I candidati del centrosinistra fanno il pieno, Berlusconi a Roma il vuoto e poi ci sono i montiani (Montezemolo e Casini)

 

Renzi alla Leopolda fa il pieno

Si è conclusa la terza e ultima giornata della convention alla Leopolda. Renzi sale sul palco e la sua parola d’ordine risuona come un imperativo categorico su tutta la platea: vincere, e lo grida a chiare lettere non appena inizia a parlare: ”Abbiamo una brutta notizia per voi -esordisce il sindaco – vogliamo vincere, perché non ci interessa a noi vincere, interessa al Paese che vinciamo noi”. “Il popolo della Leopolda e’ stato descritto sui giornali come alla ricerca di un ‘piano B’. Dicono che Renzi riunisce i suoi per discutere del piano B se perde: a noi non ci interessa, a noi interessa vincere, e vincere bene, nell’interesse del Paese”. “Non ci interessa il premio simpatia – ribadisce con forza – e chi si ritira all’ultimo chilometro non e’ un romantico, e’ un vigliacco”.

Una battuta anche sul caso Iachino: “Chiedo al nostro segretario Pierluigi Bersani – ha detto Renzi – se non sia il caso di dire una parola su chi ha detto che Ichino e’ dalla parte sbagliata, e non si debba candidare con noi: lo ha detto il segretario della Cgil”. ”Dove sta Ichino lo decide Ichino e gli elettori che lo votano, non il segretario di un’organizzazione sindacale. Spero che Bersani difenda il diritto di Ichino di stare in questo partito” contro ”l’arroganza di mandare via” qualcuno. Infine una stoccata alla “Qualcuno ha detto, ‘se vince lui preparo il foglio della deroga’: Rosy, rispetta l’ambiente, non lo fare nemmeno il modulo della deroga!”.

”C’e’ da fare un quarto d’ora in fila per cambiare un sistema della comunicazione pubblica dove i portavoce di partito continuano a dettare legge nei Tg della Rai”. Secondo Renzi vincendo si puo’ anche ”radere al suolo il sistema della burocrazia, ma serve un quarto d’ora di fila, se no non ce la facciamo”.

Più determinato che mai il rottamatore si rivolge agli elettori: “Se oggi il Pd nei sondaggi è sopra il 30%, andate a ricercare quelli che dicevano che le primarie ci avrebbero distrutto, quelli che ci accusavano di voler rompere tutto, e chiedete conto delle loro affermazioni, delle loro assurdità”. “Nella campagna elettorale delle primarie – afferma Renzi – non abbiamo parlato male dell’usato sicuro, abbiamo detto che abbiamo un’idea diversa”.”Domenica prossima non ci sono due caratteri, due curricula, due tradizioni a confronto. C’e’ un modello di futuro basato sulla sicurezza e serenita’ e dall’altro uno che dice ‘scopriamo il futuro come sfida o l’Italia non ha destino'”. E chiude: “Ce la giochiamo fino all’ultimo giorno con questa passione”.

“Ho le stesse possibilita’ di diventare Papa che di diventare segretario del Pd, e’ un rischio che non corro ne’ io ne’ il Pd”. Lo ha detto Matteo Renzi, in una conferenza stampa a margine della convention alla Stazione Leopolda.

”Sono piu’ interessato a pensare cosa deve fare un uomo di governo – ha aggiunto il candidato alle primarie del centrosinistra – Il segretario del partito per prima cosa deve pensare ad andare al governo. Sogno un Paese in cui il nome del segretario del Pd, cosi’ come quello dei democratici americani, nessuno sa quale sia”.  Ivan Scalfarotto, vicepresidente del Pd, ha preso la parola dopo Simona Bonafe’ e prima di Maria Elena Boschi, due delle tre donne alla guida del comitato elettorale di Renzi.

”Se Matteo Renzi rappresenta il 40-45% dei nostri elettori, e i dirigenti che lo appoggiano sono solo 7 o 8, vuol dire che abbiamo perso il contatto con quel 40% di elettori”, ha detto Scalfarotto.  ‘Il Pd – ha aggiunto – non appartiene alla maggioranza dei suoi militanti e dei suoi elettori, appartiene a tutti i suoi militanti ed elettori”.

Vendola conquista Ferrara in bici

Atteso da più di 550 persone Nichi Vendola è arrivato stamattina a Ferrara al Cinema Apollo. Un bagno di folla per il leader di SEL che trova a Ferrara numerosi sostenitori, la maggior parte dei quali è impegnata nel seguirlo sul percorso della sua campagna elettorale in un comitato di recente formazione (un mese esatto di esistenza).

Prima di entrare e di affrontare il pubblico, Vendola si è preso il tempo per parlare in privato con gli operai della Berco: la situazione dell’azienda copparese è simile a quella di tante realtà sparse in tutto il Paese e ricade nelle priorità che il futuro Governo dovrà fare sue.

In sala ad attenderlo giovanissimi, genitori con bambini, anziani. Serena, lavoratrice precaria e mamma di tre bambine ha spiegato la sua presenza: “Sono venuta perché credo che Vendola sia il volto più serio ed affidabile fra i cinque candidati alle primarie e ho voglia di sentire cos’ha da dire”. Fiducioso anche il signor Gianni, pensionato con due figli adulti – di cui uno a carico. “Mio figlio che è laureato e disoccupato mi ha detto che stamattina dovevo venire a sentire Vendola, perché la vera sinistra non è quella che voto io ma questa qua che parla con la gente. E allora parliamo con lui, vediamo se capisco di più quello che cerca di spiegarmi mio figlio”.

Sul palco, per introdurre l’intervento di Nichi Vendola, ha parlatoMauro Presini, maestro elementare che ha “prestato la faccia” per parlare di scuola pubblica, perché l’idea vendoliana è che la scuola sia innanzitutto educazione alla cittadinanza, alla democrazia e alla diversità e che l’istruzione debba diventare nuovamente strumento di crescita del Paese. 

La centralità della cultura come premessa fondamentale del rinnovamento politico, che in Vendola vedono i suoi sostenitori, sarà promossa negli incontri del 19 novembre a Bologna con “Orazione civile per la resistenza”, del giornalista militante Daniele Biacchessi, sempre in Vicolo Bolognetti, e dalla conferenza del 20 novembre “Con la cultura non si mangia… oppure Vendola. Il valore della produzione artistica e culturale” che si terrà a Palazzo d’Accursio e alla quale, tra gli altri, parteciperanno l’Assessore regionale alla Cultura, Massimo Mezzetti, il segretario regionale della Cgil, Beppe Fiorelli ed Elia Mazzoni, dall’esperienza di Profilm.

Da sabato partirà anche l’avventura dei libri dell’iniziativa “BookMob” , che i bolognesi potranno trovare e condividere in giro per la città e che, tra alcuni mesi, andranno rispediti ai promotori che li distribuiranno a scuole, carceri ed associazioni che hanno più bisogno.

Berlusconi a Roma fa il vuoto

La manifestazione pro Berlusconi organizzata sabato 17 novembre in piazza Santi Apostoli – nel cuore della Capitale – è andata praticamente deserta- si legge in una nota del Corriere della sera . Poche persone intorno alle 11, quasi nessun sostenitori verso le 13, quando ormai anche i più convinti tra i fan avevano dato forfait.

Transenne e forze di polizia schierate inutilmente dunque, a meno di 500 metri dalla residenza dell’ex premier, Palazzo Grazioli. In piazza Santi Apostoli sono rimasti soltanto gli striscioni e i manifesti – con il vecchio motto Il Popolo della Libertà/Berlusconi presidente – esposti da pochi volontari, i volantini che invocavano «Rialzati Italia!» e qualche cartolina con il volto di Silvio attaccata ai pali della segnaletica stradale.

La manifestazione nazionale «Solidarietà al nostro amato presidente Berlusconi» era stata convocata fin dal 3 novembre («appuntamento sabato 17, dalle 11 alle 13») attraverso l’omonimo blog «solidarietàpresidenteberlusconi» e autorizzata dopo regolare richiesta dalla Questura di Roma. «Scendi in piazza per difendere il tuo futuro, i tuoi interessi, la tua libertà!», invocava il blog. In pochi ne hanno sentito il bisogno.

I calcoli di Casini

Pierferdinando Casini sceglie la terza via: correrà da solo alle Politiche con l’intento programmatico di mantenere Mario Monti a Palazzo Chigi e organizzare un esecutivo che ricalca quello uscente. “La premessa è il consenso popolare”: nel senso  che le amministrative della primavera 2012 (quando si è votato in oltre 900 comuni) hanno sancito la fine del  Terzo Polo (l’asse Udc-Fli di Gianfrancro Fini e l’Api di Francesco Rutelli).

“Noi lavoriamo perchè alle prossime politiche – dice  Casini – Monti sia richiamato in servizio permanente effettivo e sia investito dalla gente della possibilità di  continuare a lavorare”.  “I governi di destra e di sinistra negli ultimi vent’anni – riepiloga – non sono stati in grado di affrontare la crisi del Paese. E oggi non vediamo un’alternativa alla credibilità e affidabilità di Monti”.

Montezemolo va alla pugna

Montezemolo scende in campo: obiettivo la ricostruzione dell’Italia. “Siamo qui – ha detto all’assemblea ‘Verso la Terza Repubblica a Roma – perché vogliamo che inizi finalmente un capitolo nuovo della nostra vita civile e democratica, che metta al centro questa Italia, l’Italia che rema. Dobbiamo aprire la strada verso la Terza Repubblica”. E ha messo subito in chiaro che solo Monti “può fare il lavoro di ricostruzione in Italia e in Europa meglio di chiunque altro. Ammetterlo non è un segno di debolezza ma un’assunzione di responsabilità”. Il leader di ItaliaFutura ha precisato però: “Non chiediamo al presidente del Consiglio di prendere oggi la leadership di questo movimento politico, ciò pregiudicherebbe il suo lavoro e non ce lo possiamo permettere. Quello che ci proponiamo di fare è dare fondamento democratico ed elettorale al percorso iniziato dal suo governo perchè possa proseguire, rafforzato, nella prossima legislatura”. Dal canto suo, il premier, a proposito delle scelte dei prossimi mesi per le elezioni, ha detto: ” “Nessuno mi domanda un impegno oggi e oggi non do nessun impegno”. E sulla convention promossa da Montezemolo, ha detto di vedere “con favore” le iniziative di chi, nella società civile, si sta attivando in questi giorni per riavvicinare i cittadini alla politica”.

Ma Monti non prende impegni

«Nessuno mi domanda un impegno oggi e oggi non do nessun impegno». Lo ha detto il presidente del Consgilio, Mario Monti, a proposito delle sue scelte dei prossimi mesi in relazione alle prossime elezioni. Monti ha partecipato alla Bocconi alla presentazione di un libro sull’Europa nell’ambito di un’iniziativa promossa dal Corriere della Sera. Poco più di cento manifestanti hanno protestato vicino all’università. Le forze dell’ordine, polizia e carabinieri in tenuta antisommossa, hanno caricato i manifestanti con scudi e manganelli, dopo che i giovani dei centri sociali avevano cercato di sfondare la linea di contenimento creata da militari e polizia. Due agenti sono rimasti contusi.
«Da qui al 10 marzo – ha affermato il presidente del Consiglio – accadrà che continuero la mia attività di presidente del consiglio, salvo imprevisti, anche perché abbiamo scadenze cruciali da affrontare sul piano europeo».
«Il voto che do a me stesso – ha detto il premier – è meno buono di quello che mi danno gli osservatori stranieri ma è meno cattivo di quello che mi danno gli economisti, soprattutto bocconiani».
«Credo – ha osservato Monti – che si sia stati troppo esigenti in termini di tempo per il riassetto della Grecia. Si è preteso, e non ci si è riusciti, che la Grecia in 3 anni facesse una rivoluzione sociale, etica, giuridica, nella lotta alla corruzione, nella lotta all’evasione, del tipo di quelle rivoluzioni che, altrove, richiedono una generazione. Questo non è riuscito»



Categorie:C04- Partiti e comunicazione politica

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