Allarme su Tel Aviv e Gerusalemme- Continuano i pesanti raid aerei su Gaza- Mobilitati altri riservisti

Fortissima tensione tra la popolazione palestinese di Gerusalemme

Dopo Tel Aviv, nel pomeriggio le sirene dell’allarme anti-aereo sono entrate in azione anche a Gerusalemme, preannunciando il possibile arrivo di razzi o missili dalla Striscia di Gaza: la radio dell’Esercito israeliano nel frattempo precisava che l’allerta era rivolto ai centri abitati nel circondario della Città Santa. Dal canto loro le Brigare Ezzedine al-Qassam, ala militare di Hamas, ha annunciato di aver lanciato contro Gerusalemme un razzo ‘Qassam II’.

I bombardamenti di Israele a Gaza erano andati avanti per tutta la notte e l’esercito israeliano ha detto di avere colpito 130 obiettivi militari nella Striscia. Dalla Striscia sono continuati a partire razzi verso Israele (350, ha detto Hamas). Uno di questi è caduto in un’area disabitata dalle parti di Tel Aviv, un altro in mare sempre poco distante dalla città. Hamas ha detto di essere in possesso di razzi Fajr-5, di fabbricazione iraniana e raggio d’azione di 75 chilometri. Fin qui, dopo l’uccisione del capo militare di Hamas, Ahmed Jabari, sono morti 17 palestinesi e 3 israeliani.

Intorno alle 8 del mattino, ora italiana, è arrivato a Gaza il primo ministro egiziano, Hisham Qandil, in una visita di sostegno ai palestinesi. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha detto che durante la visita, che durerà tre ore, l’esercito sospenderà gli attacchi su Gaza, se i miliziani di Hamas faranno lo stesso. Nelle prime ore di venerdì l’esercito israeliano ha nuovamente gettato su Gaza migliaia di volantini per avvertire i residenti di “stare alla larga da Hamas e altre organizzazioni terroristiche”. Il primo ministro Ismail Haniyeh di Hamas – uno dei due primi ministri palestinesi: la carica è contesa, l’altro è Salam Fayyad – ha condannato gli attacchi di Israele definendoli «feroci».

Ieri l’esercito israeliano ha richiamato 30.000 riservisti, almeno dodici camion militari sono stati visti trasportare armi e carriarmati verso il confine con Gaza, accompagnati da pullman che trasportavano soldati, facendo così circolare nuove voci e ipotesi su una possibile invasione di terra. Le autorità israeliane dicono di essere pronte, se sarà necessario, ma che non è ancora stata presa una decisione. La BBC sostiene che il governo egiziano del presidente Morsi stia facendo attivamente da mediatore tra Israele e Hamas. Gli Stati Uniti hanno invitato Egitto, Turchia e tutti i paesi europei che hanno contatti con Hamas a fare pressioni perché il lancio di missili si interrompa. I ministri degli Esteri della Lega Araba si riuniranno oggi per discutere di quanto sta succedendo.

Truppe e carri armati israeliani sono schierati al confine con la Strischia di Gaza, facendo presupporre un possibile imminente attacco di terra dopo 48 ore di raid aerei. Ieri la tv israeliana aveva annunciato un’offensiva di terra già oggi, ma il presidente israeliano, Simon Peres, ha voluto raffreddare la tensione: “Non è nostra intenzione – ha detto – entrare in guerra. “Speriamo che questa operazione non duri un minuto di più del richiesto”. I movimenti di Israele in queste ore però non tranquillizzano. Il governo ha cominciato a richiamare 16.000 dei 30.000 riservisti per i quali è stato dato ieri sera il via libera alla partecipazione al conflitto con Gaza. L’ingresso dei riservisti nella campagna militare indica la necessità di un’operazione che potrebbe durare diversi giorni attraverso un dispiegamento delle truppe sul terreno.



Categorie:Y03- World News

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