Grecia- Inutile sofferenza di un paese già fallito? Ora c’è anche un morto

Le tensioni in Grecia aumentano di giorno in giorno. Nel mirino ci sono ancora i tagli imposti dalla Troika (Ue, Bce, Fmi), per cercare di risanare il Paese. Oltre undici miliardi di euro. Ma la situazione continua a peggiorare. E i cittadini si dicono «stanchi ed esasperati», anche perché «non si vede una via d’uscita». Così per la seconda volta in un mese è stato indetto uno sciopero generale, il quarto dall’inizio dell’anno. La mobilitazione nel giorno in cui si riuniscono i capi di stato e di governo dei paesi dell’Unione Europea. Colpiti soprattutto i trasporti pubblici, i collegamenti ferroviari, marittimi e aerei, con molti voli annullati. Ad Atene la metro si è fermata alle 8 (ora italiana) e anche i tassisti scioperano tutto il giorno.

Tre i cortei giovedì nella capitale ellenica confluiti nella centrale piazza Syntagma, teatro di scontri tra manifestanti incappucciati e forze dell’ordine che rispondono con gas lacrimogeni. Forti momenti di tensione in tutte le vie laterali alla Camera dei Deputati, con un operaio portuale 67enne che viene colpito da infarto. E spira un attimo dopo il suo ricovero in ospedale. Poco dopo il leader della Sinistra Democratica Fotis Kouvellis, che assieme ai socialisti del Pasok sostiene l’anomala maggioranza di governo, annuncia che non voterà in Parlamento a favore di queste misure che uccidono il lavoro e i lavoratori.

Le forze dell’ordine giovedì hanno cercato di disperdere la folla lanciando i gas. I manifestanti gridavano: «Pane, educazione, libertà». I manifestanti hanno risposto con molotov e pietre. E proprio durante gli scontri che un uomo si è accasciato a terra. Subito soccorso, è deceduto durante il trasporto in ospedale. Altre cinque persone, tra cui due agenti, sono rimaste ferite nei disordini. Almeno due gli arresti.

La Grecia si è fermata per la seconda volta in tre settimane  e ha gridato tutto il suo “no” alle misure per 13 miliardi di euro che la troika vuole imporre al paese in cambio dell’ennesima tranche di aiuti. Al momento di sciogliere la manifestazione i sindacati si sono dati appuntamento al 14 novembre, quando un nuovo sciopero generale dovrebbe svolgersi contemporaneamente in Grecia, Portogallo e Spagna.



Categorie:E10- Europa meridionale

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