Rapporto Ispra: radiografia della situazione ambientale italiana- Qualche spiraglio ma molti problemi

Le città italiane consumano meno acqua ma continuano ad avere problemi di consumo del suolo e troppi restano i siti contaminati dall’inquinamento. Tra tentativi di migliorare la vivibilità delle nostre città e problemi strutturali irrisolti (perdite dalla rete idrica, parco macchine) e culturali (uso dei mezzi pubblici e sostenibili), l’ Ispra scatta una fotografia della complessa realtà italiana: frastagliata e isterica, ma con timide buone notizie. L’8° edizione del Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano è stato presentata a Roma dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (Ispra/Arpa/Appa), valutando 51 Comuni capoluogo.

Acqua
Buone notizie. Nella maggior parte delle città i reflui sono collegati al depuratore per oltre il 90%, mentre la restante quota è convogliata quasi per intero in sistemi individuali di trattamento. In relazione alle norme europee, sono conformi ai livelli di emissione consentiti 50 centri urbani su 66. Il valore medio dell’acqua consumata per uso domestico è diminuito negli ultimi 10 anni di circa il 20%, con un consumo medio pro-capite di 66,7 metri cubi in 116 capoluoghi di provincia.
Cattive notizie. La diminuzione del consumo di acqua non è tuttavia collegata unicamente a misure virtuose di risparmio, quanto piuttosto alla scarsità della risorsa. Nel 2010 ben 7 città hanno dovuto razionalizzare l’erogazione. Altra grave questione, ancora irrisolta, quella delle perdite di rete. Se si considerano le tre nuove città inserite nel Rapporto, ovvero Arezzo, Brindisi e Andria, si vede che tra il 2005 e il 2008 la situazione è rimasta invariata nella città toscana, mentre è leggermente migliorata (-0,7% di perdite) nelle due località pugliesi.

Aree contaminate
Solo cattive notizie, con Napoli e Milano in testa. In Italia esistono 57 Siti contaminati di Interesse Nazionale (SIN), che coprono oltre il 3% del territorio. Nel Rapporto sono riportati i dati relativi ai 38 SIN, che interessano 30 città, e per la prima volta anche quelli relativi ai siti contaminati locali (per 8 città). La più alta concentrazione di SIN si trova a Napoli, che ne ha 6, seguita da Milano, con 5. Non si trovano buone notizie su questo tema. Lo stato di avanzamento delle procedure di bonifica è molto eterogeneo e solo 9 SIN (su 57) risultano avere oltre il 50% di progetti di bonifica approvati.

Consumo di suolo
Cattive notizie. Ogni giorno in Italia si consumano più di 100 ettari al giorno. Si tratta di una delle tematiche più discusse e importanti per il nostro Paese, perché come noto il consumo di suolo sottrae spazio alla produzione agricola e alle aree naturali e soprattutto indebolisce la capacità del “sistema urbano” di assorbire e compensare le pressioni antropiche e naturali, ovvero la “resistenza” in caso di alluvioni, frane o terremoti.  Lo scorso luglio è stato varato dal Consiglio dei Ministri un disegno di legge quadro in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo del suolo, alla luce di dati impressionanti: dagli anni ’50 a oggi sono stati “impermeabilizzati” in Italia 1,5 milioni di ettari, una superficie pari alla Calabria.

Il rapporto dell’Ispra ha valutato il consumo di suolo in 43 aree urbane, dovuto all’impermeabilizzazione e ad altri usi artificiali come cave, discariche e cantieri, nel periodo 1949-2011. Il consumo è risultato elevato in quasi tutti i comuni studiati, con un continuo incremento delle superfici impermeabilizzate. In 4 città su 43 il consumo del suolo è esteso ormai a più della metà del territorio comunale, in 10 città è compreso tra il 30 e il 50%.
Fenomeno correlato, gli sprofondamenti nei centri urbani (sia della sede stradale che al di sotto di edifici) sono un fenomeno in aumento: a Roma quest’anno sono stati registrati finora ben 59 sprofondamenti (sono stati 36 in tutto il 2011). In certi casi questi fenomeni sono causati dalle caratteristiche naturali del sottosuolo, ma spesso anche da fattori antropici come le insufficienze della rete fognaria e di drenaggio. Il maggior numero di casi di sprofondamento complessivamente censiti (periodo 1884-2012) si sono avuti a Roma (1892 fino a settembre 2012), seguita da Napoli (234) e Cagliari (67).
Buone notizie
La percentuale di verde pubblico sul territorio comunale non è diminuita nell’arco del periodo considerato (2000-2010). Parchi, giardini, aree naturali protette e foreste urbane, ovvero il capitale naturale delle città, hanno avuto variazioni positive – anche se minime, sempre vicine al punto percentuale – nella maggior parte del campione indagato (30 città su 51). In 8 città – soprattutto del Centro-Sud – non si sono registrati aumenti.

Mobilità urbana sostenibile
Cattive notizie. L’Italia rimane uno dei Paesi con più alto numero di autovetture procapite: il tasso di motorizzazione dei veicoli privati è passato da 501 auto ogni 1000 abitanti nel 1991, a 606 nel 2010.
Buone notizie. Tuttavia, nel periodo 2006-2010, il numero di auto private ogni 1000 abitanti è diminuito nel 60% dei Comuni (soprattutto al Centro-Nord), aumentando però nel restante 40% dei Comuni (principalmente Sud e Isole). Nel lungo periodo (2000 – 2010) emerge un quadro di generale aumento dell’offerta di trasporto pubblico. Nel 2010 Milano registra il più alto numero di passeggeri per abitante trasportati (702), seguita da Venezia (648) e Roma (530). Le piste ciclabili sono aumentate in modo notevole nella maggior parte delle città, anche se si mantiene il divario tra Nord e Sud. La regione più virtuosa è l’Emilia Romagna, con 8 tra le prime 10 città per metri di piste ciclabili ogni 1000 abitanti. Il valore più elevato si registra a Reggio Emilia, con 1.026 metri di piste ciclabili per 1000 abitanti mentre, tra le grandi città, Roma e Milano registrano bassi valori dell’indicatore (circa 45 e 57 metri di piste ciclabili per 1000 abitanti nel 2010).

La concentrazione di polveri sottili rimane drammaticamente alta nel Nord Italia, in particolare nelle città della Pianura Padana, che continuano a registrare frequenti superamenti del valore limite giornaliero.
Buone notizie. Cresce la consapevolezza su questo tema, sia tra i singoli cittadine che nelle amministrazioni. Ad oggi circa 2mila Comuni hanno aderito al Patto dei Sindaci della Commissione Europea, presentando un piano d’azione per l’Energia Sostenibile (PAES) e adottando misure per l’abbattimento delle emissioni di CO2, specie nel settore edilizio, centrale anche per il contenimento dei consumi energetici.

Ripreso da: Wired



Categorie:N03- Ecologia e Ambiente - Ecology and Environment, N05- Tutti i veleni del mondo

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