Collegno: uccide la moglie con un coltello da cucina sotto gli occhi del figlio di 16 anni

Carabinieri e ambulanze sul luogo del delitto

Sono da poco passate le 14.40 a Collegno. Qualcuno chiama il 118 dal quartiere Villaggio Dora: “Venite, ho fatto una follia”. Chi parla è Francesco Barraco, 54 anni, impiegato nella segreteria dell’istituto scolastico di Casalette. Subito dopo scende nel portone del palazzo per aspettare i carabinieri. Quando i militari giungono sul posto, guidati dal capitano Raffaele Ruocco, lo trovano così, stordito e confuso nell’androne del palazzo. Barraco indica con una mano l’appartamento e se ne rimane in disparte. Nell’appartamento si è da poco consumata un’allucinante tragedia. La porta è aperta. Un ragazzo di 16 anni regge la mano di una donna riversa in una pozza di sangue. E’ l’ultimo, disperato, contatto del ragazzo con la madre, Vincenzina Fernanda Scorzo, di 56 anni, insegnante di italiano alla scuola media Tallone di Alpignano. Anche il ragazzo è ferito, ma solo di striscio a un braccio. La donna è morta, in seguito a tre fendenti al petto e otto sul braccio sinistro procurati con un coltello da cucina con una lama di 30 centimetri.

I carabinieri fanno subito allontanare il ragazzo, accompagnandolo prima all’ospedale di Rivoli per medicare le ferite, poi al Regina Margherita per sottoporlo con estrema cautela all’intervento di un psicologo. Il ragazzo è traumatizzato, ha visto morire la madre, tenendole la mano fino all’ultimo respiro. Intanto, c’è un altro ragazzo da avvertire, il figlio maggiore della coppia, di 18 anni, che non è ancora tornato da scuola. I carabinieri vanno ad attenderlo alla fermata della metropolitana per avvertirlo.

La pattuglia rimasta nell’appartamento comincia la ricognizione del caso, i cui tasselli si rimettono a posto uno dopo l’altro. Sono appunto passate da poco le 14.40. Madre, padre e figlio sono ancora in cucina dopo il pranzo. A un certo punto nasce una lite tra l’uomo e la donna. Non è una cosa tanto normale, visto che Barraco è descritto dai vicini come un uomo tranquillo e gentile. Ma la lite è scoppiata e presto degenera in un violento alterco, tanto violento che l’uomo estrae con violenza un cassetto della credenza con le posate facendolo cadere per terra. Tra le posate c’è un grande coltello da cucina. L’uomo l’afferra e comincia a infierire sulla donna, che, in un disperato tentativo di salvarsi, tenta la fuga in un’altra stanza. Il figlio tenta di opporsi, ma nella colluttazione resta anche lui ferito. Ci sono schizzi di sangue ovunque. La donna non regge all’ultimo assalto e cade a terra. L’uomo lascia cadere il coltello dalle mani. A quel punto forse si rende conto di quello che ha fatto. Guarda il figlio, anche il figlio lo guarda: “chiama il 118, dice”. E l’uomo, docile, avverte il 118. E’ tutto finito ormai. I ragazzi di casa hanno perso in un colpo entrambi i genitori. Resta il mormorio attonito dei vicini, che descrivo l’uomo come gentile ma taciturno e introverso, mentre la moglie è descritta come disponibile e solare.

L’uomo viene portato via dai carabinieri: “Non mi lasciava parlare, farfuglia, non mi lasciava parlare”. E’ tutto finito , ora, come quella famiglia. Ora c’è da ricostruire la vita di due ragazzi, di 16 e 18 anni.

Antonio De Lisa
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Categorie:A08- Cronaca giudiziaria, Y01- Corsivi Fatti e Opinioni

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