Governo Prodi II (17 maggio 2006-7 maggio 2008)

Governo Prodi II (17 maggio 2006-7 maggio 2008)

Il Governo Prodi II fu il cinquantanovesimo governo della Repubblica Italiana. Rimase in carica per un totale di 722 giorni, ovvero 1 anno, 11 mesi e 21 giorni, dal 17 maggio 2006 al 7 maggio 2008 (giorno di entrata in carica del successore, il Governo Berlusconi IV).

Fu il primo governo repubblicano a vedere la partecipazione diretta del Partito della Rifondazione Comunista e del Partito dei Radicali italiani, divenendo così l’unico governo sostenuto dall’intera sinistra parlamentare (cosa che non accadeva più dal Governo De Gasperi III).

Guidato da Romano Prodi e definito con le ultime nomine il 9 giugno 2006, contava al suo interno, oltre al Presidente del consiglio, 26 ministri, 10 viceministri e 66 sottosegretari, per un totale di 103 membri  (contro i 24 ministri, 9 viceministri, 63 sottosegretari, oltre al Presidente del consiglio, per un totale di 97 membri, del governo Berlusconi III precedente). Per queste dimensioni superò il Governo Andreotti VII, che era composto da 100 membri.

Tra i membri del governo c’erano sei donne, come già recentemente, nei Governi D’Alema I e II. Scelsero di non entrare personalmente nel Governo i Comunisti italiani, che preferirono contribuire a indicare personalità indipendenti e considerate di alto profilo, capaci di rappresentare in maniera più estesa la coalizione.

Composizione del governo:

  • L’Unione
    • L’Ulivo
      • Democratici di Sinistra (DS), 9 ministri 5 viceministri e 23 sottosegretari
      • Democrazia è Libertà – La Margherita (DL), 7 ministri 3 viceministri e 18 sottosegretari
      • Indipendenti dell’Ulivo, Presidente del Consiglio, 2 ministri e 4 sottosegretari
    • Partito della Rifondazione Comunista (PRC), 1 ministro, 1 viceministro e 6 sottosegretari
    • Rosa nel Pugno (RnP), 1 ministro, 1 viceministro e 3 sottosegretari
    • Italia dei Valori (IdV), 1 ministro e 2 sottosegretari
    • Federazione dei Verdi (FdV), 1 ministro e 2 sottosegretari
    • Popolari UDEUR (UDEUR), 1 ministro e 1 sottosegretario
    • Comunisti italiani (PdCI), 1 ministro e 2 sottosegretari “in quota”
  • Indipendenti, 1 ministro e 2 sottosegretari.

Partecipazione all’esecutivo senza rappresentanza in Consiglio dei ministri:

  • L’Unione
    • I Socialisti Italiani, 1 sottosegretario
    • Lega per l’autonomia Alleanza Lombarda (LAL), 1 sottosegretario
    • Democratici Cristiani Uniti (DCU), 1 sottosegretario.

In Parlamento l’esecutivo godé dell’appoggio esterno di:

  • L’Unione
    • L’Ulivo
      • Partito Democratico Meridionale (PDM)
      • Italia di Mezzo (IdM) (dal 28 febbraio 2007)
      • Movimento Repubblicani Europei (MRE)
    • Consumatori Uniti (CU)
    • Repubblicani Democratici (RD)
    • Unione Democratica (UD)
  • Südtiroler Volkspartei (SVP)
  • Autonomie Liberté Démocratie (ALD)
  • Associazioni Italiane in Sud America (AISA)
  • Movimento Politico dei Cittadini (MPC)
  • Sinistra Critica (SC) (fino al 6 dicembre 2007).

Il 14 ottobre 2007 tutti i membri dei partiti aderenti a L’Ulivo, eccetto quelli segnalati, hanno aderito al Partito Democratico.

Ottenne la fiducia al Senato della Repubblica il 19 maggio 2006 con 165 voti favorevoli e 155 contrari.

Ottenne la fiducia alla Camera dei Deputati il 23 maggio 2006 con 344 voti favorevoli e 268 contrari.

Fu sfiduciato al Senato della Repubblica il 24 gennaio 2008 con 156 voti favorevoli, 161 contrari e 1 astenuto.

Presidenza

Ministero Nome Foto Partito
Presidente del Consiglio on. Romano Prodi Prodi27032007.jpg L’Ulivo
Vice Presidente del Consiglio on. Massimo D’Alema Massimo D'Alema ONU.jpg Democratici di Sinistra
Vice Presidente del Consiglio on. Francesco Rutelli Francesco Rutelli-cropped.JPG Democrazia è Libertà
Segretario del Consiglio dei Ministri on. Enrico Letta Enrico Letta 2009.jpg Democrazia è Libertà

Sottosegretari Enrico Micheli (DL) delega ai Servizi Segreti, Fabio Gobbo (Indipendente) delega al CIPE (fino al 6/04/08[10]), Ricardo Franco Levi (L’Ulivo) con delega alla stampa ed all’editoria

Ministeri senza Portafoglio

In piccolo i Sottosegretari

Ministero Nome Foto Partito
Riforme Istituzionali e Rapporti con il Parlamento on. Vannino Chiti fino al 07/05/2008[11]Giampaolo D’Andrea (DL), Paolo Naccarato (L’Ulivo) Vannino Chiti byFigiu.jpg Democratici di Sinistra
Riforme e Innovazione nella Pubblica Amministrazione Luigi NicolaisBeatrice Magnolfi (DS), Giampiero Scanu (DL) Black and white Italian Republic emblem.svg Democratici di Sinistra
Affari Regionali e Autonomie Locali on. Linda LanzillottaPietro Colonnella (DS) Black and white Italian Republic emblem.svg Democrazia è Libertà
Attuazione del Programma di Governo on. Giulio Santagata Black and white Italian Republic emblem.svg Democrazia è Libertà
Diritti e Pari Opportunità on. Barbara PollastriniDonatella Linguiti (PRC) Black and white Italian Republic emblem.svg Democratici di Sinistra
Politiche Giovanili e Attività Sportive on. Giovanna MelandriGiovanni Lolli (DS), Elidio De Paoli (LAL) Giovanna Melandri byFigiu.jpg Democratici di Sinistra
Politiche per la Famiglia on. Rosy Bindi fino al 07/05/2008[11]Chiara Acciarini (DS)[12] Rosy Bindi foto Stefano Bolognini 2011 1.jpg Democrazia è Libertà
Politiche Comunitarie on. Emma Bonino fino al 07/05/2008[11] Emma Bonino - World Economic Forum on Europe 2010.jpg Rosa nel Pugno

Ministeri

In piccolo i sottosegretari.

Ministero Nome Foto Partito
Esteri on. Massimo D’AlemaUgo Intini (RnP), Patrizia Sentinelli (PRC), Franco Danieli (DL) con delega agli Italiani nel Mondo – Viceministri- Famiano Crucianelli (DS)[12], Donato Di Santo (DS), Gianni Vernetti (DL), Vittorio Craxi (I Socialisti) -Sottosegretari- Massimo D'Alema ONU.jpg Democratici di Sinistra
Interno on. Giuliano AmatoMarco Minniti (DS) con delega per le relazioni con le Forze dell’ordine -Viceministro- Marcella Lucidi (DS), Ettore Rosato (DL), Alessandro Pajno (Indipendente), Franco Bonato (PRC) -Sottosegretari- Giuliano Amato 2009.jpg L’Ulivo
Giustizia on. Clemente Mastella fino al 17 gennaio 2008Luigi Manconi (DS), Alberto Maritati (DS), Daniela Melchiorre (DL[13], fino al 11/03/2008), Luigi Scotti (Indipendente in quota PdCI) (fino al 6 febbraio 2008 poiché diviene Ministro della Giustizia), Luigi Li Gotti (IdV) Clemente Mastella 1.jpg UDEUR
Giustizia on. Romano Prodi ad interim dal 17 gennaio al 7 febbraio 2008 Romano Prodi in Nova Gorica (2c).jpg L’Ulivo
Giustizia Luigi Scotti dal 7 febbraio 2008 Luigi Scotti.jpg Quota Comunisti Italiani
Economia e Finanze Tommaso Padoa SchioppaVincenzo Visco (DS) con delega alle Finanze, Roberto Pinza (DL) con delega al Bilancio – Viceministri- Massimo Tononi (L’Ulivo), Paolo Cento (FdV), Mario Lettieri (DL), Alfiero Grandi (DS)[12], Antonangelo Casula (DS), Nicola Sartor (Indipendente) -Sottosegretari- Tommaso Padoa-Schioppa.jpg Indipendente
Difesa on. Arturo ParisiGiovanni Lorenzo Forcieri (DS), Emidio Casula (RnP), Marco Verzaschi (UDEUR, fino al 07/12/2007) Arturo Parisi.jpg Democrazia è Libertà
Pubblica Istruzione on. Giuseppe FioroniMariangela Bastico (DS) -Viceministro- Gaetano Pascarella (DS), Letizia De Torre (DL) -Sottosegretari- Giuseppe Fioroni 2.jpg Democrazia è Libertà
Infrastrutture on. Antonio di PietroAngelo Capodicasa (DS) -Viceministro- Luigi Meduri (DL), Tommaso Casillo (RnP) -Sottosegretari- Antonio Di Pietro - Trento.jpg Italia dei Valori
Sviluppo Economico on. Pier Luigi BersaniSergio D’Antoni (DL) -Viceministro- Filippo Bubbico (DS), Paolo Giaretta (DL, fino al 24/04/2007), Marco Stradiotto (DL, dal 24/04/2007) [14], Alfonso Gianni (PRC) -Sottosegretari- Pier Luigi Bersani giugno 2010.jpg Democratici di Sinistra
Politiche Agricole e Forestali on.Paolo De CastroGuido Tampieri (DS), Stefano Boco (FdV), Giovanni Mongiello (DCU – dal 09/06/2006) Decastropaolo.jpg L’Ulivo
Trasporti Alessandro BianchiCesare De Piccoli (DS) -Viceministro- Andrea Annunziata (DL), Raffaele Gentile (RnP, dal 09/06/2006) -Sottosegretari- Black and white Italian Republic emblem.svg Quota Comunisti Italiani
Comunicazioni on. Paolo GentiloniLuigi Vimercati (DS), Giorgio Calò (IdV) Paolo Gentiloni.jpg Democrazia è Libertà
Salute on. Livia TurcoSerafino Zucchelli (DS), Antonio Gaglione (DL), Gian Paolo Patta (Indipendente in quota PdCI) Black and white Italian Republic emblem.svg Democratici di Sinistra
Commercio con l’Estero on. Emma Bonino dal 18/05/2006 fino al 07/05/2008[11]Mauro Agostini (DS), Miloš Budin (DS) Emma Bonino - World Economic Forum on Europe 2010.jpg Rosa nel Pugno
Lavoro e Previdenza Sociale on. Cesare DamianoAntonio Montagnino (DL), Rosa Rinaldi (PRC) Cesare Damiano byFigiu.jpg Democratici di Sinistra
Solidarietà Sociale on. Paolo FerreroFranca Donaggio (DS), Cristina De Luca (DL) Paolo Ferrero.jpg Rifondazione Comunista
Beni e Attività Culturali on. Francesco RutelliElena Montecchi (DS), Andrea Marcucci (DL), Danielle Mazzonis (PRC) Francesco Rutelli-cropped.JPG Democrazia è Libertà
Ambiente e Tutela del Territorio e del mare on. Alfonso Pecoraro ScanioGianni Piatti (DS), Bruno Dettori (DL), Laura Marchetti (PRC) Scanio.jpg Federazione dei Verdi
Università e Ricerca on. Fabio MussiLuciano Modica (DS), Nando Dalla Chiesa (DL) Fabio Mussi Trento 2007.jpg Democratici di Sinistra [12]

Trasformazioni politiche

Nei due anni di mandato, le forze politiche di maggioranza hanno posto in essere una profonda ristrutturazione al loro interno, che hanno modificato significativamente i rapporti di forza politici nell’esecutivo. In particolare sono sorti:

  • il Partito Democratico (PD), nato dalla fusione dei partiti e dei movimenti dell’Ulivo, raccogliendo 17 ministri e 50 fra viceministri e sottosegretari;
  • la Sinistra Democratica (SD), sorta il 5 maggio 2007 dall’ala di sinistra dei Democratici di Sinistra contraria all’ingresso nel PD, raccogliendo 1 ministro e 3 sottosegretari;
  • i Liberaldemocratici, sorti il 1º ottobre 2007 dall’ala di destra della Margherita contraria all’ingresso nel PD, raccogliendo 1 sottosegretario;
  • i Radicali italiani, che fino alla nascita della Costituente Socialista costituivano insieme allo SDI la federazione della Rosa nel Pugno, raccolsero 1 ministro;
  • il Partito Socialista (PS), che fino alla nascita della Costituente Socialista costituiva insieme ai Radicali italiani la federazione della Rosa nel Pugno, coi confluenti Socialisti Italiani raccolse 5 sottosegretari.

Il Portavoce unico

  • Non fa, in senso tecnico-giuridico, ufficialmente parte del governo, ma riveste un ruolo della massima importanza per i rapporti del governo medesimo con la maggioranza parlamentare, con le altre istituzioni, con gli organi di informazione e con l’opinione pubblica, il portavoce unico del governo Silvio Sircana, nominato con decreto del presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri.

Cronologia

  • 16 maggio 2006: Il Presidente della Repubblica neoeletto, Giorgio Napolitano, affida a Romano Prodi l’incarico di formare il governo. Il Professore accetta l’incarico con riserva salvo scioglierla positivamente ventiquattro ore dopo.
  • 17 maggio 2006: Presentazione e giuramento dei ministri. I sottosegretari li seguiranno il giorno successivo.
  • 19 maggio 2006: L’esecutivo ottiene la fiducia dal Senato della Repubblica: 165 sì, 155 no, nessun astenuto.
  • 23 maggio 2006: Il governo ottiene la fiducia anche della Camera dei deputati: 344 sì, 268 no, nessun astenuto.
  • 9 giugno 2006: Vengono nominati tre nuovi sottosegretari, portando a 101 il numero dei membri dell’esecutivo.
  • 30 giugno 2006: Varato il primo decreto sulle liberalizzazioni proposto dal ministro dello Sviluppo Economico Pier Luigi Bersani.
  • 7 luglio 2006: Il Consiglio dei ministri approva il Documento di programmazione economica e finanziaria. Assente il ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero.
  • 18 luglio 2006: Con la legge 17 luglio 2006, n. 233 vengono modificate alcune denominazioni inizialmente stabilite per i ministeri: «Ministero dell’Istruzione» riassume il nome di «Ministero della Pubblica Istruzione»; «Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio» diviene «Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare»; «Ministero delle politiche agricole e forestali» diviene «Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali».
  • 27 luglio 2006: La Camera approva con maggioranza trasversale l’indulto proposto dal ministro della Giustizia Clemente Mastella. Nella maggioranza, vota contro l’Italia dei Valori mentre si astengono i Comunisti Italiani.
  • 28 luglio 2006: Il Senato approva il rifinanziamento delle missioni militari all’estero. Necessaria la fiducia per avere il sì di alcuni senatori dissidenti, in particolare della “sinistra radicale”.
  • 28 agosto 2006: Il Consiglio dei ministri approva il decreto sulla partecipazione italiana alla missione Unifil in Libano.
  • 7 settembre 2006: Con il passaggio all’opposizione di Sergio De Gregorio il Governo perde la maggioranza degli eletti in Senato. Risulta decisivo l’apporto dei senatori a vita.
  • 13 settembre 2006: Angelo Rovati si dimette da consigliere della Presidenza del Consiglio in seguito ad una presunta ingerenza nei piani di ristrutturazione del gruppo Telecom.
  • 30 settembre 2006: Annunciata una legge finanziaria da 33,4 miliardi.
  • 2 dicembre 2006: Viene portato a compimento il ritiro dei militari italiani dall’Iraq.
  • 11 gennaio 2007: Per la prima volta nella storia della Repubblica, il Consiglio dei ministri si riunisce fuori Roma, a Caserta.
  • 25 gennaio 2007: Il Consiglio dei ministri approva il secondo decreto sulle liberalizzazioni.
  • 31 gennaio 2007: La maggioranza fa approvare alla Camera una mozione che invita il Governo alla presentazione di un disegno di legge sulle coppie di fatto. L’Udeur vota contro.
  • 1º febbraio 2007: Al Senato, passa per un voto la mozione della Casa delle Libertà che approva la posizione del Governo sul permesso di costruzione della base statunitense a Vicenza. L’Unione vota contro, ma si dissocia il senatore Natale D’Amico.
  • 8 febbraio 2007: Il Consiglio dei ministri approva il ddl sulle coppie di fatto firmato dalle ministre Rosy Bindi e Barbara Pollastrini. Non partecipano alla votazione il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e il ministro della Giustizia Clemente Mastella.
  • 21 febbraio 2007: Al Senato della Repubblica, la risoluzione della maggioranza di approvazione della linea del governo sulla politica estera con particolare riferimento alla presenza italiana nelle forze NATO operanti in Afghanistan, presentata dalla senatrice Anna Finocchiaro, non raggiunge il quorum di maggioranza: 158 voti favorevoli, 136 contrari, 24 astenuti, con quorum richiesto di 160. All’interno della maggioranza, non hanno partecipato al voto i senatori Fernando Rossi e Franco Turigliatto. Fra i senatori a vita, tra i quali era assente Oscar Luigi Scàlfaro, alcuni hanno votato a favore (Emilio Colombo, Rita Levi-Montalcini, Carlo Azeglio Ciampi), uno ha votato contro (Francesco Cossiga) e due si sono astenuti (Giulio Andreotti, Sergio Pininfarina). A seguito di ciò Prodi si reca al Quirinale per rimettere il mandato nelle mani del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
  • 24 febbraio 2007: A seguito di formali consultazioni politiche, il Presidente della Repubblica, che si era riservato di accettare le dimissioni del Governo, le ha respinte, invitando il Governo a presentarsi alle Camere per la fiducia.
  • 28 febbraio 2007: L’esecutivo ottiene la fiducia dal Senato della Repubblica: 162 sì, 157 no, nessun astenuto. Hanno votato a favore i senatori a vita Emilio Colombo, Rita Levi-Montalcini, Oscar Luigi Scàlfaro, Carlo Azeglio Ciampi, contro il senatore Francesco Cossiga; al momento del voto erano assenti i senatori a vita Giulio Andreotti, Sergio Pininfarina. Il senatore Sergio De Gregorio, eletto tra le file dell’Italia dei Valori, nega la fiducia a Prodi; Marco Follini, ex-segretario dell’UDC e leader del movimento politico Italia di Mezzo (IdM, successivamente confluito nel Partito Democratico) compie il passaggio inverso e sostiene l’esecutivo, così come il senatore Luigi Pallaro, indipendente eletto nella circoscrizione estera America Meridionale.
  • 2 marzo 2007: L’esecutivo ottiene la fiducia dalla Camera dei deputati: 342 sì, 253 no e due astenuti, facendo così rientrare la crisi e chiudendola.
  • 16 marzo 2007: Silvio Sircana è nominato portavoce del Governo.
  • 27 marzo 2007: Il Senato approva il decreto legge che rifinanzia le missioni italiane all’estero con 180 voti a favore, due contrari e 132 astenuti. Hanno votato a favore la maggioranza e l’Udc mentre si sono astenuti Forza Italia, AN e Lega Nord. Esprimono voto contrario il senatore ex PRC Franco Turigliatto e il senatore Gianfranco Rotondi (DCpA).
  • 1º giugno 2007: Il viceministro Vincenzo Visco rimette le deleghe sulla Guardia di Finanza dopo le polemiche con il comandante della GdF Roberto Speciale, sostituito dal Governo con Cosimo D’Arrigo.
  • 12 luglio 2007: Durante la votazione per l’approvazione della riforma sulla giustizia il governo Prodi esprime contrarietà ad un emendamento del senatore Roberto Manzione (Ulivo), l’emendamento però passerà ugualmente grazie ai voti dell’opposizione e di altri 2 senatori oltre al citato Manzione. Ad ogni modo il giorno dopo, venerdì 13 luglio, il Senato respinge un secondo emendamento del senatore Manzione e successivamente approva la Riforma Mastella. La Camera dei Deputati varerà la riforma due settimane dopo.
  • 23 luglio 2007: Accordo con le parti sociali sulla riforma del welfare.
  • 28 luglio 2007: Il Senato approva la riforma della giustizia.
  • 10 settembre 2007: Il Ministero dell’Economia nomina consigliere di amministrazione RAI Fabiano Fabiani in sostituzione di Angelo Maria Petroni.
  • 3 ottobre 2007: Con 154 no, 156 sì ed 4 astenuti viene respinta una mozione di sfiducia contro il viceministro dell’Economia Vincenzo Visco presentata da La Destra e fatta propria dall’intera CdL.
  • ottobre 2007: Alla vigilia dell’approdo della Finanziaria 2008 in Senato voci insistenti sulla stampa nazionale prevedono un’imminente crisi di governo. Prodi smentisce di volersi dimettere e dichiara: “non getto la spugna”.
  • 30 ottobre 2007: Il Consiglio dei ministri vara un decreto sulla sicurezza che sarà poi lasciato decadere per imperfezioni di forma presenti nel testo.
  • 16 novembre 2007: il Senato approva, con 161 voti favorevoli e 157 contrari, la legge Finanziaria 2008, ma durante le dichiarazioni di voto Lamberto Dini annuncia a nome suo e dei senatori liberaldemocratici la necessità di superare la presente fase politica.
  • 5 dicembre 2007: In un’intervista il presidente Fausto Bertinotti dichiara: “questo governo ha fallito”. Dopo lo strappo sul protocollo Welfare, questo segna un’ulteriore presa di distanza dalla maggioranza da parte del PRC. Il peso di queste dichiarazioni però diminuisce tre giorni dopo, quando lo stesso Bertinotti fa retromarcia, dichiarando “questo Governo nasce per durare 5 anni”.
  • 21 dicembre 2007: Il Senato approva in via definitiva la Finanziaria 2008, dopo le polemiche scatenate dalle parole del Presidente Napolitano che aveva giudicato “abnorme” il ricorso ad eccessivi voti di fiducia. Il Governo viene inoltre criticato dalla Costituente Socialista e dall’UDEUR il cui segretario, il ministro Clemente Mastella, dichiara che sarebbe meglio tornare alle urne.
  • 10 gennaio 2008: Avviata la verifica di maggioranza, il clima politico sembra più disteso: tutti i leader esprimono soddisfazione, compreso il senatore Lamberto Dini.
  • 16 gennaio 2008: Il ministro della Giustizia, Clemente Mastella (UDEUR), annuncia alla Camera dei deputati le sue dimissioni, dopo l’ordinanza di arresti domiciliari per la moglie Sandra Lonardo firmata dal gip di Santa Maria Capua Vetere. Nella stessa giornata il ministro viene indagato per concussione e la Corte Costituzionale dà il via libera ai tre referendum elettorali. Tommaso Barbato, capogruppo al Senato dell’UDEUR dichiara: “Il 16 gennaio doveva essere il d-day contro l’Udeur, sul piano giudiziario e su quello politico. E così è stato”.
  • 17 gennaio 2008: Il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, che nel frattempo è risultato indagato dalla stessa Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, annuncia di confermare le proprie dimissioni dall’incarico e che quindi il suo partito, l’UDEUR, passerà ad appoggiare esternamente il Governo. Successivamente, il Presidente della Repubblica, Napolitano, ha firmato il decreto con cui si rendono effettive le dimissioni del Ministro ed ha affidato l’incarico ad interim a Romano Prodi.
  • 21 gennaio 2008: Clemente Mastella annuncia che i Popolari-UDEUR ritirano anche l’appoggio esterno al Governo per la mancata solidarietà politica (era venuta quella personale, di fatto lasciando un alone di sospetto su Mastella politico e l’UDEUR).
  • 22 gennaio 2008: A seguito dell’annunciato ritiro dell’UDEUR, il Presidente Prodi relaziona alla Camera dei Deputati la situazione di politica generale, e pone la questione di fiducia, dichiarando che successivamente farà lo stesso in Senato (dove, dopo il ritiro dell’UDEUR, il governo non dovrebbe più avere i numeri sufficienti).
  • 23 gennaio 2008: Dopo l’intervento di Giorgio Napolitano in mattinata a Montecitorio per il 60º anniversario della Costituzione repubblicana, il Capo dello Stato incontra Prodi al Quirinale. Nel tardo pomeriggio, la Camera dei Deputati conferma (326 sì, 275 no) la fiducia al Governo.
  • 24 gennaio 2008 ore 20.43: Dopo il dibattito del Senato sulla fiducia il governo è battuto per 161 voti a 156. Hanno negato la fiducia al Governo i seguenti senatori eletti in liste dell’Unione: Tommaso Barbato (UDEUR), Clemente Mastella (UDEUR), Lamberto Dini (Liberaldemocratici, eletto nella Margherita), Domenico Fisichella (indipendente, eletto nella Margherita), Franco Turigliatto (Sinistra Critica, eletto in Rifondazione Comunista), Sergio De Gregorio (Italiani nel Mondo, eletto nell’Italia dei Valori), che era già passato nella Casa delle Libertà nel settembre 2007. Si è astenuto (ma l’astensione ha effetto di voto contrario) il senatore Giuseppe Scalera (Liberaldemocratici, eletto nella Margherita). A seguito del voto negativo Prodi si reca al Quirinale per rassegnare le dimissioni. Il Presidente Napolitano invita il Governo a restare in carica per il disbrigo degli affari correnti.
  • 25 gennaio 2008: Il Presidente della Repubblica inizia le consultazioni convocando i presidenti del Senato, Franco Marini, e della Camera dei Deputati, Fausto Bertinotti. Le consultazioni presidenziali proseguono nei giorni successivi.
  • 30 gennaio 2008: Giorgio Napolitano affida l’incarico di “esplorare” l’ipotesi di formare un governo finalizzato a raggiungere una convergenza sulla riforma della legge elettorale al Presidente del Senato, Franco Marini.[18]
  • 4 febbraio 2008: Franco Marini, dopo aver tenuto proprie consultazioni con le forze politiche ed economico-sociali, rimette al Capo dello Stato il mandato poiché non sussistono margini di accordo per la formazione di un nuovo governo finalizzato alla modifica della legge elettorale.
  • 5 febbraio 2008: Il Consiglio dei ministri indice i referendum abrogativi sulla legge elettorale del 2005, giudicato ammissibile dalla Corte Costituzionale, per la data del 18 maggio 2008. Tuttavia questo slitterà di un anno, a causa dello scioglimento anticipato delle Camere.
  • 6 febbraio 2008: A seguito della caduta del Governo e del fallimento del tentativo di Marini, il Presidente della Repubblica scioglie le Camere con proprio decreto.
  • 7 febbraio 2008: Dopo il giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica, il sottosegretario alla Giustizia Luigi Scotti subentra al Presidente del Consiglio e Ministro della Giustizia ad interim, Romano Prodi, nella guida del Dicastero.
  • 30 aprile-1º maggio 2008: Ha suscitato forti polemiche e reazioni anche opposte la pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi del 2005 di ogni cittadino italiano sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate. Il vice-ministro uscente Vincenzo Visco difende la scelta, poiché già del 1973 le dichiarazioni dei redditi sono pubbliche e consultabili (su formato cartaceo). La pubblicazione è stata sospesa prima per l’enorme numero di accessi al sito, che si è inceppato, poi per decisione del Garante della Privacy.
  • 7 maggio 2008: Vannino Chiti, Rosy Bindi ed Emma Bonino si dimettono dalla carica di ministro. È un atto dovuto, conseguente alla loro elezione, il giorno prima, alla vicepresidenza del Senato (Chiti e Bonino) e della Camera dei Deputati (Bindi).

La sera stessa le dimissioni del governo vengono accettate dal Presidente della Repubblica.

Fonte: Wikipedia



Categorie:C03- Governo e Parlamento

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