Fenomenologia del Gangnam Style

Il rapper sudcoreano SPY, che ha lanciato la moda del Gangnam Style

Fenomenologia del Gangnam Style

Ha conquistato le platee di tutto il mondo, facendo scoppiare la moda del flah mob danzante di massa: migliaia di giovani che ballano nelle piazze delle grandi città. Stiamo parlando del Gangnam Style. Questo è il titolo di un singolo K-pop del rapper sudcoreano PSY, pubblicato il 15 luglio 2012. Il singolo ha debuttato nella Gaon Chart alla prima posizione e il video su YouTube è il più visto relativo al suo genere.

Qual  è il segreto di un tale, travolgente successo? La musica, specie se associata al ballo e alla danza, ci ha abituato da tempo all’emergere di simili tormentoni. Ogni tanto ne esce uno, questo è il momento di Gangnam style. Ma così ce la caveremmo a buon mercato, non spiegando un bel niente.  Forse c’è da scavare un poco.

Intanto, osserviamo la figura del protagonista, il rapper sudcoreano SPY. Apparentemente della tradizionale figura del rapper ha quasi nulla. Park Jae-Sang (nato a  Seul nel 1977), rapper, cantante e ballerino, meglio conosciuto con il nome d’arte PSY, è un tantino cicciottello, viene dal lontano Oriente, balla come un cavallo. È famoso in Corea per le coreografie comiche e colorate che accompagnano le sue canzoni e per il suo senso dell’umorismo. Ha raggiunto la popolarità a livello globale con la canzone tormentone di cui stiamo parlando, il cui video su YouTube ha finora ottenuto 700 milioni di visualizzazioni e oltre 5 milioni di mi piace, tuttora record della storia di YouTube. Nel video, PSY si esibisce in un ballo che simula una cavalcata, inserendo tale coreografia in vari contesti, alcuni dei quali molto originali.

Si potrebbe quasi dire che è il rovescio di un rapper, più vicino all’icona di una Lady Gaga impazzita che a quella di un cantante del Bronx. Impiega stilemi volutamente sguaiati ma innocui dal punto di vista ideologico. Non dà fastidio a nessuno. Fa ballare ed è questo che conta.

Flash mob in Gangnam style a Napoli, in piazza Plebiscito: tutti scatenati sulle note del pezzo del rapper sudcoreano Psy.

Negli ultimi anni il fenomeno di massa del flash mob ha investito tutto il mondo, allargandosi dagli USA (il primo risale al 2003 a New York) all’Europa, ma anche ad altri Paesi. Si tratta di riunioni dove un gruppo di persone si organizza nel compiere una determinata azione contemporaneamente: il raduno viene di solito organizzato via Internet ed è il passa-parola a fare da padrone. Ci sono stati, negli ultimi anni, Flash mob (dall’inglese flash, cioè rapido e mob, ossia folla) di tutti i tipi: una tipologia che ha riscosso molto successo è quella del Dance Flash mob, in cui tutti insieme si balla sulle note di una canzone, eseguendo gli stessi passi.  Il 4 ottobre 2009 a Napoli un gruppo di giovani si era radunato in Piazza del Plebiscito scatenandosi sulle note di “Beat It” di Michael Jackson.

Grande successo anche per il Flash mob del 6 ottobre scorso, quando oltre 9000 ragazzi si sono incontrati in piazza, a Palermo, per ballare sulle note del tormentone di PSY. Lo stesso Flash mob si è ripetuto anche a Seul (15 mila persone), a Barcellona (500), in Svezia (600), in Indonesia (1000). Anche Roma ha ospitato un evento del genere e, anche in questo caso, tutto è partito da una pagina Facebook (https://www.facebook.com/romaflashmob), che ha creato e diffuso l’evento. Erano già 2000 le adesioni confermate nelle primissime ore. L’evento si è svolto il 10 novembre in Piazza del Popolo (lato Pincio): a disposizione del partecipanti è stato messo il video tutorial della coreografia da imparare, sulle note della ormai celebre canzone, il cui video è entrato nella storia di Youtube come il più visto di sempre.

Recentemente migliaia di persone si sono riunite sotto la Tour Eiffel per ballare il Gangnam Style. Tutto lascia presagire che saranno seguite da migliaia di altre in tutto il mondo.

Il Gangnam fa ballare.  Ma fa ballare chi? Qui ci dobbiamo spostare sul versante dei fruitori, che sembrano il ritratto perfetto della generazione che è stata variamente definita dei “bamboccioni” o, più recentemente, “choosy”, gli schizzinosi. Quella generazione che va dai 16 ai 35 anni che sta attraversando la crisi economica più grave degli ultimi decenni, che studia ma non sa perché, che cerca un lavoro ma non lo trova. Una generazione in apnea, di individualisti di massa, che celebra il rito dello “sballo” gioioso, fuori dalle cantine e dalla fabbriche abbandonate dei rave notturni e sfatti di droghe pesanti. E’ tutto all’aperto nel Gngnam Style. Non ci sono segreti. Il rovescio esatto dell’hi hop guerriero e intossicato dai gas lacrimogeni della polizia, del rave mefistofelico e wagneriano, della musica di protesta consumata nei centri sociali o negli scantinati di Casa Pound. Tutto apparentemente gioioso. Si balla. Come cavalli imbizzarriti. E se fosse questa la cifra esatta di una generazione a cui hanno spento i sogni? Se fosse questo il segnale che il precariato giovanile che calza scarpe Hogan lancia a chi li guarda stupefatti? Siamo stufi dei vostri sermoni, lasciateci divertire. Poi si vedrà.

A.DeL.
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Il flash mob in Gangnam style in piazza del popolo a Roma

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