La guerra dimenticata del Mali. Cade un altro militare francese

La guerra dimenticata del Mali. Cade un altro militare francese

Un soldato francese e’ morto in combattimenti nel nord del Mali portando a 5 il numero dei militari deceduti dall’inizio dell’operazione ‘Serval’, a gennaio. Lo ha detto il presidente Francois Hollande in un comunicato. Il militare e’ ”deceduto in combattimenti” a confine con l’Algeria. Altri tre soldati francesi sono rimasti feriti, due in modo grave, nell’esplosione del loro veicolo.

Hollande ha espresso ”grande tristezza” per la morte del caporale di fanteria Alexander Van Dooren.

La guerra in Mali – L’operazione Serval

La guerra in Mali si è sviluppata a seguito del colpo di stato del marzo 2012 e dell’offensiva dei tuareg e degli islamisti nel dicembre 2012. Nel gennaio 2013 una forza multinazionale (operazione Serval) è intervenuta, su mandato ONU, per ristabilire la sovranità del Mali sui territori sahariani settentrionali.

Con l’indipendenza del Mali nel 1960 iniziò il risentimento dei territori sahariani del nord (Azawad) nei confronti del controllo centralizzato da parte di Bamako, capitale maliana. Alcuni movimenti tuareg reclamarono l’indipendenza dell’Azawad come parte di una più estesa terra natale dei Tuareg pan-sahariani, mentre altri si limitano a chiedere migliori servizi o uno status di regione autonoma.

Nel 1962 scoppiò tra i tuareg una rivolta, repressa due anni dopo dal governo di Bamako. Gli scontri ricominciarono nel 1988 con la nascita del Movimento Nazionale per la Liberazione dell’Azawad (MNLA), guidato da Iyad ag Ghali, e sfociarono nella seconda rivolta tuareg (1990-1995) terminata con una tregua siglata a Timbuctù nel 1996. Alla fine del 2006 un’altra rivolta, la terza, nata nella regione di Kidal e guidata dal MTNM (“Movimento tuareg Nord-Mali”) riuscì ad impegnare le forze governative fino al 2009, quando le ostilità cessarono grazie alla mediazione algerina tra il governo centrale ed i ribelli Tuareg.

La scoperta di petrolio nel 2006 in territorio Azawad e la guerra al terrorismo, soprattutto dopo che alcuni rapporti indicavano la presenza del movimento chiamato “al-Qāʿida nel Maghreb islamico” (AQMI, ex Gruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento) in quest’area, peggiorarono i rapporti aprendo una crisi tra il governo del Mali ed i ribelli tuareg. Le ostilità ripresero, approfittando della fine del regime di Mu’ammar Gheddafi a seguito della guerra civile libica, nel 2011. La quarta ribellione che ne è seguita ha condotto alla proclamazione dell’indipendenza dell’Azawad.

Il colpo di stato

Colpo di Stato in Mali del 2012

parte della guerra in Mali
Mali Azavad.png

Data 21 marzo – 12 aprile 2012
Luogo Mali, Africa occidentale
Causa scontento dell’esercito per l’andamento del conflitto con i tuareg nel Nord del paese
Esito deposizione del presidente eletto Amadou Toumani Touré. Nomina di Dioncounda Traoré a presidente ad interim
Schieramenti
Esercito del Mali
Guardia presidenziale
Ufficiali dell’esercito ribelli
Comitato Nazionale per il ripristino della democrazia nello Stato
Comandanti
Amadou Toumani Touré (presidente)
Sadio Gassama (ministro della difesa generale)
Amadou Sanogo

Il colpo di stato fu preceduto da settimane di proteste a causa della cattiva gestione del governo e della ribellione in corso nel nord della nazione. I soldati avevano chiesto più armi e risorse per sostenere la guerra contro i ribelli tuareg, insoddisfatti di quello che percepivano e della mancanza di sostegno governativo. L’intenzione di Amadou Toumani Touré, presidente del Mali, sarebbe stata quella di lasciare l’incarico alla scadenza del suo mandato, dopo le elezioni presidenziali nel mese di aprile.

Per disinnescare una protesta prevista per il 22 marzo 2012 contro la cattiva gestione del conflitto contro i ribelli Tuareg nel nord della nazione, il giorno precedente, il ministro della difesa, generale Sadio Gassama, fu inviato al campo militare di Kati. Al suo arrivo venne prima accolto con fischi e lanci di pietre contro la sua auto, poi fu sequestrato. A quel punto le sue guardie del corpo spararono in aria diversi colpi di avvertimento. Il ministro venne poi rilasciato incolume, grazie all’intervento dell’esercito nella zona. I soldati assaltarono quindi le riserve di munizioni presenti nel campo, azione che causò il ferimento di due soldati.

Più tardi, alcuni veicoli blindati isolarono il palazzo presidenziale e la televisione di Stato del Mali fu teatro di una sparatoria le cui raffiche vennero udite da diversi giornalisti presenti in zona. I programmi televisivi vennero sospesi. Successivamente i soldati bloccarono la strada che porta ad entrambi gli edifici. Un soldato affermò che i ribelli non subirono alcuna forma di resistenza da parte delle guardie del corpo di Touré, che seppur inseguito non venne catturato. Verso sera, dopo diverse ore di conflitto a fuoco, l’emittente di Stato del Mali tornò in onda con il seguente messaggio, accompagnato con musica tradizionale: «Fra un attimo ci sarà una dichiarazione dei militari».

Al mattino del 22 marzo, Amadou Konare apparve alla televisione di Stato dichiarandosi come portavoce del Comitato Nazionale per il ripristino della democrazia e dello Stato (CNRDR), apparentemente formato da soldati ribelli. Konare dichiarò che i soldati ribelli avevano preso il potere sostituendo il regime incapace di Touré affermando che sarebbe stato opportuno consegnare la presidenza ad un nuovo governo democraticamente eletto.

Più tardi, il capitano Amadou Sanogo, identificato come presidente del CNRDR, apparve in televisione per annunciare il coprifuoco immediato “fino a nuovo ordine”. Inoltre esortò la popolazione alla calma, condannando qualsiasi azione di saccheggio. Successivamente i ribelli riuscirono a identificare il luogo in cui era nascosto Touré. Un ufficiale militare rimasto fedele al presidente ha affermato che era in buona salute e che sia il ministro degli interni che il ministro della difesa erano al sicuro. Nel corso della giornata venne rivelato che il presidente Touré aveva cercato di fuggire presso una base militare segreta presidiata da soldati a lui fedeli. Il leader dei ribelli, alla televisione di Stato, disse inoltre che i confini della Nazione erano stati momentaneamente chiusi, facendo appello alla calma. La BBC ha riferito che la forza d’élite dell’esercito del Mali, i “Berretti rossi”, era ancora fedele a Touré. Nel corso della giornata, i soldati ribelli iniziarono a saccheggiare il Palazzo Presidenziale, rubando diversi oggetti, televisori e altri beni, mentre il loro leader li esortò a fermare gli incendi “celebrativi”, responsabili nella capitale di almeno venti feriti.

La giunta militare il 12 aprile 2012 nominò presidente a interim del Mali il presidente dell’Assemblea nazionale Dioncounda Traoré, con l’approvazione della Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (ECOWAS) fino allo svolgimento di nuove elezioni.

La dichiarazione d’indipendenza dell’Azawad e l’ascesa degli islamisti

Bandiera dell’Azawad

Entro l’aprile 2012, il crollo del potere statale nel nord del Mali aveva permesso ad un movimento tuareg laico e separatista, il Movimento Nazionale per la Liberazione dell’Azawad (MNLA), di conquistare il controllo delle principali città e di dichiarare unilateralmente l’indipendenza dell’Azawad, non riconosciuto da nessun’altra nazione.

Il sogno di un Azawad indipendente durò tuttavia meno di due mesi, quando i combattenti MNLA furono espulsi dal potere da tre gruppi islamisti: Ansar Dine, MUJAO (Movimento per l’Unicità e il Jihad nell’Africa Occidentale), e al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM). Questi movimenti tentarono di introdurre un governo basato su una rigorosa interpretazione della sharia nelle zone da loro controllate, arrivando al punto di imporre tali sanzioni come tagliare le mani per le accuse di furto, imporre alle donne di indossare l’hijab in pubblico, e separare i ragazzi e le ragazze a scuola.

Dal dicembre 2012 sono ripresi gli scontri dei gruppi islamisti contro le forze armate del Mali. I ribelli hanno iniziato ad invadere il sud del Mali, espugnando una città centrale, Konna, e minacciando da vicino la stessa capitale, Bamako. Nel corso degli scontri sono state distrutte numerose reliquie della locale tradizione sufi e le tombe stesse (marabutti) di alcuni santi musulmani (tra cui l’antico mausoleo dedicato ad Alpha Moya e le sepolture di Sidi Mahmud, Sidi el-Mukhtar, Sidi Elmety, Mahamane Elmety e Shaykh Sidi Amar), a causa dell’accesa ostilità iconoclastica del salafismo verso qualsiasi forma di culto che non sia rivolta direttamente ad Allah.

Nonostante la presenza di oltre 100.000 sfollati interni e nei paesi vicini, le turbolenze nel nord del Mali nel 2012 non hanno provocato molto risposta internazionale al di là di condanne pro-forma. A seguito della risoluzione 2085 del 20 dicembre 2012, il Consiglio di sicurezza dell’ONU ha approvato un piano per riprendere il nord del Mali attraverso il dispiegamento di una forza di 3.300 soldati dell’Africa occidentale. Tale piano prevedeva una formazione completa per le truppe dell’Africa occidentale, e nessun tipo di invasione era prevista prima della fine del 2013 al più presto.

L’intervento militare internazionale: operazione Serval

Operazione Serval

parte della guerra in Mali
Northern Mali conflict.svg

Data 11 gennaio 2013 – in corso
Luogo Mali, Africa occidentale
Causa avanzata degli islamisti verso sud e presa di Konna; risoluzione ONU 2085/2012
Schieramenti
Bandiera della Francia Francia
Bandiera del Mali Mali
ECOWAS
Supportati da:
Bandiera degli Stati Uniti Stati Uniti
Bandiera dell'Unione europea Unione europea
ShababFlag.svg Islamisti :
AQMI
MUJAO
Ansar Dine
Comandanti
Bandiera della Francia Grégoire de Saint-Quentin Iyad ag Ghali (Ansar Dine)
Abdelmalek Droukdel (AQMI)
Omar Ould Hamaha (MUJAO)
Effettivi
Bandiera della Francia 4.000 soldati schierati (5.100 uomini impiegati in totale)
ECOWAS: 2.900 uomini
  • da 5.000 a 10.000 combattenti (Ansar Dine e MNLA)
  • 1.000 combattenti (AQIM)
  • 500 combattenti (MUJAO)
Perdite
Bandiera della Francia 5 morti
1 elicottero Gazelle distrutto
Bandiera del Ciad 27 morti
400-450 morti
72 veicoli distrutti

Il 9 gennaio 2013 il presidente maliano Dioncounda Traoré‚ in un discorso alla nazione, ha comunicato di aver chiesto e ottenuto un intervento aereo della Francia, in accordo con l’ECOWAS, contro i ribelli jihadisti che occupano il nord del Paese.

Il 10 gennaio il presidente francese François Hollande ha dato il via all’Opération Serval (operazione Servalo), un’operazione di aiuto militare e logistico alle forze del governo maliano. A seguito dei raid aerei portati dall’aviazione francese, la capitale Bamako è stata riconquistata dal governo di Traoré in un solo giorno, mentre sono giunte a sostegno le truppe francesi del 1º Reggimento straniero di cavalleria.

Le operazioni sono cominciate l’11 gennaio 2013 sotto gli auspici delle risoluzioni ONU 2056 e 2085. Due giorni dopo l’aviazione francese bombarda le posizioni degli islamici vicino Sevarè per dar via libera alle truppe maliane via terra. A darne notizia è stato il presidente francese, François Hollande, da Abu Dhabi attraverso la tv al-Jazeera. Il 14 gennaio dopo uno scontro terra-aria in cui ha perso la vita un pilota francese, l’esercito ha deciso di entrare in azione anche via terra. Il 1º Reggimento straniero di cavalleria della Legione straniera francese viene così schierato in Mali. I Paesi nordafricani dell’ECOWAS hanno messo in campo, al 24 gennaio, 1.750 soldati mentre alla stessa data risultano essere 2.400 i militari francesi schierati nell’operazione Serval. Gli elicotteri Gazelle continuano ad operare nel nord del Mali assieme a due Dassault Mirage F1CR da ricognizione armati dell’aeronautica, atterrati a Bamako il 14 gennaio una volta decollati dal Ciad, da dove operano anche sei Mirage 2000D e quattro Rafale B, tutti assistiti da cinque aerocisterne Boeing C-135 Stratolifter.

Altri servizi di ricognizione sono espletati da cinque tra C-130 Hercules e Atlantique 2. Il 16 gennaio sono arrivati a Bamako, alloggiati in aerei da trasporto, anche alcuni elicotteri Puma dell’esercito francese.

Nei giorni seguenti anche Spagna, Regno Unito, Danimarca, Belgio, Canada, Italia, Stati Uniti e Germania hanno deciso di inviare aeromobili e/o uomini per fornire supporto logistico e per addestrare l’esercito maliano nell’ambito della missione dell’Unione Europea “EUTM Mali”. Alcuni degli aerei impegnati in questo ruolo sono i C-17 Globemaster III, i C-130H/J, i Transall C-160 e gli AgustaWestland AW109, quest’ultimi per il recupero di feriti. Il 22 gennaio aerei francesi distruggono la sede di Al-Qa’ida nel Maghreb islamico a Timbuctu, il 26 gennaio la coalizione franco-maliana riprende Gao agli islamici. Pochi giorni dopo le truppe francesi riconquistano anche Timbuctu, che il 1º febbraio ricevono la visita del presidente Hollande. L’8 febbraio truppe francesi e del Ciad occupano la città di Tessalit, al confine con l’Algeria. Il 18 febbraio nel corso di un’operazione delle forze speciali nel nord cade un altro soldato francese. Su un contingente di 4 mila uomini sono cinque i soldati francesi caduti. La Francia ha annunciato che a partire da aprile ridurrà il numero dei militari presenti nel paese.



Categorie:A04- Storia e diritto dell'Unione Europea, C05- ONU e Organismi legali internazionali, E09- Europa occidentale, F09- Storia dell'Africa sub-sahariana - History of Sub-Saharan Africa, Y03- World News

Tag:

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

SCIENZA E CULTURA - SCIENCE AND CULTURE

Lo stato dell'arte tra storia e ricerche contemporanee - State of the art: history and contemporary research

ORIENTALIA

Studi orientali - Études Orientales - Oriental Studies

NUOVA STORIA CULTURALE / NETWORK PHILOSOPHY

NUOVA STORIA CULTURALE / NEW CULTURAL HISTORY

TEATRO E RICERCA - THEATRE AND RESEARCH

Sito della Compagnia Lost Orpheus Teatro

LOST ORPHEUS ENSEMBLE

Modern Music Live BaND

Il Nautilus

Viaggio nella blogosfera della V As del Galilei di Potenza

Sonus- Materiali per la musica moderna e contemporanea

Aggiornamenti della Rivista "Sonus"- Updating Sonus Journal

The WordPress.com Blog

The latest news on WordPress.com and the WordPress community.

Antonio De Lisa - Scritture / Writings

Teatro Musica Poesia / Theater Music Poetry

In Poesia - Filosofia delle poetiche e dei linguaggi

Blog Journal and Archive diretto da Antonio De Lisa

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: