Lorenzo Pinto- Le parole che uccidono: donne nel mirino dell’ignoranza

Progetto di ricerca Liceo Scientifico “G.Galilei” di Potenza 2012-2013

Giovani, Disagio, Legalità

nell’ambito della Cattedra di Storia e Filosofia

per le classi III H, III I, IV As, V As, V H

Lorenzo Pinto- Le parole che uccidono: donne nel mirino dell’ignoranza

“Puttana, oca, troia” … E ce ne sarebbero una miriade ancora di insulti di questo genere nella lingua italiana. Cercando su Google: “insulti alle donne” si possono trovare addirittura pagine dedicate, con un migliaio di frasi pesantissime da sparare come proiettili che colpiscono l‘anima di una donna nel profondo e fanno ancora più male. Tutto questo perché? Perché tutta questa ignoranza, questo odio e disprezzo? Questa misoginia assurda e gratuita?

Alcuni rispondono fieri con un “è divertentissimo”, addirittura su un forum che raccoglie domande scolastiche si riesce a trovare un ragazzo che scrive:

“ Mi consigliate qualche insulto originale da fare alle femmine? Mi diverto troppo a insultare le femmine e la loro stupidità infinita.
Lo faccio molto spesso. L’ultimo che ho fatto è per via sms a una mia amica… gli ho scritto” Ma perché sei scema? Ops scusa… il tuo cervello non riesce a capirmi mi correggo… ma xke 6 scema?”
Aahahhaha quante risate… e quella manco m’ha risposto…
Ho insultato le femmine che conoscevo in tutti i modi i possibili e la fantasia incomincia a scarseggiare, sapete mica qualche insulto originale ?”

L’unica cosa che può consolare è che nessuno gli abbia risposto, solamente una ragazza disgustata che giustamente gli ha replicato a tono come qualsiasi umano razionale avrebbe fatto.

Il vero problema è che episodi di questo genere non sono assolutamente isolati, anzi pienamente e “normalmente diffusi”: nei social network, in blog di qualsiasi genere, negli shows televisivi è prassi offendere una donna, non per la persona ma solo in quanto donna. Per non parlare di quello che accade al di fuori del mondo virtuale: nei luoghi di lavoro qualche volta si sentono volare parole del genere, dalle automobili si gridano alle prostitute senza sapere il vero motivo che le costringe a vendersi, e soprattutto nelle scuole e per strada tra i giovani, giovani che provano un certo entusiasmo, quasi un’ eccitazione a ferire, umiliare, tormentare ragazze indifese le cui cicatrici saranno difficili da rimarginare.

Sì, perché il potere delle parole è davvero incontenibile, sono lame affilate che lacerano i sentimenti. Parole discriminatorie verso le diversità di qualsiasi genere, pronunciate da chi, realmente debole, teme il fuori dal comune. Questo discorso apparentemente non sembra toccare il genere donna, eppure nell’infinita bellezza di questo mondo esistono persone che per malizia ma soprattutto per ignoranza perseverano nella loro bigotta convinzione della superiorità dell’uomo e del diritto a diffamare con parole che uccidono. Di spunti però questi uomini ne possiedono molti: pubblicità, programmi e siti che non fanno altro che mercificare la figura della donna; società, istituzioni e mondo del lavoro assolutamente arretrati e chiusi che non consentono alle donne di esprimersi; nei dizionari dei sinonimi poi alla voce donna si trova come termine affine “sesso debole”.

Essere marchiati con una di quelle parole spregevoli può distruggere i sogni di un cuore pieno di speranza, ecco le parole che uccidono. E a volte uccidono davvero: in un mondo in cui le stragi assurde sono all’ordine del giorno succede anche che 15-enni si suicidino perché perseguitati dalle voci di omosessualità (ragazzo di un liceo di Roma) oppure perché minacciati di pubblicare foto compromettenti (Amanda Todd); c’è chi poi vessato dai compagni di classe non vuole più uscire da casa (16-enne di Vicenza). Queste parole assassine devono essere debellate, come un virus atavico: il modo più efficace per farlo è quello di sconfiggere l’ignoranza che pervade la gente riguardo al diverso, cominciando proprio dalla discriminazione verso le donne. Le donne sono qualcosa di straordinario, hanno in sé il dono più importante, quello di generazione della vita; la loro sensibilità, creatività e devozione  poi possono superare qualsiasi limite. E’ provato poi che se le donne fossero pienamente integrate nel tessuto economico ci sarebbe un guadagno esponenziale. Si dice infine che una donna non manderebbe mai i propri figli in guerra e quindi ci potrebbe essere pace su questo pianeta.

Questa spirale di disagio deve essere combattuta con i mezzi della cultura e dell’etica e tutto ciò si presuppone come una grandissima sfida per l’homo sapiens sapiens, un animale almeno in apparenza straordinariamente intelligente e razionale.

Lorenzo Pinto 

Liceo Scientifico Galilei- Potenza IV As

CRONACA E STORIA

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