USA- Con l’Early Voting in Iowa è cominciata la corsa finale alla Casa Bianca- Obama a un passo dalla vittoria

Imminente il primo dei quattro dibattiti per le presidenziali Usa, che mercoledì prossimo a Denver vedrà Mitt Romney tentare un affondo a Barack Obama per ribaltare i pronostici e sondaggi. Da domenica il presidente americano si chiuderà per tre giorni in uno studio di Henderson, alle porte di Las Vegas, per mettere a punto la strategia con una serie di simulazioni. Sembra essere l’ultima chance per Romney per invertire il trend negativo.

Intanto, le prime urne delle presidenziali si sono aperte in Idaho e in Dakota. Ma nella quasi indifferenza. E’ con l‘Early Voting in Iowa che inizia la vera conta per la presidenza. Perché l’Hawkeye State è il primo degli stati in bilico dove i cittadini si recano a votare grazie a quel meccanismo elettorale che permette a coloro che vogliono recarsi ai seggi prima del 6 di novembre di poterlo fare. Il 2 ottobre sarà la volta dell’Ohio a dare il via a queste modalità di voto.

L’Early Voting è sempre più usato dagli americani. Sono 32 gli stati che lo permettono e nel 2008 il 36% dei votanti dell’Iowa decisero di adottarlo. I risultati si sapranno insieme a tutti gli altri.

La grande macchina elettorale è quindi partita. Tutti gli occhi sono puntati sui Battlegrounds States. I sondaggi dicono che Barack Obama è ora avanti. In Ohio e in Florida, in Virginia e in Colorado. La sua posizione di vantaggio sembra ormai essere consolidata. Soprattutto nel decisivo Ohio, tanto che Real Clear Politics, uno dei siti più accreditati, una vera e propria Bibbia per chi segue le elezioni, indica questo stato nelle sue cartine elettorali come ormai vinto da Obama.

Non è ancora così, ma il trend sembra quello. Con questa conquista, secondo RCP, il numero di Grandi Elettori a disposizione del presidente salgono a 265 cioè a solo cinque voti da quota 270, il numero indispensabile da raggiungere per aggiudicarsi le elezioni. Mitt Romney sarebbe fermo a 191 Grandi Elettori.

Se i numeri di Real Clear Politics fossero esatti (o veri), Obama sarebbe a un passo dalla rielezione.

Obama e Clinton

Tornando ai confronti diretti tra i due candidati, la posta in gioco è alta soprattutto per Romney che dovrà decidere se attaccare a testa bassa o seguire una strategia più morbida, come qualcuno gli consiglia tenuto conto che tra gli indecisi ancora nutrono qualche simpatia nei confronti di Obama. Si tratterebbe di un approccio del tipo “gli avete dato una chance, adesso voltiamo pagina”. Gli uomini del milionario mormone sanno che, se non uscirà con una netta vittoria dal dibattito di mercoledì prossimo -gli altri sono ad Hampstead, New York, il 16 ottobre, e a Boca Raton, Florida, il 22, più quello tra i due vice dell’11- Romney continuerà a precipitare e avrà perso la sua occasione migliore per tornare in gioco. Il candidato repubblicano deve vincere e deve vincere bene, il pareggio non gli può bastare, se non vuole perdere il favore dei donatori e conseguentemente quello del partito. E se perde, a quel punto può solo contare su un errore di Obama. Nelle ultime tre campagne elettorali il primo dibattito ha sempre indirizzato la contesa: nel 2000, il fatto che Al Gore desse l’impressione di essere troppo invadente nei confronti di George W. Bush, aiutò l’allora governatore del Texas. Nel 2004, il democratico John Kerry, che era indietro di 2-3 punti, ne conquisto’ 8 e si piazzo’ in testa (anche se solo temporaneamente perche’ Kerry usci’ battuto dalle urne). Nel 2008, una risposta azzeccata di Obama alla prima domanda sui temi economici gli diede la spinta e l’energia per vincere le elezioni. Come ha detto  Bob Shrum, stratega di lungo corso dei Democratici, è così da sempre: “Cambi l’orientamento di 60mila elettori in Ohio e quel dibattito sarà decisivo per la vittoria”.

28 settembre 2012



Categorie:Y03- World News

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