La scuola cade a pezzi, ma per il governo gli insegnanti sono “corporativi”, gli studenti “choosy”

Il presidente del consiglio Mario Monti (foto Ansa)

Il presidente del consiglio Mario Monti (foto Ansa)

Duro attacco del premier Mario Monti ai corporativismi che bloccano il Paese anche, ha sottolineato, nel mondo della Scuola. “Io e il ministro Profumo – ha detto a Verona – siamo pronti ad ascoltare le istanze del mondo della Scuola a patto che siano senza senza ideologismi e senza corporativismo”.

La “polemica dei giorni scorsi da alcune organizzazioni degli insegnanti nei miei confronti, era fondamentalmente motivata, lo dico serenamente, dalla difesa di interessi di breve periodo”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Monti, che si è detto “pronto insieme al ministro Profumo ad ascoltare le istanze del mondo della scuola a patto che sia fatte in maniera costruttiva, senza strumentalizzazioni e senza corporativismo”.

Monti, che ha parlato agli Stati generali del Centro-nord organizzati da Italia Camp, ha osservato che “mettersi in discussione è alla base di ogni sana evoluzione demografica: tutti devono mettersi in discussione”. “Gli insegnanti, i professori, sono i nostri maestri, la base prima, insostituibile, per la nostra crescita – ha detto Monti – E del loro impegno quotidiano la nostra società ha assolutamente bisogno. Non c’è un noi governo e un voi insegnanti-studenti. Ma lavoriamo tutti per uno stesso obiettivo: tutti vogliamo una scuola più efficiente, più moderna, che sappia rispondere alla sfida del presente”.

“Stiamo lavorando – ha aggiunto Monti – per avere per esempio una scuola digitale anche e soprattutto per le scuole del mezzogiorno”.

‘2013 SIA ANNO INVESTIMENTI IN CAPITALE UMANO’ – “Il mio desiderio è che il 2013 possa essere l’anno di uno straordinario investimento in capitale umano, da parte di tutte le forze del paese, soprattutto per sostenere i giovani”. Lo ha detto il premier Mario Monti aggiungendo che “se lo Stato da solo non ce la fa, non vuol dire che non ce la facciano gli italiani insieme”.

‘MONTI,OK RIDURRE TASSE MA IN TEMPI POSSIBILI’ – Per il premier Mario Monti “non c’é dubbio che occorrerà ridurre la pressione fiscale” ma “ci sono dei limiti e una dinamica temporale – ha aggiunto – attraverso cui questa cosa sarà possibile”. Lo ha detto intervenendo agli Stati Generali del Centro-Nord.

MONTI, POLITICHE GOVERNO NON SONO CAUSA DISOCCUPAZIONE – Per il premier Mario Monti “le politiche economiche del governo” non sono la causa “dei fenomeni negativi che vogliamo rimuovere” come la recessione e la disoccupazione. “Io sono molto sensibile al problema disoccupazione – ha aggiunto – ma non ritengo che il governo potesse fare diversamente da quello che ha fatto”.



Categorie:V05- Scuola e Università

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1 reply

  1. Monti potrà parlare di corporativismo nella Scuola solo quando ci sarà un Ordine degli Docenti.
    E’ una vecchissima tattica quello di accusare l’avversario della stessa cosa di cui chi accusa è colpevole. E’ più corporativista di chi non ha fatto praticamente nulla per abbassare da subito alti stipendi e vitalizi di politici, di alti dirigenti e generali, o chi vuole difendere il normale lavoro dei docenti di tutte le scuole di ogni ordine e grado? poter lavorare serenamente è un interesse di breve periodo?
    Ora farebbe meglio a parlare di investimenti (in denaro e non solo in capitale umano) nelle strutture scolastiche che cadono a pezzi, invece di togliere risorse a Scuola, Sanità, Giustizia e Welfare perchè è facile parlare adesso di servizi dello Stato che non funzionano, dopo che a questi servizi si sono tolti per anni e si continuano a togliere ora fondi necessari al loro sostentamento.
    Fare invece investimenti veri e di lungo periodo è l’unico sistema per uscire dalla crisi, e perfino una grande azienda automobilistica come la Volkswagen lo ha capito.
    In questo governo vedo solo interessi di lungo periodo nello smontare progressivamente i vari servizi dello Stato per poter far subentrare il privato, con tutte le speculazioni che ne deriverebbero, e nel continuare ad investire in politici, alti dirigenti, banche e cacciabombardieri.

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