Le malattie del mondo rurale antico: brucellosi

Le malattie del mondo rurale antico: brucellosi

(Febbre ondulante, maltese, mediterranea o di Gibilterra)

Malattia causata da microrganismi del genere Brucella, caratterizzata da uno stato febbrile acuto con scarsi o nulli segni di localizzazione e da uno stadio cronico con febbre ricorrente, debolezza, sudorazione e vaghi dolori diffusi.

Eziologia ed epidemiologia

I microrganismi responsabili della brucellosi umana sono la Brucella abortus (bovini), la B. suis (suini), la B. melitensis (pecore e capre) e la B. rangiferi (B. suis, biotipo 4, caribù dell’Alaska e della Siberia); invece la B. canis (cani) ha provocato infezioni soltanto raramente. Sono state descritte anche infezioni da Brucella in cervi, bisonti, cavalli, alci, lepri e ratti del deserto.

La brucellosi si contrae per contatto diretto con secrezioni ed escrezioni di animali infetti e per ingestione di latte crudo o di prodotti caseari contenenti microrganismi vivi del tipo Brucella. Viene trasmessa soltanto raramente da persona a persona. Frequente soprattutto nelle zone rurali, la brucellosi è una malattia professionale dei macellai, dei veterinari, dei cacciatori, dei contadini e degli allevatori; i bambini sono meno soggetti a contrarla rispetto agli adulti; i bambini possono acquisire l’infezione consumando latte o formaggi non pastorizzati. La brucellosi è molto rara negli USA, Europa e Canada, mentre continuano a verificarsi casi in Medio Oriente, nelle regioni mediterranee, in Messico e nell’America Centrale.

Sintomi e segni

Il periodo di incubazione va da 5 giorni a diversi mesi con una media di 2 sett. L’esordio può essere improvviso, con brivido e febbre, grave cefalea, dolori, malessere e talvolta diarrea; oppure si può presentare con esordio insidioso con lieve malessere prodromico, dolori muscolari, cefalea e dolori alla regione cervico-dorsale seguiti da un aumento della temperatura serotina. Col progredire della malattia, la temperatura sale a 40 o 41°C e poi ritorna gradualmente normale o quasi al mattino, con sudorazioni profuse.

Nel quadro tipico la febbre intermittente persiste per 1-5 sett., seguita da una remissione di 2-14 giorni, quando i sintomi sono ormai molto diminuiti o assenti: si ha quindi una nuova fase febbrile. A volte questo andamento si ripete soltanto una volta, ma altre volte, tuttavia, si ha una brucellosi cronica o subacuta con picchi febbrili ripetuti (ondulazioni) e remissioni, che si presentano per periodi di mesi o addirittura di anni. In alcuni pazienti la febbre può essere soltanto transitoria.

Dopo la fase iniziale, il paziente di solito lamenta costipazione pronunciata, assieme ad anoressia, perdita di peso, dolore addominale e articolare, cefalea, mal di schiena, debolezza, irritabilità, insonnia, depressione mentale e instabilità emotiva. Compare anche splenomegalia, associata a un ingrossamento lieve o moderato dei linfonodi; in una proporzione di pazienti vicina al 50% ci può essere epatomegalia.

I pazienti con brucellosi acuta non complicata guariscono di regola in 2-3 sett. Le complicanze sono rare, ma comprendono endocardite batterica subacuta, meningite, encefalite, nevrite, orchite, colecistite, suppurazione epatica e lesioni ossee.

Diagnosi

La conta totale dei GB è normale o ridotta, con una linfocitosi relativa o assoluta durante la fase acuta. La diagnosi definitiva si basa sull’isolamento dei microrganismi dal sangue o, più di rado, da LCR, urine e tessuti. Anche i dati sierologici sono molto importanti e i test di agglutinazione sono particolarmente significativi se il titolo è di 1:160 o superiore. I test di agglutinazione della Brucella evidenziano il titolo degli anticorpi IgG e IgM, dal momento che le IgM indicano la malattia attiva. Pertanto, quando un test di agglutinazione è positivo anche in assenza di dati batteriologici, la diagnosi è probabile se c’è un’anamnesi positiva per esposizioni ad animali infetti o ai loro prodotti, se esistono dati epidemiologici attinenti e se i parametri clinici e di decorso sono caratteristici. I test intradermici con Ag di Brucella hanno scarso valore per la diagnosi della brucellosi attiva.

Profilassi

Per prevenire l’infezione umana da Brucella il latte deve essere pastorizzato; anche il formaggio non stagionato può essere contaminato. Le persone che hanno a che fare con animali o con carcasse probabilmente infette devono indossare occhiali protettivi e guanti di gomma e proteggere eventuali ferite cutanee dall’esposizione. Attualmente negli USA e in diversi altri paesi sono richiesti programmi di sanità pubblica volti a rilevare le infezioni negli animali, eliminare gli animali infetti e vaccinare i giovani bovini e suini sieronegativi.

Terapia

Dato che il trattamento con un singolo agente è stato associato a un alto tasso di recidive, ogni volta che sia possibile si usa una terapia combinata. La doxiciclina 100 mg PO bid (o la tetraciclina 500 mg PO qid) per 3-6 sett. più la streptomicina 1 g IM q 12-24 h per 14 giorni diminuisce il tasso di recidive. Nei bambini < 8 anni sono stati usati TMP-SMX e streptomicina IM o rifampicina PO per 4-6 sett. I dolori muscolo-scheletrici gravi, specialmente alla colonna vertebrale, possono richiedere un trattamento antidolorifico.

Nei casi acuti bisognerà limitare le attività con riposo a letto durante i periodi febbrili.



Categorie:M01- L'evoluzione della Medicina - The Evolution of Medicine

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