Più che un’Onda, uno tsunami – La scuola italiana rifiuta di piegarsi- Giornata di mobilitazione il 24

Se i movimenti del 2008 contro la Riforma Gelmini costituivano un’Onda, questi del 2012 sono un vero e proprio tsunami.

La manifestazione di Venezia

Prima occupazione a Milano, Liceo artistico Brera Hajech

Liceo Brera Occupato

È la prima occupazione in città: liceo artistico Brera Hajech, dietro corso XXII Marzo. Sul cancello i ragazzi calano uno striscione: «Il 14 novembre non si ferma. Gli studenti non si arrestano». Un altro lo srotolano sulla facciata: «Scuola occupata. No austerity». Poi spiegano: «Ci prendiamo la nostra scuola per esprimere dissenso al governo dei banchieri e dimostrare la nostra opposizione alle politiche di austerità». Le stesse ragioni gridate nel corteo di mercoledì 14, giornata di protesta europea e di scontri a Milano, con dieci agenti feriti.

Questo il comunicato degli studenti:

BRERA OCCUPATO
Oggi 21 novembre,noi studenti del Brera di via Hajech, abbiamo deciso di occupare.
Ci prendiamo la nostra scuola per poter esprimere il nostro dissenso a questo governo dei banchieri e così dimostrare la nostra opposizione alle politiche di austerità.
Chiediamo più strutture,fondi,possibilità e opportunità per la scuola pubblica che da troppo tempo ormai è in una situazione di oppressione e di crisi insostenibile.
Da quasi un decennio tutti i governi che si sono alternati,hanno sempre tagliato fondi all’istruzione pubblica.
Le misure di austerità del governo Monti non solo diminusicono ulteriormente il livello dell’istruzione pubblica ma colpiscono anche diritti e pensioni e aumentano e impongono tasse,condannandoci ad un esistenza precaria.
L’occupazione non è però solo una forma di protesta ma una vera e propria esperienza di autogestione e contro informazione della scuola.
Siamo consapevoli di agire nell’illegalità ma siamo legittimati dalla nostra protesta.
Inoltre ricordiamo l’accaduto del 14 novembre,giorno di sciopero generale europeo, dove a Roma gli studenti hanno subito violente cariche e arresti.Quel giorno, come in altre città d’Italia,anche noi studenti delle scuole di Milano eravamo in piazza, solidali e complici con gli studenti romani.

STOP REPRESSIONE,LIBERI TUTTI, LIBERI SUBITO

BRERA HAJECH OCCUPATO!

Assemblea in notturna al liceo scientifico Vittorio veneto di Milano

Al liceo scientifico Vittorio Veneto assemblea in notturna, per parlare di crisi e scuola pubblica,  organizzata dalla preside, che con circolare invita alla serata anche docenti e genitori, all’ordine del giorno «assemblea, dibattito e iniziative di lotta». Appuntamento lanciato dai collettivi online anche alla Statale, in via Festa del Perdono.

Ieri gli studenti dei licei artistici, a partire dal Brera di via Papa Gregorio XIV erano in piazza, in Duomo. «Useremo soltanto il linguaggio dell’arte. Porteremo fogli di carta e litri e litri di tempera, realizzeremo opere sul posto, per dire no ai tagli alla scuola pubblica e alle politiche dei governi che danneggiano l’ambiente», dice Noemi, rappresentante degli studenti. E sabato, mentre a Roma gli studenti sfileranno in corteo, qui il collettivo del Manzoni annuncia un presidio davanti al liceo di via Lanzone. «Settimana prossima poi si riprende – dice Elena, del Coordinamento collettivi -. Avanti così fino al 12 dicembre».

A Palermo studenti in mutande

A Palermo gli studenti tornano in piazza stamani per protestare contro il governo e i tagli all’istruzione. I ragazzi hanno marciato lungo le vie del centro del capoluogo siciliano, esibendo striscioni, intonando slogan ed esibendo mutande accompagnate dalla scritta “Prendetevi pure queste”. Alla manifestazione, promossa dal Coordinamento Studenti Siciliani e Avanguardia Studentesca stanno partecipando migliaia di persone. Da lunedì ad oggi la protesta è montata negli istituti superiori palermitani, e 21 scuole sono state occupate dagli studenti. Durante la marcia, i giovani hanno anche rivolto un pensiero a quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza, e dato vita ad un flash mo’ in segno di solidarietà al popolo palestinese.

Corteo a Venezia, contestata la Fornero- “Don’t be choosy, choose to fight”

Un migliaio di giovani tra studenti e appartenenti ai centri sociali in corteo a Venezia per contestare il ministro Elsa Fornero, presente a un convegno su donne e mercato del lavoro promossa all’ateneo Ca’ Foscari. Dai manifestanti slogan e striscioni contro le politiche del governo per la scuola: “L’Università è degli studenti, non dei ministri”, hanno scandito.

L’incontro doveva tenersi nella sede dell’università ma poi, per motivi di sicurezza, è stato spostato all’isola di San Servolo nel cuore della laguna veneziana.

La sede di Ca’ Foscari è stata raggiunta verso l’ora di pranzo da un gruppo di circa 6-700 contestatori. Partiti da Piazzale Roma per il ‘No Fornero Day’, con lo slogan “don’t be choosy, choose to fight”, scortati dalle forze dell’ordine sono giunti alla sede centrale dell’università dove sono entrati nell’androne.

Manifestanti, studenti e no global, accompaganti da musica e giocolieri, si sono fermati nel cortile. Qui hanno appeso striscioni di protesta sul Canal Grande, dalle finestre del palazzo; ai manifestanti è stato permesso di salire al primo e terzo piano ma non al secondo dove ci sono gli uffici del rettore. Dopo meno di un ora la protesta è rientrata.

A Prato gli insegnanti spediscono i compiti al ministro

Centinaia di compiti da correggere spediti a Roma, all’indirizzo del ministro della scuola Francesco Profumo. E’ la protesta messa in scena oggi pomeriggio da trenta professori delle scuole di Prato che aderiscono al coordinamento degli insegnanti che si lamentano delle modifiche previste dal governo riguardo la scuola pubblica. I professori, in attesa della manifestazione di domani a Roma, si sono messi in fila alle poste centrali della città ed hanno spedito il materiale al ministro.

I motivi dello sciopero della CGIL

La Flc-Cgil, unico sindacato a mantenere la protesta indetta assieme agli altri sindacati del settore per sabato 24 novembre, ha deciso di spostare a Piazza Farnese la manifestazione inizialmente prevista a piazza Del Popolo. Il giudizio del sindacato guidato da Mimmo Pantaleo è “fortemente critico” rispetto a quanto prospettato dal Governo. “Il ripristino degli scatti di anzianità per l’anno 2011 ha bisogno di una copertura finanziaria 480 milioni di euro, ma il Mef a fronte dei tagli epocali, 8 miliardi in tre anni, ha certificato una miseria di risparmi: 86 milioni. E’ necessario quindi tagliare di un terzo, pari a 384 milioni di euro, il fondo di scuola per pagare gli scatti”.

Per il sindacalista, “l’onere del pagamento si scarica sui lavoratori che dovranno rinunciare a una parte del salario accessorio, quello finalizzato al miglioramento dell’offerta formativa cioè il valore aggiunto alla didattica. Gli scatti verranno pagati dagli stessi lavoratori ma anche dagli studenti che avranno meno offerta formativa. L’autonomia scolastica e il patto sociale con le famiglie ne escono calpestati. In due anni quindi le risorse disponibili per il miglioramento dell’offerta formativa si ridurranno a meno di un terzo di quelle attuali. Secondo il Ministro Grilli, questo ‘impegno’ del Governo dovrà essere compensato da un aumento della produttività del personale docente e Ata: vale a dire lavorare di più a parità di salario. Il Governo tace invece su precariato e piano di stabilizzazioni docenti e Ata, tagli agli organici, finanziamenti alla scuola pubblica, docenti inidonei e rinnovo del contratto bloccato da oltre tre anni”.

Le iniziative a Roma il 24

Tre cortei e tre sit-in. Domani sarà un sabato di passione a Roma per le diverse iniziative di protesta sulla scuola (Cgil, Cobas e studenti) e sulla crisi economica (Casapound Italia). Blindato il centro storico, soprattutto la mattina quando a scendere in piazza saranno gli studenti univestitari e medi che già hanno annunciato di voler andare a manifestare sotto “i palazzi del potere” e che non accetteranno “blocchi” o limitazioni di sorta da parte delle forze dell’ordine. Si potrà manifestare il proprio dissenso, ci sarà comprensione e dialogo da parte nostra, ma è ovvio che i luoghi sacri della democrazia saranno inviolabili”, ha però avvertito il prefetto Giuseppe Pecoraro, per il quale in ogni caso “non ci sono segnali di una ‘regia’” per arrivare scontri con le forze dell’ordine come è stato lo scorso 14 novembre.

E il trasporto pubblico di Roma sarà stravolto con circa ottanta linee deviate. Con i cortei si inizia alle 10, quando i Cobas si sono dati appuntamento a piazza della Repubblica per sfilare fino a piazza SS. Apostoli, contro “una politica scolastica che in continuità con quella dei precedenti ministri dell’Istruzione, vuole imporre una scuola-miseria fatta di tagli permanenti e finanziamenti ridicoli, e una scuola-quiz, basata sui grotteschi indovinelli dell’Invalsi come metro di valutazione per istituti, docenti e studenti”.

Sempre per le 10 si muoveranno gli studenti (universitari e medi), da Piramide direzione centro, dove al Colosseo si uniranno ai Cobas per marciare, hanno annunciato, fino a sotto il Parlamento. Un corteo non autorizzato, con un itinerario che non si conosce e che quindi potrebbe riservare scenari imprevisti. Le forze dell’ordine saranno schierate secondo il solito dispositivo a impedire l’accesso verso le sedi istituzionali. Il proposito dei ragazzi (ufficiale e non) è comunque quello di dare vita a una protesta pacifica, per non alimentare ulteriori tensioni dopo gli scontri del 14 novembre. Anche se poi la storia ha insegnato che basta poco per accendere gli animi dei più violenti.

Sempre la mattina, dalle 10 alle 14 è previsto un sit-in di professori e precari davanti il Ministero dell’Istruzione, mentre dalle 9 la Flc-Cgil si ritrova a piazza Farnese con una manifestazione staziale nel giorno dello sciopero della scuola per denunciare tra l’altro che “il governo tace su precariato e piano di stabilizzazioni docenti e ATA, tagli agli organici, finanziamenti alla scuola pubblica, docenti inidonei e rinnovo del contratto bloccato da oltre tre anni”. Con il sindacato ci sarà l’Italia dei Valori, dopo che ieri le altre organizzazioni del comparto (Cisl, Uil, Sanls e Gilda) si sono sfilate sospendendo lo sciopero dopo il passo avanti del governo per risolvere la questione del pagamento degli scatti di anzianità.

Il pomeriggio, invece, scende in piazza Casapound Italia, con un corteo dalle 16 alle 20 da piazza Mazzini a Ponte Milvio (zona Prati-stadio Olimpico). I militanti di Cpi protesteranno “contro il governo dei banchieri e a difesa dello stato sociale, per dire ‘no’ a privatizzazioni, speculazione,azzeramento delle tutele per il lavoro, perdita della sovranità nazionale”. Per gli organizzatori sono migliaia le adesioni con decine di pullman in arrivo da tutta Italia.

E in concomitanza con la manifestazione di Casapound, Federazione della Sinistra e Anpi hanno indetto un sit-in per la “Difesa della Costituzione e dei valori dell’antifascismo”. Sarà dalle 16 alle 20 in piazza dell’Esquilino, a poche decine di metri dalla sede nazionale di Cpi in via Napoleone III. “Ad oggi non ci sono motivi di ordine pubblico né di carattere giudiziario che possano giustificare un divieto”, ha chiarito il prefetto Pecoraro, per il quale comunque “non ci sono avvisaglie” su incursioni antifasciste contro il corteo di Casapound.



Categorie:V05- Scuola e Università, W01- L'educazione proibita

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