Un’altra puntata della serie “Leghisti che sbagliano”- Maroni: niente candidature per i coinvolti nello scandalo rimborsi

Renzo Bossi

Renzo Bossi

Il segretario della Lega Roberto Maroni è intervenuto sullo scandalo dei rimborsi ai consiglieri regionali lombardi annunciando che gli iscritti al suo partito coinvolti nella vicenda non rappresenteranno più il Carroccio alle prossime elezioni. Al di là dei risvolti penali «ho già avviato una verifica e tutti quei consiglieri che hanno violato il nostro codice di comportamento non saranno ricandidati, fossero anche tutti», ha detto il leader della Lega.

Su chi verrà candidato o ricandidato alle lezioni «voglio tenere conto delle valutazione dei militanti». Così Roberto Maroni ha risposto a Bruno Vespa che, alla presentazione del suo ultimo libro, gli ha chiesto se sarà ricandidato Bossi. «Decideremo – ha aggiunto – i criteri nei prossimi giorni, tenendo conto della necessità di rinnovare e dare spazio a tanti giovani. Neanche il segretario (ovvero Maroni medesimo) ha la certezza di essere candidato». Una riunione per politiche e regionali si terrà il 7 o 8 gennaio.

Nero su bianco tutte le spese pazze dei consiglieri di Lega Nord e Pdl

Lo scorso 10 ottobre i finanzieri del nucleo di polizia tributaria si sono presentati in Regione con un decreto di esibizione di documenti, acquisendo i rendiconti di Pdl e Lega dal 2008 al marzo del 2011. Adesso tutte le spese pazze o quantomeno inopportune fatte dai consiglieri con il denaro pubblico sono nero su bianco: su ogni riga viene riportata la data, il luogo, l’ammontare e la tipologia del pagamento.

Nelle liste stilate dai magistrati di Milano che indagano sull’utilizzo illecito dei rimborsi dei gruppi consiliari al Pirellone c’è di tutto: le cene di pesce dei politici che amano la bella vita e i biglietti del gratta e vinci del collega che tenta la fortuna, lecca lecca, computer e fuochi d’artificio cinesi per Capodanno.

Red Bull e videogiochi per Renzo Bossi

Così spuntano le birre bevute di sera al pub dal consigliere Alessandro Marelli, pranzi ad agosto in ristoranti affacciati sul mare, bollette della Telecom, telefoni e pizze. Tutto pagato dai contribuenti.

Senza alcuno scrupolo Renzo Bossi, il figlio del Senatur, si fa rimborsare «una quantità impressionate» di Red Bull, la bibita energizzante, sigarette e giochi elettronici (predilige quelli di guerra) di Mediaworld. Nella sua nota spese compaiono diversi pranzi, ma anche scontrini di autogrill per cifre minuscole.

Per Cesare Bossetti 15.000 euro in pasticceria

“Io soffro di diabete” ma “vado spesso in una pasticceria di Milano, dove mangio”. Risponde così Cesare Bossetti, consigliere regionale della Lega Nord, a chi gli chiede se abbia speso 15 mila euro in pasticceria come risulta da un’inchiesta sui rimborsi illegali al Pirellone. Nella spesa, spiega Bossetti a Repubblica, “ci sono anche le spese per i taxi, la ricarica del telefono, i libri”. “E’ tutto in regola – afferma -. Possiamo spendere 18 mila euro al mese. Neppure nel 2011 ho raggiunto questo tetto. E nel 2012 ho speso solo 1.069 euro”. Intervistato anche dal Messaggero, Bossetti ribadisce: “Non per giustificarmi, ma se mi danno 1.500 euro di rimborso e io sto dentro a questa cifra, non vedo qual è il problema. Soprattutto se si tratta di pranzi o cene in cui si parla di politica”. In un colloquio con la Stampa poi, Bossetti spiega: “Uno va al bar, incontra degli amici, fa quattro chiacchiere e paga il caffé” e “tutto quanto”.

Pierluigi Toscani si fa rimborsare le cartucce

La lista della spesa del consigliere leghista Pierluigi Toscani è decisamente bizzarra. Appassionato cacciatore, compra delle cartucce per il suo fucile alla Muninord, paga 752 euro e si fa rimborsare dal suo gruppo al Pirellone. Il suo carrello della spesa spazia con disinvoltura da un genere all’altro. Nel 2010 spende ben «7.809 euro», con voci tipo «consumazioni» effettuate la domenica per 115 euro. Ma scarica anche «cono medio e coppetta media di gelato», gelati in generale per 90 euro, «lemonsoda, pizzette, cannoli, ciambelle, zucchero semolato, farina, cracker e biscotti, frutta e ortaggi».

“L’impiegata credeva che fossero cartucce per il toner della stampante e le ha inserite con le altre”. Si giustifica così a Repubblica, Pierluigi Toscani, consigliere regionale della Lega Nord, dall’accusa di essersi fatto rimborsare le cartucce per il fucile da caccia. Sulle spese per cannoli, salsicce e gratta e vinci, Toscani afferma: “Tutte cose che ho consumato durante le pause del Consiglio. A volte le ho offerte agli altri. Ho agito in buona fede”, “non mi sento in colpa, noi non abbiamo le carte di credito, paghiamo coi nostri soldi, consegniamo alle impiegate tutti gli scontrini, sono loro che selezionano quello che possiamo farci rimborsare”.

“La Mangiatoia” di Fabrizio Cecchetti

C’è chi, come il presidente del consiglio regionale Fabrizio Cecchetti, un sabato di agosto del 2008 pranza a Cogoleto, località balneare della riviera ligure, e mette i 168 euro della ricevuta in nota spese.

Cecchetti riunisce trentotto ospiti un sabato di maggio e offre un pranzo da 874 euro, un’altra volta dà appuntamento a venti persone in un locale dal nome decisamente appropriato, «La Mangiatoia».

Non si sa quanto l’evento conviviale sia costato ai cittadini lombardi, dal momento che lo scontrino è illeggibile. Di certo si sa che il presidente del consiglio regionale ha acquistato un computer Acer per 1.536,49 euro e ha ricaricato il telefono a colpi di 255 euro, ha lasciato 33 euro alla cassa del bar e si è spostato di frequente sulla tratta Milano-Bologna (35 euro a viaggio).

Alessandro Marelli e le notti milanesi

Il padano Alessandro Marelli invece compra «giocattoli, aerei di carta per 15,59 euro, carne e tre Ipad in tre mesi». Ama godersi la notte milanese e non esita a scaricare «57 euro» di «varie e bar» con scontrino dell’una di notte, oltre a «10 birre» più stuzzichini.

Non solo: i botti con cui il consigliere del Carroccio ha festeggiato l’anno nuovo, provenienti da un negozio di chinatown, sono stati gentilmente offerti dagli elettori.

Dal capogruppo Pdl Paolo Valentini in giù è tutta una festa
Così è soprannominato il capogruppo del Pdl Paolo Valentini. A tanto, sostengono gli inquirenti, ammontano le sue spese dal 2008 al 2012. Come si legge nell’avviso a comparire, «si appropriava della somma complessiva di euro 118.577 di cui aveva in qualità di consigliere regionale la disponibilità ai sensi della legge regionale, effettuando spese estranee all’espletamento del mandato».

Nel dettaglio le ricevute messe i fila dagli investigatori comprendono: una «cena da 1.560 euro per sei coperti nel dicembre 2008 al ristorante Le buone cose bistrot», conti da Berti fino a 584 euro e cene ’a Riccione che sfioravano i 300 euro. E ancora: una webcam, almeno cinque computer e una bolletta del telefonino da 1.428 euro per i mesi di aprile e maggio del 2009. Nel 2008 gli investigatori registrano spese a suo nome per 33mila euro, nel 2009 per 53mila euro e l’anno successivo per 31mila euro.

Oltre a salsicce di Norimberga, 63 euro di merendine, 77 euro di pasticcini, due gratta e vinci per 14,75 euro, quattro pizze da asporto per 27 euro e ostriche (127 euro). Giuseppe Gammario del Pdl, già indagato per una presunta mazzetta da 10 mila euro, è indispettito dal fatto di non avere un’auto blu, quindi nel 2011 si fa rimborsare taxi e vetture a noleggio per 27.500 euro.

Formigoni: Batman non abita qui

“Batman non c’é in Lombardia”: lo ha detto Roberto Formigoni rispondendo ai giornalisti sulla inchiesta sui rimborsi. “Credo proprio – ha aggiunto – che i nostri gruppi abbiano rispettato fino in fondo le regole”.
Arrivando al Pirellone a un convegno nell’ambito delle celebrazione dell’editto di Milano, Formigoni ha tenuto ad osservare “due cose” sull’inchiesta sui rimborsi. “La prima – ha detto – è che mi stupisce che siano soltanto alcuni gruppi, visto che le regole sono uguali per tutti”. “La seconda cosa – ha concluso il governatore – è che in Lombardia le regole sono molto chiare, nette e del tutto diverse da quelle vigenti in altre Regioni: credo proprio che i nostri gruppi abbiamo rispettato fino in fondo le regole”.



Categorie:A08- Cronaca giudiziaria

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