La Cina alla conquista dell’Occidente nel XV secolo- La grande Flotta del Tesoro di Zheng He

La Cina alla conquista dell’Occidente nel XV secolo- La grande Flotta del Tesoro di Zheng He

Il traffico sulla Via della Seta per mare raggiunse il suo apice all’inizio del secolo XV. Nei 28 anni che corrono fra il 1405 e il 1433, il grande navigatore cinese Zheng He attraversò ben sette volte il burrascoso Oceano Indiano, al comando di una flotta dotata di 27.000 uomini fra ufficiali e marinai. La sua flotta era la più grande del mondo e navigava verso trenta paesi e regioni nell’Asia sud-orientale, nell’Oceano Indiano, nel Mar Rosso e lungo la costa orientale dell’Africa, inaugurando una linea marittima fra la Cina e l’Africa. Si consideri inoltre che il primo viaggio di Zheng He ebbe luogo 70-80 anni prima della scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo e un secolo prima del viaggio di circumnavigazione del mondo da parte di Ferdinando Magellano.

Zheng He (grafia tradizionale: 鄭和 semplificata: 郑和 pinyin: Zhèng Hé; Wade-Giles: Cheng Ho; nome di nascita: 马三宝 pinyin: Mǎ Sānbǎo; nome arabo: Hajji Mahmud; 1371 – 1434) aveva in origine il cognome Ma. Nacque a Kunyang, nella provincia dello Yunnan, nell’attuale distretto di Jinning, municipio di Kunming, dove la sua famiglia si era trasferita alla fine del XIII secolo, partendo dalla Cina del nord-ovest.

Per molte generazioni la sua famiglia aveva creduto nell’Islam: suo nonno e suo padre avevano pellegrinato alla Mecca ed erano stati onorati con il titolo di Haji. Il vezzeggiativo di Sambao, il terzo bimbo, era stato assegnato a Zheng He, terzo di sei fratelli e sorelle. Era ancora molto giovane quando ebbe occasione di ascoltare i racconti dei viaggi alla Mecca del padre e del nonno e cominciò ad interessarsi alla navigazione marittima e alla conoscenza delle terre e dei popoli stranieri. Nel 1381, quando Zheng He aveva circa dieci anni, Zhu Yuanzhang, l’imperatore Ming, inviò un’armata a conquistare lo Yunnan. Zheng He fu preso prigioniero e costretto a diventare un eunuco, addetto al palazzo imperiale. Fu assegnato come paggio al principe Zhu Di, il quarto dei figli di Zhu Yuanzhang. In occasione della sua contesa per il trono con il nipote Zhu Yunwen, Zhu Di si accorse dei chiari talenti militari di Zheng He e della sua fedeltà nel servizio. Quando Zhu Di ascese al trono e cambiò il titolo del suo regno in quello di Yongle, nominò Zheng He capo degli eunuchi, responsabile degli affari generali della reggia e lo gratificò del cognome Zheng.

Dagli storici cinesi Zhu Di è considerato un imperatore molto capace. Di fatto, subito dopo la sua ascesa ai trono, inviò suoi rappresentanti nell’isola di Giava, nella penisola di Malacca, a Cochin e a Calicut. Decise inoltre di spedire una flotta in Occidente. per estendere l’influenza dell’impero Ming e per sviluppare le relazioni amichevoli e commerciali con i paesi stranieri. A comandare la flotta scelse Zheng He, uomo superiore per intelligenza e abilità. L’11 luglio 1405, Zheng He salpò da Liujiagang al comando di una flotta di 62 navi. La flotta, superate Champa, Giava, Palembang. Sumatra e Sri Lanka, raggiunse finalmente Calicut, sulla costa occidentale dell’India, dove Zheng He elevò una stele di pietra come ricordo. Dopo aver navigato per due anni, Zheng He tornò a Nanjing per imbarcarsi in vista di un secondo viaggio. Questa volta lasciò a Sri Lanka una lapide scolpita in tre lingue (Cinese, Tamil e Persiano) che fu scoperta nel 1911 ed è conservata nel Museo di Colombo. La lapide ricorda l’omaggio e i doni portati da Zheng He e dai suoi compatrioti in iscrizioni redatte in cinese, in tamil e in persiano.

La mappa di Zheng He del 1418

La mappa di Zheng He del 1418

Durante il quarto viaggio Zheng He raggiunse Hormuz nel Golfo Persico e dividendo la flotta in piccole squadre riuscì a visitare più contrade che nei viaggi precedenti. Il quinto viaggio lo portò ad Aden, all’ingresso del Mar Rosso. Navigò lungo la costa orientale dell’Africa fino a Mogadiscio, Brava in Somalia, a Malindi nel Kenia e ad altri posti a sud dell’equatore. Nel suo viaggio di ritorno in patria, aprì una nuova via diretta fra Malindi e Quilon. L’ultimo viaggio di Zheng He in Occidente durò due anni, dal 1431 al 1433. Quando la sua flotta arrivò a Calicut, inviò dei pellegrini che si unirono a una nave di viaggiatori, diretti alla Mecca.

In 28 anni, dal 1405 al 1433, Zheng He viaggiò per sette volte lungo la Via della Seta attraverso l’Oceano Indiano. Ad ogni sosta nei porti stranieri, rendeva una visita di cortesia al governatore del luogo e si impegnava in scambi culturali e commerciali con gli abitanti, dando un contributo grandissimo al rafforzamento delle relazioni diplomatiche con quei paesi. In ogni viaggio, inviati stranieri si univano alla flotta per il viaggio di ritorno in Cina. Nel suo sesto viaggio tornarono con lui più di 1200 inviati da 16 paesi. Questi contatti amichevoli potenziarono la comprensione reciproca fra i popoli della Cina, dell’Asia e dell’Africa. La flotta di Zheng He trasportava all’estero manufatti di seta, di bronzo, di ferro, di porcellana, di oro e di argento e monete. Porcellane cinesi sono state scoperte durante gli scavi archeologici in quasi tutte le aree geografiche toccate dalla flotta. Nelle tombe e nei castelli del Kenia e della Tanzania, risalenti al XV secolo, sono stati rinvenuti piatti e vasi cinesi in porcellana. Spezie, colori da tintoria, gioielli e animali rari furono importati in Cina, nello stesso periodo. Infine, i sette viaggi di Zheng He verso l’Occidente ci illuminano globalmente sulla fiorente industria cinese delle costruzioni navali e sulla avanzata maestria nella navigazione durante la dinastia Ming.

Ognuno dei vascelli di Zheng He era lungo 147 metri, aveva una larghezza di sei metri, 12 vele e 9 alberi con equipaggi di 200-300 marinai. Soltanto con un’arte consumata del navigare e una forte decisione, i marinai che usavano queste navi dipendenti dai venti, potevano attraversare l’Oceano Indiano.

Confronto tra la Nave del Tesoro di Zheng He e la Santa maria di Colombo

Confronto tra la Nave del Tesoro di Zheng He e la Santa Maria di Colombo

Questi navigatori decidevano la loro direzione con l’aiuto di bussole e osservando il sole di giorno e le stelle di notte. Inoltre, durante i viaggi, sondavano la profondità delle acque ed esaminavano il fondo marino. Come risultato, poterono viaggiare nel burrascoso oceano con sicurezza come andassero sulla terra ferma. La carta nautica di Zheng He, che fornisce indicazioni sul suo viaggio da Xiaguan di Nanjing ai paesi dell’Oceano Indiano, fu la prima carta nautica disegnata da un cinese. Con Zheng He viaggiarono anche Mahuan, Fei Xin e Gong Zhen, i quali lasciarono molte opere che rappresentano valide fonti per lo studio delle politiche, dell’economia e dei costumi dei paesi intorno all’Oceano Indiano, come terre esotiche, e paesi a occidente della Cina. Questi libri sono inoltre importanti per le ricerche sui viaggi di Zheng He verso l’Ovest.

A replica of Zheng He's treasure ship in Nanjing's Baochuan Shipyard. Courtesy of www.kbismarck.org

Replica della Nave del tesoro di Zheng He nel Nanjing’s Baochuan Shipyard. Courtesy of http://www.kbismarck.org

Ancora oggi sono largamente diffuse fra la gente dei paesi del l’Asia orientale e meridionale storie riguardo alle navigazioni verso Occidente di Zheng He. Il fatto che molte delle sue memorie siano state conservate nei luoghi dove approdò testimonia il rispetto e l’onore dei popoli per il grande navigatore. I numerosi contatti di Zheng He con l’Occidente sono un esempio di come fosse fiorente nei tempi passati la Via della Seta per mare. Ma varie forze, compresa la politica della porta chiusa dell’impero cinese, provocarono il declino della Cina come nazione dedita alla navigazione.

Zheng-he

“Ipotesi del 1421”

L’ex-ufficiale della Royal Navy Gavin Menzies, nel libro 1421: La vera storia della spedizione cinese che scoprì l’America, ha sostenuto che, nel corso del sesto (1421-1423) dei suoi sette viaggi esplorativi, la flotta di Zhen He (composta da navi agli ordini dei capitani Zhou Wen, Zhou Man, Yang Qing e Hong Bao) avrebbe scoperto l’Australia, la Nuova Zelanda, le Americhe, l’Antartico, la costa settentrionale della Groenlandia ed il Passaggio a nord-est. Queste conoscenze sarebbero poi state censurate perché i mandarini, i burocrati della corte imperiale, temevano che il costo di ulteriori spedizioni avrebbe danneggiato l’economia cinese. Secondo l’ufficiale, già poco dopo, nel 1428, i portoghesi entrarono in possesso di una carta della terra cinese che un mercante veneziano, Niccolò Da Conti, avrebbe avuto navigando con Zheng He.

L'”ipotesi del 1421″, che ha avuto una notevole risonanza presso il grande pubblico, è stata completamente respinta dagli storiografi, in quanto priva di basi fattuali: gli argomenti del libro di Menzies sono quasi esclusivamente congetture ed ipotesi.

MonetaZhengHe



Categorie:E01- Storia Medievale - Medieval History, G03- Storia della Cina - History of China, U05- Storie di viaggi e di viaggiatori

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