorale e durante il giorno delle elezioni.

Il potere esecutivo è detenuto dal Presidente, che è eletto per un periodo di 5 anni da elezioni dirette. Il presidente è autorizzato a formare il Gabinetto, un organo esecutivo di livello inferiore, subordinato a lui. Il Gabinetto consiste principalmente del Primo Ministro, i suoi deputati e ministri. Il presidente non ha il diritto di sciogliere l’Assemblea Nazionale, ma ha il diritto di veto sulle sue decisioni. Per ignorare il veto presidenziale, il parlamento deve avere una maggioranza di 95 voti. Il potere giudiziario è esercitato dalla Corte Costituzionale, dalla Corte Suprema e dalla Corte dei conti. Il Presidente nomina i giudici di queste corti.

Il Consiglio di Sicurezza è l’organo deliberativo del presidente, che lo organizza secondo la Costituzione. È stato stabilito il 10 aprile 1997.

Anche se l’Azerbaigian ha tenuto diverse elezioni da quando ha riconquistato la propria indipendenza e ha molte delle istituzioni formali della democrazia, rimane classificato come “non libero” (al confine con “parzialmente libero”) da Freedom House nel sondaggio World 2009.

Cultura

Religioni

La maggioranza della popolazione è musulmana sciita. Vi sono anche consistenti minoranze di religione cristiana ed ebraica. La chiesa ortodossa del Paese fa capo al Patriarcato di Mosca. Il 29 aprile 2007 è stata consacrata la Chiesa dell’Immacolata Concezione, la prima chiesa di confessione cattolica nella capitale Baku.

Letteratura

Storicamente le letteratura azera si inserisce nel più vasto alveo delle letterature in lingue turche del ceppo oghuz, di cui la maggiore fu senza dubbio la letteratura in turco ottomano, ampiamente influenzate da generi e stilemi della letteratura persiana. Perciò scrittori e poeti di etnia azera sin dal Medioevo si espressero prevalentemente in una di queste due lingue dalla grande tradizione letteraria, ossia il persiano e il turco ottomano.

Al XV secolo risale probabilmente la prima redazione scritta di una grande saga epica in prosa il Dede Korkut, che circolava oralmente da almeno due secoli, rivendicata peraltro come epos nazionale anche dagli attuali turchi di Turchia e dai turkmeni. Comunque solo a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, con l’aumento dell’influenza europea (russa e francese soprattutto), si avrà gradualmente un processo di acquisizione-formazione identitaria che porterà alla creazione della moderna letteratura nazionale azera, un artefice della quale è sicuramente il commediografo e prosatore Mirza Fatali Achundov (1812-1878), scrittore bilingue (persiano-azero) di orientamento realista. Dopo la costituzione della repubblica socialista sovietica dell’Azerbaigian, che comporterà anche il passaggio dall’alfabeto arabo all’alfabeto cirillico, la letteratura azera si sintonizzerà a livello estetico e tematico con i dettami del “realismo socialista” e delle “forme nazionali” dell’arte. Ma forse il più celebre e pluritradotto autore di origini azere fu un profugo della Rivoluzione russa, Essad Bey (1905-1942) nom de plume di uno scrittore e saggista poliglotta di origini ebraico-russe nato a Baku, vissuto tra la Germania e l’America e morto in esilio a Positano nell’Italia fascista nel 1942.

Con la recentemente riacquistata indipendenza, dopo la dissoluzione dell’URSS, si sono messe in moto altre complesse dinamiche di allontanamento dalla cultura russa e di contemporaneo rinsaldamento del legame con la tradizione letteraria turco-ottomana e persiana da un lato, e con il patrimonio folklorico-culturale panturco dall’altro. Occorre qui ricordare che un ramo importante di questa letteratura è quello che vive nell’Azerbaigian iranico, dove la lingua azera è trascritta però con l’alfabeto arabo-persiano; questo ramo, per intuibili ragioni, è molto più sensibile all’eredità persiana e vive in stretta simbiosi con la vita culturale e letteraria dell’Iran contemporaneo.

Altri scrittori azeri

  • Abdul Rachim Achverdov
  • Zecharia Sitchin

Bibliografia essenziale

  • Essad Bey, Petrolio e sangue in Oriente”, Milano, 1932. Titolo originale: “Öl und Blut im Orient” .
  • Essad Bey, Stalin, Fratelli Treves, Milano, 1933.
  • Essad Bey, L’Islam. Ieri, oggi, domani, Fratelli Treves, Milano, 1937.
  • A. Bombaci, La letteratura turca, Sansoni-Accademia, Firenze-Milano, 1969.
  • G. Scarcia, Storia della letteratura turca, Fratelli Fabbri, Milano, 1971.
  • Essad Bey, Maometto, Il profeta dell’islam, Giunti, Firenze, 1999.
  • Kurban Said (Essad Bey), Ali e Nino, Nuove Edizioni Tascabili, Milano, 2003.
  • Steve LeVine, Il petrolio e la gloria. La corsa al dominio e alle ricchezze della regione del Mar Caspio, collana Inchieste, traduzione di Enrico Monier, il Sirente, Fagnano Alto, 2009, XXXII-512 pp.. ISBN 978-88-87847-15-4

Arte

L’arte preislamica del territorio azero va inquadrata nella storia dell’arte delle grandi formazioni storico-culturali succedutesi nell’area: achemenide, greco-alessandrina, partica, sasanide. L’arte azera contemporanea si inserisce nella grande tradizione dell’arte islamica cui, dal XIX secolo, si sono via via aggiunti gli influssi di correnti occidentali soprattutto attraverso la mediazione della cultura russa zarista e, più tardi, sovietica (realismo socialista, “forme nazionali” di arte ecc.). L’Azerbaigian, per la sua contiguità con la Russia europea, ha giocato sin dalla fine dell’Ottocento un ruolo importante nella trasmissione al mondo islamico, e iranico in particolare, di mode e correnti letterarie, teatrali e artistiche in generale.

Ordinamento dello stato

Suddivisione amministrativa

L’Azerbaigian si suddivide in 59 distretti (raion), 11 città (sahar) e una regione autonoma: Naxcivan.

Città principali

  • Baku
  • Ganja
  • Sumqayit

Politica

Istituzioni

L’Azerbaigian è una Repubblica la cui costituzione in vigore è stata approvata con un referendum popolare il 12 novembre 1995. Il Primo ministro, di nomina presidenziale, è Artur Rasizade (in carica dal 4 novembre 2003). Il Parlamento o Assemblea Nazionale di Azerbaigian (Milli Məclis) è unicamerale e si compone di 125 seggi (fino al 2002 erano 100 secondo il sistema maggioritario e 25 secondo quello proporzionale, dopo il referendum popolare sono eletti tutti e 125 su base maggioritaria).

Economia

Il settore primario: l’agricoltura rappresenta un’importante risorsa economica, favorita dalle opere di irrigazione, che dal bacino di raccolta di Mingecaur ai piedi delle valli caucasiche si diramano in tutta la regione centrale del Paese. I prodotti agricoli principali sono il riso, i cereali, il tabacco, la frutta, il tè, gli agrumi, il mais; cotone. Diffuso è l’allevamento di bovini e ovini e del baco da seta.

Il settore secondario: il principale prodotto d’esportazione del Paese è il petrolio. Dal 1997 ad oggi l’estrazione di idrocarburi ha fatto registrare tassi di crescita continui. Oltre a questo, si registrano miglioramenti nell’estrazione di ferro, rame, piombo e sale. Tuttavia le vie di comunicazioni e l’industria estrattiva lasciano molto a desiderare e necessitano di un intervento piuttosto massiccio.

Il settore terziario: commercio del petrolio.



Categorie:E12- Storia della Russia, G01- Storia dell'Asia centrale - History of Central Asia

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